LIFESTYLE

“Sono diventata una persona più felice cancellando persone dai social. E non mi dispiace.”

In molti lo sanno: sono un fan della scrittrice Marie Kondo. Cerco di applicare ogni giorno il suo bestseller Il magico potere del riordino, ordinando la mia casa secondo i suoi suggerimenti, e avere un atteggiamento più positivo verso la vita.

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un suo articolo in cui parlava dei social, e delle persone di cui virtualmente ci circondiamo, che spesso ci amareggiano o ci rendono più tristi: quando leggiamo uno stato, quando guardiamo una foto, quando assistiamo a quelle frecciatine, tipiche dei social, di quelli che la mandano a dire senza avere il coraggio di parlarti apertamente. Con il risultato di entrare o in un vortice perverso di punzecchiature e pensieri negativi.

Qual è la soluzione? «Sono diventata una persona più felice cancellando persone dai social network. E non mi dispiace». Ha detto la scrittrice giapponese. Sì, perché bisogna eliminare queste persone per noi “negative” dal proprio feed. Che sia instagram o facebook, poco importa. Ma non bisogna riempire i propri stream virtuali con cose che ci rendono infelici.

Seguite solo persone che conoscete. Gli amici veri, la famiglia, le persone che sono per voi fonte di ispirazione, oppure blogger che postano che vi piacciono o meme che vi fanno ridere.

Essere selettivi con le persone che ci circondano è importante per la nostra salute e la nostra salvaguardia: «Quando mi rendo conto di quanto stessi già meglio quando non ho visto post di quel blogger che mi faceva alzare gli occhi o la foto di un mio ex che mi rattristava, ho capito di aver preso la decisione giusta» ha detto Marie Kondo si legge da Popsugar.

In un momento storico in cui la nostra vita si estende anche virtualmente attraverso i nostri social, bisogna fare attenzione dunque a selezionare persone che emanino un’energia positiva e cose belle da vedere: post delle vacanze degli amici, la famiglia, i genitori, influencer i cui outfits ci influenzano o persino personal trainer che ci spingono a migliorarci, perché: «I social media – dice Marie Kondo – non devono essere quel luogo tossico che tutti dicono che sia, ma bisogna essere disposti a fare il primo passo per far sì che sia davvero così».

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ART NEWS, CINEMA

La Grande Arte al Cinema: ecco gli appuntamenti da non perdere

Cinema e arte, un binomio ormai ben radicato, e che porta sempre più amanti degli artisti, dei musei e delle loro opere senza tempo ad ammirarle in sala, complici l’8K e l’altissima definizione delle immagini.

Quali sono le pellicole che racconteranno la grande arte al cinema?

Se la passata settimana ha visto protagonista Degas – Passione e perfezione, sono tanti i film che, da febbraio fino a maggio, terranno banco in sala.

Il prossimo appuntamento è con Tintoretto – un ribelle a Venezia. La nuova produzione SkyArte, in collaborazione con Nexo Digital, racconterà dal 25 al 27 febbraio il genio rivoluzionario del maestro che ha rivoluzionato la storia dell’arte. Ideato e scritto da Melania G. Mazzucco, il progetto vede la partecipazione straordinaria di Peter Greenaway e rientra, come gli altri, nel progetto della Grande Arte al Cinema.

A marzo, in linea con l’arrivo della primavera, sarà la volta dei colori sgargianti e delle ambientazioni da sogni di Gauguin che sarà raccontato da Gauguin a Tahiti – Il paradiso perduto, dal 25 al 27 marzo, per tre giorni porterà il pittore sul grande schermo.

Non un artista, ma un intero museo, per la tre-giorni di aprile: dal 15 al 17 infatti sarà la volta di Il Museo del Prado – La corte delle meraviglie, per tutti quelli che, in vista delle vacanze vogliono guardare la straordinaria ricchezza del museo spagnolo o per coloro che vogliono rivivere le magiche atmosfere della viva città di Madrid.

Sono ben due gli appuntamenti di maggio. Prima della pausa estiva infatti, gli affamati di arte potranno correre in sala per ben due volte. L’inizio del mese, dal 6 all’8, si potrà ammirare Il giovane Picasso, docu-film che ricostruisce gli anni giovanili dell’artista spagnolo, in questi giorni protagonista a Palazzo Reale di Milano con una bellissima mostra.

Il mese di maggio, e questa seconda parte di appuntamenti, si chiude invece con Dentro Caravaggio, film ispirato proprio alla mostra che si è tenuta lo scorso anno a Palazzo Reale di Milano, e che ha radunato un considerevole numero di opere dell’artista, tra cui ben due Caravaggio napoletani: il Martirio di Sant’Orsola (di Palazzo Zevallos Stigliano – Gallerie d’Italia) e La flagellazione di Cristo (al Museo di Capodimonte).

Nel frattempo è sulle piattaforme streaming Caravaggio – anima e sangue, successo della passata stagione cinematografica, così come Michelangelo Infinito con Enrico Lo Verso, un buon modo per temporeggiare in attesa di nuove emozionanti avventure al cinema.

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YOUGENIO, la piattaforma che ci fa ridurre il consumo energetico

Qualche giorno fa leggevo un curioso articolo su quanto l’inquinamento ci renda meno felici. Al danno di avere un mondo sempre più inquinato e irrispettoso dell’ambiente, si aggiunge adesso la beffa che, oltre ad avere ripercussioni sulla nostra salute, ne ha anche sul nostro umore e il nostro stato di felicità.

Questa consapevolezza mi ha portato a domandarmi quanto la mia casa fosse “green” e come poter ridurre i consumi della mia abitazione.

yougenio-energia-green-energy-risparmiare-risparmio-casa-corrente-elettrica-interno-internettualeDopo qualche ricerca on-line ho conosciuto YOUGENIO, piattaforma di pulizia, manutenzione della casa e assistenza della famiglia che mi ha permesso di richiedere una consulenza assolutamente gratuita per ridurre i consumi dell’energia elettrica.

Un sopralluogo facile da richiedere direttamente dal sito oppure chiamando all’800 129 129, che ha portato un tecnico ottimizzatore energetico che valuta elementi dell’abitazione e dell’edificio, come ad esempio l’efficienza della coibentazione, l’adeguatezza degli infissi installati ed eventualmente la corretta installazione ed efficacia del termocappotto, fattori, questi, che contribuiscono senza dubbio anche alla valutazione dell’immobile in termini economici.

Si tratta di un servizio molto completo che comprende l’intervento gratuito a domicilio del tecnico, l’analisi dettagliata delle caratteristiche del proprio impianto di corrente domestico e il suggerimento senza alcun impegno di quelle che potrebbero essere le soluzioni più adeguate per rendere più efficiente il proprio impianto, il consumo di energia senza troppe dispersioni.

Con il sopralluogo il consulente fornirà anche un preventivo, così da avere una panoramica chiara di quanto costerebbe l’adeguamento del proprio impianto e quanto si andrebbe a risparmiare. Costi che sarebbero senza dubbio ammortizzati da un minore consumo dell’energia in primis, e da un più efficace utilizzo della stessa.

Perché spesso, osservando bollette dalle cifre esorbitanti e lamentando un rincaro della materia prima dovuto all’economia instabile, non ci rendiamo conto di quanto noi per primi potremmo fare e in quanti modi potremmo contribuire per far sì che quelle cifre sulle nostre fatture mensili possano calare drasticamente.

Insomma, ridurre il consumo energetico con Yougenio è davvero semplice!

La mia oggi è una coscienza un po’ più green che a mano a mano si risveglia con notizie sul clima sempre più allarmanti e fatture sempre più spesso a tre cifre che potrebbero senza dubbio essere evitate. È per questo motivo che oggi tenevo a sottolineare quanto sia importante oggi, più che mai, avere piena consapevolezza del nostro presente, del nostro futuro, di quanto abbiamo a disposizione e, ancor più importante, di cosa è in nostro potere per fermare inutili dispersioni di energia.

CINEMA

“Ricomincio da me”: ecco perché tutti dovrebbero vedere questo film

Rieccomi a parlare di nuovo di film. Ma non temete: non trasformerò il mio blog d’arte in una critica cinematografica. Ma credo che alcune pellicole meritino, al di là del valore “artistico” i loro momenti in una pagina come la mia dove generalmente i protagonisti sono opere e mostre.

Il weekend appena passato l’ho trascorso al cinema, a vedere Ricomincio da Me, pellicola che ha segnato il ritorno di Jennifer Lopez sul grande schermo, dove mancava dal 2016. Ma non si tratta dell’ennesima commediola romantica come erroneamente il trailer può indurvi a credere. E nonostante Jennifer Lopez, bellissima 50enne il prossimo luglio, in alcuni momenti sia poco credibile nel ruolo di 40 enne, la pellicola è perfettamente riuscita nel suo intento di lanciare due messaggi: che la Lopez è sempre splendida a qualsiasi età (e al cinema sentivamo la sua mancanza); il secondo, molto più importante, è che questa pellicola ci ricorda che non è mai troppo tardi.

Sì, perché il film, il cui titolo originale è Second Act, secondo atto, seconda chance, racconta la storia di Maya Vargas, vicedirettore insoddisfatto di un grande magazzino, cui le viene preferito un uomo con due lauree ed un master per la promozione.

È la storia di una moderna Cenerentola della periferia del Queens di New York che, non avendo avuto accesso agli studi da ragazzina, deve accontentarsi della vita che non crede di meritare.

Qui la fatina buona ha le sembianze di un nerd, che grazie ai social network crea il profilo di una donna di successo per la bella Maya, che ha così la possibilità di farsi assumere come consulente in una grande azienda di cosmetici. Valgono gli anni di esperienza come un vero e proprio titolo di studi?

È probabilmente questa la domanda che molti si pongono, e che pone anche il film, in una società come la nostra che cambia velocemente e nella quale il pezzo di carta sembra perdere sempre più l’originario valore di un tempo.

Tra equivoci, scene esilaranti e momenti di pura emozione, Jennifer ci fa vivere quella seconda chance che tutti vorremmo e sogniamo, reinventandoci completamente alla soglia dei quaranta, per dimostrare a noi stessi e agli altri di valere nonostante gli errori commessi nella nostra vita.

Nel cast una quasi irriconoscibile Vanessa Hudgens che, messi da parte film per teenagers e parentesi musicali, ritorna al cinema in un ruolo più sofisticato e maturo.

Ricomincio da me lancia un messaggio di speranza a tutti coloro che vogliono farcela, a dispetto degli anni che passano, delle scelte sbagliate e dei tanti treni persi, ed è la dimostrazione che soltanto chi non si arrende può davvero riuscire a realizzare tutti i propri sogni.

Grazie, Jen!

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“Artigianato e Palazzo”: ritorna a Firenze la fiera per crafters e bloggers

La Principessa Giorgiana Corsini anche quest’anno riapre le porte della sua storica dimora a Firenze. Dal 16 al 19 maggio, ritorna infatti, per la XXV edizione, il tradizionale appuntamento con Artigianato e Palazzo, fiera dedicata a quelle tradizioni artigianali, squisitamente nostrane che, dalla pelle alla ceramica, hanno fatto del made in Italy un vero e proprio brand di lusso e stile apprezzato in tutto il mondo.

In tanti ricorderanno la mia partecipazione dello scorso anno a questa straordinaria manifestazione, che non soltanto mi ha dato l’opportunità di conoscere una Firenze nobile e borghese, ma di sentirmi parte di una suggestiva gouache. A fare da cornice il bellissimo Giardino Corsini, dove ha sede uno dei più bei palazzi fiorentini del XVII secolo. È qui che si ritrovano i crafters di tutto il Paese, per esporre ed esportare la propria manualità e le proprie opere.

Il Giardino Corsini, a Firenze

Come di consueto, l’omonima Associazione Giardino Corsini si propone di promuovere e sostenere realtà culturali locali, e se nel 2018 ha lanciato la prima raccolta fondi per la riapertura del Museo Richard Ginori di Doccia, la raccolta di quest’anno sarà devoluta al recupero di alcuni monumenti tra ‘800 e ‘900 testimoni del legame tra Firenze e la Russia e coinvolgerà attivamente la numerosa comunità russa fiorentina e non solo.

Artigianato e Palazzo rappresenta senza dubbio una bellissima amalgama di tradizioni regionali, stili e creatività, un momento di confronto e di ricerca, arricchito dai live cooking con ospiti illustri, chef stellati e altri momenti in cui sentirsi protagonisti della magia di questi luoghi.

E non poteva mancare il concorso grazie al quale sono entrato a far parte di cotanta bellezza. Si rinnova infatti anche Blogs & Crafts 2019, che darà la possibilità a 10 artigiani under 35 di esporre il proprio lavoro all’interno della Mostra. Per questa edizione, grazie alla collaborazione con SOURCE, Design & Networking Agency che mette in connessione giovani talenti con il mondo della produzione e delle imprese, una commissione ad hoc selezionerà̀ uno dei n. 10 CRAFTS che più si avvicinerà al tema sostenibilità e tecnologia, assegnandogli il “Premio SOURCE” che prevede la possibilità di esporre il proprio prodotto durante l’evento previsto per l’edizione 2020 del Fuorisalone di Milano.

Il bando consentirà anche ai migliori blogger e influencer che operano nel settore di artigianato, lifestyle, moda e turismo, di prendere parte all’evento, ospitati da Starshotels, che li coccolerà anche con un pacchetto benessere in un rinomato centro estetico nel cuore di Firenze.

Per tutti coloro che vogliono provare a candidarsi per vivere questa fantastica avventura ecco il LINK!

Per tutte le altre informazioni:

www.artigianatoepalazzo.it

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“Chiusi per bomba”: il cuore ferito di Napoli e il coraggio di Gino Sorbillo

Sembra quasi tutto normale fuori, da Gino Sobillo, la famosa pizzeria di Napoli, che ha fatto della pizza un culto, riconosciuto persino dall’UNESCO come patrimonio, come uno dei qualsiasi monumenti disseminati per le strade. Eppure, oggi, nella centralissima Via dei Tribunali, nel cuore del centro storico della città, non è un giorno qualunque, perché quella pizzeria, vanto tutto partenopeo nel mondo, che ha esportato l’arte di fare la pizza persino a New York, è stata ferita da mano codarda nel bel mezzo della notte. Una bomba, verso le 2.00, è stata posta da qualcuno, per ora ignoto, che l’ha fatta esplodere, squarciando la storica sede che dalla metà degli anni ’30 ci rende grandi agli occhi del mondo.

E fuori non ci sono le orde di chi aspetta ore, per mangiare la migliore pizza della città, ma telecamere, giornalisti, passanti, curiosi che non volevano credere a questa terribile notizia.

Gino Sorbillo (da LaRepubblica Napoli)

Ma non si arrende Gino Sorbillo, pizzaiolo e proprietario del locale, che si è fatto fotografare davanti all’ingresso, ancora dilaniato dall’esplosione, con un cartello che oggi troneggia proprio lì, sui cancelli: «Chiusa per Bomba la pizzeria Sorbillo Gino» c’è scritto con rabbia con un pennarello blu e, tra parentesi, “riapriamo presto”. Un segnale forte, il suo, da parte di chi non si piega di fronte a questa violenza napoletana che ammazza la sua stessa città.

Ed è tutto un vociare oggi in questi antichi vicoli, dove riecheggia di bocca in bocca come uno spettro la parola “bomba” mentre polizia e magistrati hanno già iniziato l’iter per dare corso ad un’indagine che dev’essere serrata, che deve avere un nome, nel rispetto di un uomo che non si arrende, nel rispetto di quella Napoli buona che dice con fermezza NO a tutto questo, nel rispetto dei ragazzini, dei turisti, degli abitanti che lì, durante la deflagrazione, avrebbero potuto passarvi mettendo a rischio la propria incolumità.

E non dev’essere un caso che quel lapis su quel foglio A4 sia blu, come i colori della pizzeria in cui risuonano ogni giorno le canzoni di Pino, come i colori di quel mare che Gino ha portato persino a Milano, come i colori di una squadra che ogni settimana lotta per tenere alto il nome di Napoli.

E allora faccio un plauso ed un inchino a Gino Sorbillo, per questo viscerale amore, per questa passione che tutti riconosco ed invidiano, per questo atto di coraggio, per questo momento senza dubbio non facile.

Quanti hanno mangiato in quelle caratteristiche sale? Quanti hanno fotografato dall’alto la via, la folla, lo schiamazzo delle persone che aspettano? Quanti hanno sognato quando la pizza è diventata gourmet alla portata di tutti? Quanti hanno sorriso osservando i volti noti di chi da Sophia a D&G hanno reso omaggio a questo straordinario pizzaiolo?

La nostra città ha il cuore ferito, così come la gente onesta che popola questi quartieri secolari.

Oggi siamo tutti Gino Sorbillo, oggi, più che mai, ci riconosciamo negli occhi e nel volto di chi con tristezza, rabbia e orgoglio ancora ci crede, ancora pensa al futuro, ancora ama la sua città, ancora ama i suoi abitanti, nonostante tutto. E non bisogna arrendersi, non bisogna tacere, non bisogna avere paura di chi preferisce le serrande chiuse ai vicoli affollati, la paura ai volti febbricitanti in fila, la violenza alla gioia di chi in un assaggio ritrova tutta una città, i suoi antichi sapori, quell’amore che non cambia. Mai.

ART NEWS

Il sogno d’amore di Chagall alla Basilica della Pietrasanta a Napoli

Si intitola Sogno d’amore e, profeticamente, arriverà a ridosso di San Valentino alla Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta a Napoli, fino al prossimo 30 giugno.

Più di 150 opere suddivise in quattro sezioni tematiche, e vedono la curatela di Dolores Durán Úcar, e la produzione di un brand leader del mondo dell’arte, il Gruppo Arthemisia che, reduce dal successo di ESCHER (al PAN fino ad aprile), approda in uno dei monumenti simbolo del centro storico del capoluogo partenopeo.

Russo di nascita, francese d’adozione, Mark Zacharovič Šagal, Chagall nella traslitterazione francese, proviene da una famiglia di origine ebraica nell’allora Impero Russo, l’attuale Bielorussia. Maggiore di nove fratelli, nelle sue opere indaga spesso i luoghi e i momenti della sua infanzia, tutto sommato serena a dispetto delle condizioni in cui erano costretti a vivere gli ebrei russi sotto il dominio degli zar.

Divenuto già noto in patria come artista, si trasferisce agli inizi del XX secolo a Parigi, ed entrò nell’orbita degli artisti del quartiere di Montparnasse, alternando rientri in patria, dove aderì ai movimenti rivoluzionari, per poi ritornare nella capitale francese a partire dal 1949, stabilendosi in Provenza.

Morirà a Saint-Paul-de-Vence a 97 anni.

Sin dai suoi anni giovanili Chagall fu sempre affascinato dalla Bibbia, che l’artista considerava come la più importante fonte di poesia e ispirazione artistica. È a partire dagli anni ’30 però che comincia concretamente ad interessarsene e inizia a studiarla con dedizione, tramutando i suoi studi in un vero e proprio lavoro grazie all’editore e mercante francese Ambroise Vollard, che gli commissionò una serie di tavole a tema biblico.

Altri lavori che l’artista aveva realizzato erano l’illustrazione de Le anime morte di Gogol’ e Le Favole di La Fontaine.

I suoi studi dei testi religiosi lo porteranno in Egitto, Siria, Palestina. Da questo momento è soprattutto la Bibbia che ispirerà gran parte dei suoi lavori.

Nella sua lunga vita e nella sua lunga carriera, sono tanti gli stili che abbraccia la sua arte: dalle avanguardie, che sfiorerà appena, al cubismo e fauvismo. I suoi dipinti, a metà tra mondi onirici e meraviglia, raccontano mondi fantastici e riferimenti religiosi attraverso colori vivaci e brillanti, anticipando l’espressionismo, e la corrente del Tachisme, quell’arte astratta nata in Francia, dove il colore è l’elemento dominante che va anche oltre la forma, verso il suo mondo di colori, verso un sogno d’amore senza tempo.

ART NEWS

“Io sono Mia” al cinema: Serena Rossi fa rivivere la grande Mimì

Si intitola Io sono Mia, il film che ripercorre la vita e la carriera della grande Mia Martini. A dare il volto alla cantante di Bagnara Calabra prematuramente scomparsa nel 1995, è l’attrice partenopea Serena Rossi, straordinariamente somigliante alla cantante, quanto credibile in quelli di donna sofferente e sensibile.

Serena Rossi, Io sono Mia

Il film è prodotto da Eliseo Fiction in collaborazione con Rai Fiction, che lo scorso anno hanno tributato un omaggio biografico a Fabrizo De André con Principe Libero, e come il film del cantautore genovese anche Mia sarà distribuito da Nexo Digital al cinema solo per tre giorni (14-15-16 gennaio) prima di approdare nella prima serata di Raiuno, presumibilmente subito dopo la settimana sanremese.

Il film, diretto da Riccardo Donna, già regista di molti successi rai, vanta un cast ricchissimo che va da Maurizio Lastrico a Dajana Roncione, da Gioia Spaziani a Edoardo Pesce.

Un film che restituisce alle nuove generazioni memoria storica della grande eredità musicale di Mia Martini, all’anagrafe Domenica Rita Adriana Bertè, nata, artisticamente, negli anni ’70 e che ha segnato, per oltre vent’anni, gran parte della storia musicale italiana, con successi immensi e straordinari come Minuetto, Piccolo Uomo, Gli uomini non cambiano, Almeno tu nell’universo ispirando generazioni di cantanti italiane. E poi il difficile rapporto con il padre, la nomea di porta-sfortuna, la storia d’amore con Ivano Fossati, i Festival di Sanremo. Io sono Mia riassume l’ascesa e la caduta di un’Artista che il panorama italiano spesso non ha saputo riconoscere: «Il nostro è un tributo al talento intenso di una donna fuori dagli schemi, una voce unica, magnetica, emozionante – ha detto Eleonora Andreatta, Direttore di Rai Fiction – Una grande artista della canzone italiana che ha pagato con coraggio un prezzo alto per la sua voglia di libertà e di essere se stessa nel mondo dello spettacolo e delle sue regole di mercato».

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Le mostre nel centro storico di Napoli da non perdere nel 2019

È una stagione particolarmente florida per Napoli, dal punto di vista culturale, che ritorna protagonista della grande arte con una serie di mostre che animeranno buona parte di questo 2019 appena iniziato. Se per Caravaggio e la sua influenza, in arrivo a Capodimonte, bisognerà attendere aprile, alcuni eventi hanno già portato nel cuore del centro storico della città opere preziose ed inedite.

dal profilo instagram @marianocervone

A cominciare da Sacra Neapolis. Culti, miti, leggende (di cui vi ho già parlato QUI) mostra che l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale ONLUS ha prodotto in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli nell’ambito dell’interessantissimo progetto LAPIS Museum, all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta: una sala, o per meglio dire una cripta, espositiva che, come ama definirla il presidente dell’Associazione, il Dottor Raffaele Iovine, è un “multisala della cultura”, che ospita tanti eventi, tra cui anche Napoli. Storia, Arte, Vulcani, prestigiosa rassegna che vede la partnership dell’Osservatorio Vesuviano che per la prima volta ha prestato ed esposto una bellissima collezione di gouaches del XVIII secolo e ha introdotto lungo il percorso espositivo documentari e strumentazioni che conferiscono un maggiore rigore scientifico-didattico per gli appassionati di geologia e per chi vuole conoscere più da vicino la formazione del sottosuolo napoletano.

Sempre all’interno della Basilica della Pietrasanta arriverà, a partire dal prossimo 15 febbraio, la mostra Chagall. Sogno d’Amore, organizzata e prodotta dal Gruppo Arthemisia (che ha Napoli ha già portato con successo Escher, al PAN fino ad aprile) e che rafforza il legame con la città con questa straordinaria mostra che porta per la prima volta nella nostra città i 150 dipinti del noto pittore di origine russa.

Fino al 17 gennaio all’interno della Chiesa delle Anime del Purgatorio ad Arco (nota al grande pubblico per i suoi teschi e la sua parte sotterranea) sarà possibile vedere una mostra dedicata al culto delle anime pezzentelle. Curatrice della mostra è Francesca Amirante, Presidente di Progetto Museo. Un’occasione unica per scoprire questo suggestivo culto squisitamente napoletano.

Il Museo MADRE invece ospita l’interessante quanto trasgressiva mostra su Robert Mapplethorpe, noto fotografo di celebrità come Andy Warhol, Deborah Harry, Patti Smith e Amanda Lear, cui il museo d’arte contemporanea napoletano dedica un’ampia retrospettiva fino al prossimo 8 aprile 2019. Scatti rigorosamente in bianco e nero che ritraggono il corpo in tutte le sue sfaccettature, da voyeuristico oggetto di piacere a pura espressione artistica.

Imperdibile la mostra Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe, a Palazzo Zevallos fino al prossimo 7 aprile, che indaga il collezionismo tra il XVII e il XVIII secolo a Napoli attraverso i tre artisti più rappresentativi e tutta una serie di autori che hanno caratterizzato quei secoli. Per l’occasione, le Gallerie d’Italia hanno spostato e riallestito la collezione permanente di Palazzo Zevallos consentendo ai propri visitatori una vera e propria riscoperta delle proprie opere. Molto bella infine anche la collezione d’arte contemporanea che ha trovato posto nei piani inferiori del sontuoso palazzo di Via Toledo.

E se siete nel centro storico della città non potete non andare al Museo Archeologico Nazionale di Napoli che, oltre alla collezione permanente, ospita diverse mostre da non perdere, tra le quali Mortali Immortali. I tesori del Sichuan nell’antica Cina, fino al prossimo 21 gennaio, Hercules alla Guerra fino al 31 gennaio, e Le ore del sole, sempre fino al 31 gennaio, dedicata alla geometria e all’astronomia negli antichi orologi solari romani.

CINEMA

Andate al cinema a vedere Mary Poppins per continuare a sognare

Vera e propria tradizione per molti, il primo gennaio anch’io ho deciso di inaugurare il nuovo anno con un bel film. Ho così passato la serata al cinema guardando Mary Poppins, o per meglio dire il suo ritorno. Sì, perché per me, come molti della mia generazione, Mary Poppins ha, o aveva, un solo volto, quello severo e dolce di Julie Andrews, e una sola voce, quella di Tina Centi, storica doppiatrice di tante principesse Disney.

In Mary Poppins Returns il volto è quello di Emily Blunt, e la voce, quella italiana, è dell’attrice e cantante partenopea Serena Rossi.

Sin dai titoli di testa, il film ti cala in una atmosfera festosa e felice, con musiche orchestrali da sogno e le bellissime atmosfere della Londra degli anni ’30.

Sono gli anni della Grande Depressione, Jane e Michael Banks sono adesso cresciuti e, con questo film, tante domande trovano risposta, le stesse che probabilmente ci siamo fatti quando alla fine del primo film del 1964 Mary Poppins volava via con il suo ombrello e il vento che era cambiato.

I due ragazzini sono adesso adulti, Michael è vedovo con tre figli a carico, e vive ancora nella casa di famiglia al numero 17 di Viale dei Ciliegi. Ma molte cose sono cambiate: i genitori sono morti, Jane è una giovane attivista sindacale, e Bert ha adesso il volto dell’ispanico di Lin-Manuel Miranda, che ne prende idealmente il posto, interpretando il giovane lampionaio Jack.

Bellissime le musiche orchestrali del film di Marc Shaiman, cui va forse il rimprovero di esser ricorso poco alle musiche originali dei fratelli Sherman, rompendo quella continuità che ci si aspetta da un sequel.

Straordinarie anche le canzoni di Mary Poppins che, benché avranno bisogno ancora di qualche anno e diversi passaggi televisivi per diventare classici, ti entrano comunque in testa e ti ritrovi inavvertitamente a canticchiarle, a cominciare da Che stupendosa idea! o L’abito non fa il monaco.

Forte l’impronta di Rob Marhall, già regista di musical come Chicago, di cui probabilmente questo ritorno sente un po’ l’influenza nelle coreografie, nelle luci e persino nelle acconciature di Mary Poppins, che tanto mutua dalla bella Velma Kelly.

I plausi maggiori vanno probabilmente al messaggio che questo film rappresenta, e che incita gli spettatori a credere in se stessi, a non arrendersi mai o a guardare il mondo e le sue difficoltà da un’altra prospettiva. Come nel cameo, riuscitissimo, di Meryl Streep, che interpreta Toopsy, cugina di Mary Poppins, alla quale ogni secondo mercoledì del mese il mondo letteralmente si capovolge e che grazie a Mary si trasforma in un’occasione per guardare le cose da un altro punto di vista.

E chissà che la Blunt non possa vincere questa sera il Golden Globes come miglior attrice in una commedia musicale, proprio come fu per Julie Andrews nel 1965 con il primo film.

Molto belli i camei in chiusura di Dick Van Dyke, che interpreta sig. Dawes Jr., così come cinquant’anni prima ne interpretò il padre nel primo film, e Angela Lansbury, che con il suo cameo della signora dei palloncini si concede persino un brano in chiusura.

Se siete dei sognatori, allora guardate assolutamente questo film, perché Mary Poppins è ancora praticamente perfetta sotto ogni aspetto.