ART NEWS, LIBRI

2500 anni di storia del Centro Antico di Napoli. Giovedì 19 luglio alla “Pietrasanta”

Prosegue il ciclo di appuntamenti alla Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta a Napoli. Dopo il successo della conferenza teatralizzata di qualche settimana fa, quando il Dottor Raffaele Iovine, presidente dell’Associazione Pietrasanta, insieme a Gianpasquale Greco e Lucio Carlevalis ha rievocato la storia della Cappella Pontano, si bissa giovedì 19 luglio dalle ore 17.30 con un nuovo appuntamento da non perdere. L’occasione questa volta è la presentazione del nuovo volume di Italo Ferraro, Centro Antico (Oikos edizioni). Un libro, questo, che indaga 2500 anni di storia che hanno interessato la città di Napoli: dalla formazione della città dai Greci, passando per le dominazioni che si sono susseguite nei secoli. Dai romani alla Napoli ducale, dagli angioini agli aragonesi. Un centro antico, quello di Napoli, che si è rinnovato pur restando sempre uguale a se stesso. Gli stessi assi, quelli dei cardi e dei decumani, hanno accolto nel loro ventre mode urbanistiche e influenze culturali continuando a preservare quell’impianto che è rimasto immutato nel tempo.

Ma il volume di Italo Ferraro pone l’accento anche sulla recente costituzione della Città Metropolitana e dei suoi 94 comuni che comprendono luoghi di straordinaria bellezza e indiscusso fascino: le isole di Capri, Ischia, Procida, ma anche la Provincia di Salerno e l’Agro nocerino-sarnese.

Una tavola rotonda cui partecipa con grande entusiasmo Monsignor Vincenzo De Gregorio, rettore della Basilica della Pietrasanta, che insieme ad un ricchissimo parterre di ospiti disquisiranno con il Dottor Iovine dei cambiamenti topografico-culturali che hanno interessato e interessano l’area del centro storico di Napoli.

Con loro, tra gli altri, il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, reduce da uno straordinario successo che ha aperto un dialogo tra l’Ermitage di San Pietroburgo e il MANN, il docente federiciano e urbanista il Professor Francesco Coppola, che coordinerà il dibattito, e il Presidente della Fondazione Morra nonché direttore del Museo Nitsch, Peppe Morra.

L’incontro si propone di mettere in luce un lungo processo di fusione e integrazione che ha portato alla formazione del centro antico così come lo conosciamo noi oggi, e vuole porre l’accento su quelle connessioni, ancora oggi purtroppo latenti, che sono esistite tra i vari territori e epoche, sollecitando una serie di riflessioni e di approfondimenti che riguardano Napoli innanzitutto e il suo centro antico.

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LIFESTYLE

I 10 film da vedere in estate per sentirsi già in vacanza

Quando non sono in giro per vedere mostre e musei, uno dei miei passatempi preferiti è vedere un buon film. Se d’inverno è facile godersi l’atmosfera di una bella pellicola anche davanti al televisore, d’estate è sicuramente difficile restarsene chiusi in casa. Ma quali sono i più adatti alla canicola estiva?

Se siete costretti o semplicemente volete un giorno di relax, ecco qualche consiglio di film che anche a casa vi faranno sentire in vacanza:

Meryl Streep, Christine Baranski, e Julie Walters in Mamma Mia! (2008)

Mamma mia! Sono passati esattamente dieci anni da quando Meryl Streep insieme ad Amanda Seyfried e un bellissimo cast hanno portato sul grande schermo l’omonimo musical ispirato alle più famose canzoni degli ABBA. Grazie alla suggestiva ambientazione sull’isola di Kalokairi, in Grecia, al blu del mare e ai cieli azzurri, questo film vi farà sentire già in vacanza. Ottimo durante una serata estiva accompagnato da un calice di buon vino bianco. Ghiacciato, naturalmente.

Katharine Hepburn in Tempo d’Estate (1955)

Tempo d’estate. Anno 1955. Protagonista una straordinaria Katharine Hepburn alla soglia dei cinquant’anni, e Rossano Brazzi. Una attempata turista americana, quella che oggi definiremmo una zitella, va a Venezia da sola in cerca di emozioni e, forse, di quell’amore che durante gli anni della fanciullezza non è riuscita a trovare. Bellissima la colonna sonora di Alessandro Cicognini, sospesa tra echi di vecchie canzoni e atmosfere da sogno. Bellissimi i ponti e gli scorci di una Venezia agli albori di quel turismo che dagli anni ’60 ad oggi ne farà meta preferita di tutti, almeno una volta nella vita.

Se come me amate i vecchi film, allora dovete assolutamente vedere anche Torna a Settembre. Rock Hudson, con la nostra Gina Lollobrigida, danno vita ad una delle antesignane delle commedie

Rock Hudson e Gina Lollobrigida in Torna a Settembre (1961)

romantiche. Siamo sulla costa ligure. Una storia d’amore tra risate, equivoci e situazioni tragicomiche. Nel cast c’è anche Sandra Dee.

Se alla Lollobrigida avete sempre preferito la Loren, allora non perdete Pane amore e…, penultimo capitolo di una quadrilogia iniziata proprio con la Lollo. Vittorio De Sica, che interpreta il Maresciallo Carotenuto, ritorna nella sua natia Sorrento, dove si imbatte nella bella Smargiassa, affittuaria della sua abitazione.

Non posso non citare Sapore di mare, pietra miliare del cinema. Il compianto Carlo Vanzina, scomparso proprio qualche giorno, ha realizzato un film che è il manifesto di un’epoca. Realizzato nel 1983, la pellicola racconta un’estate degli anni ’60 in Versilia, fotografando mode e manie. Un cast straordinario che vede tra gli altri una bellissima Virna Lisi, ai tempi quasi cinquantenne, e una giovanissima Isabella Ferrari, poco più che maggiorenne. Bellissimi i brani che compongono la colonna sonora: da Mina a Riccardo del Turco, sono ancora oggi dei “tormentoni” intramontabili (meno iconico, ma altrettanto simpatico, anche il seguito, Sapore di mare 2, dove si aggiunge Eleonora Giorgi).

Non posso non citare Vacanze Romane, con la “principessa” Audrey Hepburn in visita nella capitale, che si lascia trascinare e travolgere dalla città eterna, tra monumenti, moda e notti romane. Con lei nel cast Gregory Peck.

Pierce Brosnan e Trine Dyrholm in Love is all you need

Le pagine della nostra vita. Tratto dall’omonimo romanzo di Nicholas Sparks, il film vede Ryan Goslin e Rachel McAdams vivere un flirt estivo che a mano a mano si trasforma in una storia senza tempo. Un film che emoziona e commuove come solo una storia di Sparks sa fare, anche sul grande schermo.

Ryan Gosling e Rachel McAdams in Le pagine della nostra vita(2004)

Se d’estate amate il brivido, allora vi consiglio Alla deriva. Con Eric Bane (Dottor Bollore di Grey’s Anatomy), la pellicola parla di un gruppo di amici che per festeggiare il compleanno di un amico vanno in barca in mare aperto, facendo un bagno dimenticando la scaletta per risalire. Una scarica di adrenalina.

Se non volete rinunciare a quel piglio di cultura anche durante l’estate, allora scegliete Sogno di una notte di mezza estate. Tratto dall’omonima pièce teatrale di William Shakespeare è una storia onirica, a metà tra mitologia e fantasy. Nella pellicola del 1999 c’è Kevin Kline, Michelle Pfeiffer, Rupert Everett e Stanley Tucci.

Love is all you need. Ancora Sorrento, ancora Pierce Brosnan che, smessi i panni di 007, si cala in questa commedia danese del 2012 in cui il suo è l’unico nome di richiamo e veramente noto. Ambientato tra Copenaghen, Napoli e la costiera sorrentina è un film fresco, che vi farà sognare il profumo dei limoni.

E infine se volete correre al cinema, tra due settimane c’è Mamma mia! Here we come again, un po’ seguito un po’ remake che al cast del primo fortunatissimo film vede aggiungersi la cantante-attrice Cher e la giovane Lily James, che reinterpretano ancora una volta i più famosi brani degli ABBA.

ART NEWS

Alla “Pietrasanta” a Napoli un bellissimo omaggio alla chiesa del Giovanni Pontano

Immagini d’epoca, documenti ufficiali, lettere. La vicenda poco nota della Cappella dei Pontano a Napoli, è diventata ieri, giovedì 5 luglio, una straordinaria conferenza teatralizzata, che ha raccontato ai presenti una pagina poco nota della città di metà Settecento. A dispetto della canicola di questi primi giorni di luglio, la corposa platea si è riunita nella bellissima Cappella del Santissimo Salvatore, a ridosso della monumentale Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta in Via dei Tribunali.

A fare da scenografia d’eccezione, gli stucchi, dipinti e un bellissimo pavimento maiolicato dalla stessa bottega del Chiostro di Santa Chiara, i Massa.

Protagonisti di quella che è stata una vera e propria rievocazione il Dottor Raffaele Iovine, Presidente dell’Associazione Pietrasanta, l’autore Gianpasquale Greco, che ha svolto un lavoro di ricerca proprio su questi luoghi, e Lucio Carlevalis, Presidente della prestigiosa Ensemble Vocale di Napoli, la cui sede è proprio la Basilica della Pietrasanta, che con enfasi e vigore ha dato voce ai protagonisti della vicenda, leggendo e interpretando passi di documenti citati.

Alla metà del XVIII secolo infatti la Cappella che l’Umanista Giovanni Pontano aveva dedicato alla memoria della moglie, rischiava di essere abbattuta, e con essa proprio l’adiacente Cappella del Salvatore, per riqualificare e dare maggiore dignità alla facciata della Basilica.

Furono tante le coraggiose opposizioni del popolo napoletano che trovarono l’appoggio del Re Carlo di Borbone, e di altri intellettuali dell’epoca, che riuscirono a sottrarre questo bellissimo monumento rinascimentale ad un triste destino.

Il paradosso fu però l’oblio cui fu condannato, appena un secolo dopo, per ritrovare la sua dignità di Cappella e prestigiosa costruzione rinascimentale della città soltanto nel primo decennio del 2000, quando l’Associazione Pietrasanta si fa custode di questi posti finanziandone, completamente a proprie spese, i restauri, riportandoli all’antico splendore.

Ricorda con affetto e commozione questi momenti, Monsignor Vincenzo De Gregorio, rettore della Basilica, e promotore di un progetto, unico nella sua specie, che vede pubblico e privati collaborare insieme per il bene comune e per i beni culturali, recuperando non soltanto l’antico complesso basilicale, primo a Napoli dedicato al culto della Vergine, ma anche le due cappelle annesse: «Difendere la propria memoria e le proprie radici significa soprattutto ricordare vicende di coraggio come questa» ha detto il Presidente Iovine, la cui mission è quella di fare della Basilica, oggi sede di prestigiose mostre, una vera e propria fabbrica di cultura, che si fa promotrice di eventi di spessore come questo.

Emozionato ed emozionante l’intervento di Monsignor Vincenzo De Gregorio, che in chiusura ha ripercorso le vicende di questi tre monumenti, dal totale abbandono negli anni ’70 e ’80, protetti, ma in qualche modo dimenticati, da un recinto che ne impediva l’accesso e la fruizione, e oggi polo museale nel cuore del centro storico della città.

Se è vero che, come narravano gli antichi, pronunciare il nome di una persona fa sì che sia immortale, con questa sontuosa rievocazione Raffaele Iovine, Gianpasquale Greco e Lucio Carlevalis hanno compiuto, per il coraggioso popolo napoletano, che non volle essere complice e non ha taciuto, il miracolo dell’immortalità.

ART NEWS

L’Archeologico di Napoli schiera l’arte contro la violenza sulle donne

L’arte salverà il mondo. Potrebbe essere questo il motto del prossimo novembre, che vedrà coinvolto il nostro Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Sì, perché L’amore non violento nell’antica Roma, questo il titolo della rassegna che sarà allo Stadio Domiziano di Roma, vuole essere un evento che impone l’arte classica contro la violenza di genere. Un modo nuovo per spiegare soprattutto ai giovanissimi cosa vuol dire oggi la sessualità attraverso quella dimensione di “piacere condiviso”, avvalendosi al tempo stesso dell’aiuto della psicologia.

Sono più di 3000 le vittime di femminicidio dal 2000 ad oggi. Nel 92% dei casi ad uccidere queste donne è stato un uomo.

Possesso, gelosia, isolamento e disagio sociale. Sono queste le cose che spingono gli uomini, con patriarcale dispotismo, a sentirsi padroni delle loro donne: «Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli promuove le iniziative meritorie che, con l’apporto insostituibile dell’arte e dell’archeologia, riescono a diffondere messaggi sociali di grande importanza – ha detto in merito Paolo Giulierini, direttore del MANN – soltanto grazie alla cultura, si possono arginare fenomeni preoccupanti come quelli della violenza sulle donne».

L’evento vede la curatela del noto critico d’arte Vittorio Sgarbi.

Per farlo scendono in campo alcune delle opere del museo napoletano e ben 12 riproduzioni con immagini in tre dimensioni di alcuni celebri capolavori del MANN, come il Toro Farnese o la Venere in bikini.

TELEVISIONE

I programmi rai del prossimo autunno: tra scivoloni, nuovi format e cambi di conduzione

Mentre programmiamo le partenze e le vacanze, in casa RAI si pensa già a cosa ci aspetterà al nostro rientro. Sono tantissimi i cambiamenti per la stagione 2018/2019, che vede volti nuovi, sostituzioni, format originale e qualche scivolone.

Sì, perché primo fra tutti gli sbagli che poteva commettere mamma RAI, quello di affidare a Flavio InsinnaL’eredità”, non solo televisiva, ma morale, di Fabrizio Frizzi. Il conduttore, al centro di una controversia per alcune intercettazioni non proprio lusinghiere in cui insultava e mancava di rispetto quegli stessi concorrenti che gli valevano share televisivi, dal prossimo autunno affiancherà le professoresse ereditando, è proprio il caso di dirlo, paradossalmente il timore del quiz-show di raiuno, condotto finora da uno dei volti più gentili e garbati. Un vero affronto per un conduttore, Frizzi, cui non sono stati riconosciuti i giusti meriti in vita, né adesso sono tributati i giusti e doverosi onori postumi.

Ma Insinna non è certo l’unico sbaglio commesso, a parer mio, dalla rete di stato, che ha riconfermato Claudio Baglioni a condurre anche il prossimo Festival di Sanremo. Dopo l’esperienza dello scorso anno, in cui i cantanti in gara sembravano quasi fare da supporter ad un best of del cantautore romano, Baglioni ritornerà a cantare… pardon, presentare la kermesse musicale. E se gli ascolti lo hanno premiato, poco è rimasto musicalmente di un festival molto basso di cui non ricordiamo nemmeno le canzoni.

Sono tanti gli spettacoli musicali su cui si punterà il prossimo anno: da Andrea Bocelli all’Arena di Verona, in cui duetterà con alcuni ospiti proponendo brani del suo nuovo album, , allo stesso Baglioni che in settembre festeggerà i 50 anni di carriera.

La rai sembra voler puntare soprattutto sulla qualità dei suoi contenuti, e così su raiuno arriverà un nuovo spettacolo di Roberto Bolle, mentre pare che Ulisse (deo gratias!) di Alberto Angela, diventato un vero e proprio cult, approderà in pianta stabile sulla rete ammiraglia.

Tra i giri di walzer quello di Antonella Clerici, che cede, questa volta volontariamente, il posto a La prova del cuoco a Elisa Isoardi, per andare a ripescare un successo della TV in bianco e nero, Portobello.

Anche su raidue si cambia: Caterina Balivo ritorna su raiuno con un format nuovo, Vieni da me, dopo una fortunatissima parentesi a Detto Fatto sulla seconda rete, che dal prossimo anno sarà invece condotto dall’attrice pugliese Bianca Guaccero.

Il successo de Il Paradiso delle Signore cambia personaggi e diventa una vera e propria soap, che accompagnerà i telespettatori fino a La Vita in Diretta, dove arriva per la prima volta Tiberio Timperi al fianco di Francesca Fialdini al suo secondo anno.

Da qualche tempo volto Mediaset, Mara Venier è pronta finalmente a ritornare a casa, dove riprende le redini della “sua” Domenica In, storico cavallo di battaglia della conduttrice veneziana, che mancava da ben quattro anni.

Marco Liorni e Cristina Parodi, un tempo co-conduttori de La Vita in Diretta, si passeranno il testimone il sabato pomeriggio con due programmi originali, rispettivamente con Italia Sì e La prima volta.

Sul fronte sport la rai ha acquistato i diritti della Champions, insieme alla TIM Cup e alla Nazionale di calcio.

Tra le conferme, quelli che sono diventati veri e propri evergreen seguiti da tutti: Che tempo che fa e Tale e quale show.

Uno dei fronti più interessanti è senza dubbio quello delle fiction: nonostante le controversie e le critiche scatenate sul web dalla prima stagione, arriva il secondo capitolo della co-produzione internazionale I Medici, che quest’anno vede anche l’ingresso nel cast di Alessandra Mastronardi; ve ne ho parlato fino allo sfinimento, questo autunno/prossimo anno arriva anche L’Amica Geniale, serie in otto episodi ambientata a Napoli, tratta dal primo romanzo dell’omonima quadrilogia di romanzi di Elena Ferrante. Mentre per gli affezionati, ci sarà anche Non dirlo al mio capo 2 e I Bastardi di Pizzofalcone, dalla serie di romanzi di Maurizio de Giovanni.

LIFESTYLE

La mia esperienza con iliad

Qualche settimana fa nella metropolitana di Milano, avevo visto la strabiliante offerta di iliad, nuovo gestore di telefonia mobile, che si propone di conquistare una buona fetta di mercato italiano con una proposta, come direbbe il padrino, che non possiamo rifiutare: 5,99 € (poco sotto la soglia dei 6 € al mese) per minuti e SMS illimitati, e 30 GB di internet in 4G. Per sempre.

Sul per sempre avrei qualche riserva, d’altronde tante volte Wind-Infostrada ha promosso e promesso offerte a tempo indeterminato, per poi cambiarle in ultimo adducendo colpe e responsabilità a normative che cambiano. Ma, dando per scontato che sia davvero “per sempre”, l’incognita, a questo punto, che ha afflitto, e che continua ad affliggere molti, era ed è naturalmente la ricezione. D’accordo, il prezzo è sicuramente concorrenziale, e in vista del recente rincaro dopo la presa in giro delle tariffe a 28 giorni, rappresenta di certo un motivo in più per fare un tentativo.

Con questo spirito e tali premesse, ho cercato un po’ di informazioni su Google, scoprendo che si tratta di un operatore francese nato nel 1990, e che ha deciso di investire oltre un miliardo di euro nelle telecomunicazioni italiane, a seguito della fusione Wind-Tre e della conseguente dismissione di alcune antenne con relative frequenze, diventando di fatto il nostro quarto operatore di telefonia mobile.

Dal sito, www.iliad.it, la copertura del territorio sembra per lo più totale. Fatta eccezione per alcune zone montuose, la cui cattiva ricezione è quasi fisiologica per tutti gli operatori, l’Italia sembra per coperta.

Trattandosi, almeno per ora, di un gestore “virtuale”, ovvero senza negozi fisici, ma con chioschetti elettronici e una piattaforma on-line, mi sono affidato direttamente alla seconda. Su www.iliad.it ho compilato, seguendo delle chiarissime istruzioni, il form per ottenere la portabilità gratuita del mio numero telefonico, pagando 5,99 € per il primo mese e soli 9.99 € per la sola carta SIM, già sagomata in diverse misure da adattare a qualsiasi dispositivo o smartphone.

In appena tre giorni un corriere Bartolini mi ha consegnato la scheda, con un foglio di benvenuto che mi diceva che da quel momento potevo richiederne l’attivazione on-line dalla mia area personale, con l’account e la password ottenuti al momento della registrazione sul sito.

Un SMS (che in realtà personalmente non ho ricevuto) avverte della richiesta di attivazione, da quel momento bisogna aspettare.

Non è passato molto dal lunedì pomeriggio al giovedì mattina (oggi, 28 giugno 2018), giorno in cui la mia vecchia scheda SIM ha smesso di funzionare per lasciare spazio al mio nuovo gestore.

iliad. Il mio iPhone può così parlare non soltanto in Italia con tutti i telefoni fissi e mobili, ma anche verso i fissi di mezzo mondo, e verso fissi e mobili di Alaska, Canada, USA e Hawai. Insomma, bisogna essere proprio sfigati per non avere almeno un Paese straniero di proprio interesse incluso già nel pacchetto.

Ma come se non bastasse, con iliad ritornano tanti servizi cui avevamo imparato a rinunciare a causa dell’introduzione del sovrapprezzo, e che qui ritornano completamente gratuiti: la segreteria telefonica (che personalmente non ho mai utilizzato) mi richiami, nessun prezzo di scatto alla risposta, nessun extra per il piano tariffario, hotspot (che molti operatori fanno pagare) il controllo del credito residui (ecco, qui bisogna memorizzare e familiarizzare con un po’ di numeri) e la disattivazione di tutti i servizi a pagamento.

Ottima la ricezione a Napoli, sia per la linea voce che internet. Ho già effettuato alcune chiamate a Napoli e da Napoli. Chiara la ricezione, segnale ottimo e più che ottimale per fare brevi o lunghe conversazioni.

Anche la navigazione sembra non risentire di particolari problemi. Ho testato alcune app, in particolare, con da iPhone: instagram in primis, ma anche facebook, più una navigazione on-line ed è tutto molto scorrevole e veloce.

L’offerta è valida però soltanto per 1MILIONE di utenti. Ad oggi non sappiamo, una volta concluso il lancio, quali saranno le prossime offerte e in che modo iliad resterà sul mercato. Tuttavia con questo ingresso trionfale e una campagna che punta soprattutto sul risparmio, è facile capire perché l’hashtag utilizzato sia #Rivoluzioneiliad e come qualsiasi rivoluzione è impossibile non sentire il forte richiamo di cambiamento.

ART NEWS

Storia della Cappella dei Pontano. Il 5 luglio 2018 a Napoli

La Cappella dei Pontano a Napoli è uno dei gioielli dell’architettura rinascimentale italiana. Se a questo si aggiunge che si trova proprio nel cuore del centro storico della città, patrimonio dell’UNESCO, allora si comprende perché parliamo di questo monumento implicitamente riconosciuto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura.

Posta tra Via dei Tribunali e l’antica Via del Sole, questo piccolo tempio sorge proprio su quello che era il decumano maggiore dell’antica Neapolis, dove si erige la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta.

Completata proprio nell’anno della scoperta delle Americhe, nel 1492, è stata fortemente voluta dall’umanista naturalizzato napoletano Giovanni Pontano, originario di Perugia, che fu a servizio dei sovrani di aragonesi nella capitale del Mezzogiorno, prima con Alfonso Duca di Calabria, poi con Alfonso II di Napoli.

La scelta del luogo non fu casuale, poiché si trovava proprio a due passi dalla casa dell’umanista napoletano, dove oggi sorge la Scuola Diaz.

Pontano volle dedicare questo monumento alla Vergine e a San Giovanni Evangelista, per dedicarla alla memoria della moglie, Adriana Sassone, morta il 1 marzo del 1490.

Incerta l’attribuzione del disegno, che vorrebbe tra gli architetti Andrea Ciccione (forse artefice anche della Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi a Napoli), Giovanni Giocondo, il più probabile, anch’egli proprio a servizio degli aragonesi (e attivo nel cantiere della Villa di Poggioreale) o Francesco di Giorgio Martini, con il quale invece si noterebbero delle analogie con i capitelli con foglie d’acanto della Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Crotone.

La cappella è stata restaurata poi tre secoli dopo per volontà di Carlo di Borbone, nel 1792.

Dall’esterno appare come un blocco unico di piperno grigio, ed è ad oggi un modello di eleganza e purezza stilistica.

La facciata è decorata da lesene e capitelli.

Sia le facciate esterne che quelle interne presentano delle antiche iscrizioni latine e greche, tipiche della cultura dell’epoca, con motti e detti classici, che inducono alla virtù e all’elevazione dello spirito umano.

Le otto grandi epigrafi interne esprimono invece il dolore per la perdita della moglie e dei figli.

Di grande interesse (riproposto da me più volte sul mio canale instagram il pavimento maiolicato, che riproduce stemmi e motivi decorativi, riproducendo tra l’altro il nome latino della moglie, Adriana Saxona.

Sull’altare maggiore si trova invece l’affresco di una Madonna col Bambino e i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista forse di Francesco Cicino, coevo autore vissuto tra il XV e il XVI secolo.

Sapevate che questo gioiello poteva essere distrutto?

Se vi interessa approfondire la storia, non solo artistica, di questo pregiato monumento napoletano, l’appuntamento è per il 5 luglio 2018 alle ore 19.00 nell’adiacente Cappella del Santissimo Salvatore, a ridosso della Chiesa della Pietrasanta in Piazzetta Pietrasanta a Napoli, in Piazzetta Pietrasanta 17 – 80138 Napoli.

Dove il Dottor Raffaele Iovine, Presidente della Fondazione Pietrasanta, insieme a Gianpasquale Greco e Lucio Carlevalis, con la partecipazione di Monsignor De Gregorio, ne ripercorreranno non solo la storia, ma ricorderanno anche un episodio poco conosciuto della storia dell’arte.

LIFESTYLE

CEWE, un fotolibro per ripercorrere l’itinerario delle vacanze

Con l’arrivo dell’estate pensiamo già alla meta delle nostre vacanze. Se alcuni dovranno aspettare ancora qualche settimana, molti, archiviati esami e lavoro, si stanno già godendo il sole, postando le prime, immancabili, immagini sui social. Smartphone, instagram e filtri alla mano, per dare sfogo alla propria creatività e, giorno dopo giorno, raccontare le proprie esperienze e luoghi visitati.

Forse non tutti sanno che da qualche tempo c’è un modo per farlo con originalità. La fotografia digitale ci ha senza dubbio dato quell’immediatezza che la pellicola analogica non aveva, eppure ci ha tolto, al tempo stesso, quel fascino senza tempo di sfogliare e toccare con le nostre mani le immagini che produciamo. Quelle dei nostri figli, dei posti in cui siamo stati, dei cuccioli che giocano al parco.

Se volete recuperare la sensazione di sfiorare con le vostre dita le immagini delle vacanze, mentre bevete gli ultimi mojito con gli amici, allora CEWE è quello che fa per voi.

Si tratta di un servizio di stampa on-line, che vi consente, tra l’altro, di creare e impaginare dei bellissimi fotolibri.

Oltre a tutte le immagini che desiderate, CEWE vi permette anche di poter includere nel vostro fotolibro anche delle mappe, per tracciare l’itinerario dei vostri viaggi, o semplicemente ricordare dove si trovava il ristorantino di quella cenetta speciale che non dimenticherete mai più.

Farlo è molto semplice. Grazie ad internet e a Google Maps, potrete infatti cercare i luoghi o gli indirizzi esatti dei posti che vi interessano. Sarà possibile selezionare con precisione l’area che vi interessa, zoomando su di una zona specifica o spostare e allineare la parte di cartina che desiderate.

Potrete scegliere tra diversi stili di rendering grafico, per mostrare un’intera città o anche i suoi rilievi e paesaggi circostanti. Dopo averla aggiunta al vostro fotolibro, potrete impaginarla come più vi piace all’interno della vostra composizione, muovendovi liberamente tra i margini delle pagine a vostra disposizione.

Grazie a questa nuova funzione, sarà così possibile ripercorrere quell’avventura on-the-road sulla Route66, tracciare la vostra Parigi-Dakar, ma anche ricordare i punti che avete visitato durante i vostri viaggi e vacanze.

Per creare e impaginare i vostri bellissimi album fotografici, CEWE mette a disposizione un software gratuito, facile ed intuitivo, che è possibile utilizzare da qualsiasi piattaforma: che si tratti di un PC, un tablet o persino uno smartphone, potrete così divertirvi a creare il vostro album comodamente dalla sdraio sotto al vostro ombrellone.

Se volete capire meglio come funziona, ecco un tutorial video:

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Napoli: la Cappella di Santa Maria dei Pignatelli restituita alla città dopo mezzo secolo

Chiusa al pubblico da oltre mezzo secolo, la Cappella Pignatelli è finalmente restituita al pubblico. Già inserita nel calendario di eventi del Maggio dei Monumenti appena concluso, questa chiesa, situata proprio tra Piazzetta Nilo e Via San Biagio dei Librai a Napoli, apre le sue porte grazie ad un restauro e, soprattutto, alla volontà di recupero dell’Università partenopea Suor Orsola Benincasa.

Divenuta negli anni persino un deposito di sedie, la cappella entra adesso nel progetto Centro Storico di Napoli-Sito Unesco, che la riporta così all’originario splendore.

La Cappella di Santa Maria dei Pignatelli, questo il nome completo, fu costruita nel XIV secolo per la famiglia Pignatelli di Toritto, come cappella privata annessa all’omonimo palazzo. Restaurata e ampliata tra il 1477 e 1736, vede i suoi interni affrescati nel XVIII secolo da Fedele Fischetti, pittore, tra l’altro della Reggia di Capodimonte e del Palazzo Reale a Napoli. Il pittore napoletano realizza l’Assunta sull’altare maggiore.

Al suo interno, a sinistra, c’è il sepolcro di Carlo Pignatelli, realizzato dallo scultore Angelo Aniello Fiore.

Sull’altare della cappellina c’era anche un dipinto dello spagnolo Bartolomè Ordonez, oggi posto nel Museo di Capodimonte.

L’Università Suor Orsola Benincasa è divenuta proprietaria dell’immobile negli anni ’90, a seguito di una donazione della famiglia Pignatelli.

Il restauro è stato reso possibile grazie al finanziamento europeo del Grande Progetto Centro Storico di Napoli-Sito Unesco, attuato dal Comune di Napoli.

La cappella sarà finalmente restituita al pubblico lunedì 25 giugno alle ore 18.00, quando, dopo cinquant’anni d’oblio, potrà avere inizio una nuova vita per questo piccolo gioiello rinascimentale.

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Il rinascimento di Dürer, tra Germania e Italia. A Milano fino al 24 giugno

Dopo un breve periodo di latitanza, dovuto a diversi impegni, rieccomi qui a scrivervi di arte e delle mostre che in queste settimane ho avuto modo di vedere per voi.

Come molti avevano probabilmente già visto dalle mie stories su instagram, lo scorso weekend sono volato a Milano per due eventi cui tenevo molto e che volevo raccontarvi.

Prima fra tutte quella su DÜRER. A Palazzo Reale a Milano fino al 24 giugno, DÜRER E IL RINASCIMENTO TRA GERMANIA E ITALIA, sontuosa retrospettiva sul pittore di Norimberga, protagonista assoluto del rinascimento non solo in Germania ma in tutta Europa.

Ultimo weekend dunque per ripercorrere la carriera e l’evoluzione artistica del pittore sul confine italo-teutonico.

Il solo rammarico, per una mostra di questo spessore, è il divieto di scattare foto, e così dovrete accontentarvi della mia descrizione del bellissimo allestimento che ben enfatizza le opere. Pareti dai colori vivaci, nelle nuance del giallo, del viola, dell’azzurro, hanno accompagnato i visitatori guidandoli per altrettante sezioni tematiche: dai ritratti ai soggetti religiosi, dai miti greci ai paesaggi, passando per soggetti insoliti per il tempo e il luogo dell’artista, quali granchi e virtuosismi pittorici.

Unica piccola nota di demerito il fatto che molti dipinti e disegni su carta sono già rientrati nelle loro sedi originali, in ottemperanza, così si legge nelle didascalie a lato delle stampe che li riproducono, alle normative che ne disciplinano l’esposizione. Frutto di una non ben oculata considerazione della durata della mostra (quattro mesi, dallo scorso 21 febbraio) e che la porta oggi a vedere molti degli originali (ne ho contati almeno una dozzina) malamente stampati su forex o carta.

Ma, a parte questo, sono tanti i motivi per correre, nonostante tutto, a vedere questa esposizione.

I prestiti innanzitutto, da musei di tutto il mondo, che mettono insieme artisti diversi: da Martin Schongauer a Lorenzo Lotto, da Hans Baldung Grien ad Andrea Mantegna, passando per Giorgione e Leonardo Da Vinci.

Il maestro toscano è incluso in questa rassegna senza sensazionalismi, né posti d’onore, inserendosi in questo percorso museale come mera pietra miliare e vero e proprio punto di arrivo della poetica di Albrecht Dürer, che molto mutua dai maestri del rinascimento italiano, e veneziano in particolare, in una proficua quanto reciproca contaminazione di stili e gusti che sin dalla giovanissima età si manifestano, accompagnandolo fino all’età matura, continuando a palesarsi in forme e colori diversi in tutte le sue opere. Lo dimostra, in chiusura, la Vecchia ritratta con straordinario verismo da Giorgione. Normalmente esposta nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia, il dipinto si fa qui monito forse del tempo che passa e di una pagina di storia dell’arte che non può prescindere dal talento di Dürer.

Per maggiori informazioni:

www.mostradurer.it