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Festival dell’Oriente: tra “Holi Dance” e tradizione, la cultura asiatica arriva a Napoli

Festival dell'Oriente 2015 Napoli Mostra d'Oltremare internettuale

Si conclude oggi la prima edizione (partenopea) del rinomato Festival dell’Oriente, rassegna che ha portato, prima a Bologna e poi a Napoli, un po’ della cultura asiatica nelle due città italiane. Una manifestazione per tutti i gusti, e per quanti subiscono il fascino dell’est per passioni diverse: dalla cucina alla moda, dal benessere all’esoterismo.

Ospitata negli ampi padiglioni della Mostra d’Oltremare a Napoli, il festival ha tenuto compagnia residenti e turisti per ben due fine settimana e, forte di un clima ancora torrido, ha fatto dell’Holi Dance l’attrazione principale di sabato 12 e sabato 19 settembre. Un ballo, a ritmo di musica rigorosamente “Bollywood”, in cui i partecipanti si lanciano reciprocamente polveri colorate (assolutamente anallergiche e non tossiche), per celebrare la nuova stagione e l’amore. Questo particolare tipo di danza infatti è principalmente praticata in India e in Nepal per celebrare l’arrivo della primavera, e avviene sempre in concomitanza con il plenilunio. La sua data dunque non è mai fissa, ma varia a seconda delle fasi lunari. Il nome, Holi, deriva dal demone Holika Dahan, citato nelle scritture Hindu e Veda e, secondo la credenza popolare, è un rito propiziatorio per festeggiare non soltanto il passaggio dall’inverno alla nuova stagione, ma anche la vittoria del bene sul male, in un clima giocoso e di festa per dimenticare tutte le sensazioni ed emozioni negative, divertendosi in compagnia, trasformandosi in questa occasione nel perfetto modo per salutare l’estate.

Sono cinque i palchi dislocati all’interno dei saloni, che hanno offerto ed offrono spettacoli di danza, di canto di ballo, ma anche di lotta e di “motivazione”: tanti infatti i motivatori che, attingendo alle discipline e filosofie orientali hanno esortato gli spettatori a liberarsi da negatività e rabbia.

Lungo le sale espositive sono molteplici gli stand che come bazar vendono spezie, prodotti per il benessere, ma anche ceramiche, suppellettili e veri e propri complementi di arredo, insieme a quelli che invece hanno proposto massaggi per il corpo, lettura dell’anima, lettura dell’aura, della mano, dei tarocchi, corsi di yoga e, addirittura, mini-corsi di origami.

Moda, arte, design, esoterismo, ma anche, e forse soprattutto, cucina. Sono tanti infatti i ristoranti di etnie diverse che hanno creato dei menu per assaggiare i piatti tipici delle loro culture: dal tibetano all’egiziano, dal ristorante indiano a quello marocchino, passando per quelli, cui forse siamo ormai abituati, cinese e giapponese.

Insomma tutto un mondo da scoprire al prezzo di ingresso di 10 €

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