INTERNATTUALE

Il flop di Miss Italia, segno di un’Italia che sta cambiando

Da evento mediatico e fenomeno di costume a programma meno visto d’Italia. Il concorso di bellezza per antonomasia, Miss Italia, che dal 1946 accompagna le estati del Bel Paese a caccia della ragazza più bella, pare non interessare più. Un po’ “anacronistico” dicono alcuni che, nell’era di Samantha Cristoforetti, prima astronauta nello spazio per oltre sei mesi, vedono nell’elezione di una bella “bambolina” un rituale decisamente antiquato e inutile. A niente sono valsi negli anni i vari tentativi di dargli nuova linfa vitale, cambiando il format originario del programma, con pseudo-prove di talento per dimostrare che, come cantava Jo Squillo, “oltre le gambe c’è di più”. Il risultato è stato un mostro televisivo geneticamente modificato che potremmo ribattezzare “Ballando con Miss Italia”, condotto, manco a dirlo, da Milly Carlucci, nel 2009-2010, che con sé portò l’impronta del suo staff autorale e della sua giuria di Ballando con le Stelle. L’ultimo tentativo fu il ritorno di Fabrizio Frizzi, storico conduttore della kermesse dal 1988 al 2002, che prese di nuovo le redini del programma dopo un decennio di assenza. Ma sono ormai lontani i tempi di ascolti a doppia cifra, e dopo l’annuncio che quella del 2012 sarebbe stata definitivamente la sua ultima conduzione è arrivata, a sorpresa, la rinuncia anche da parte di RaiUno, rete televisiva del concorso per quasi venticinque anni. Miss Italia, secondo il primo canale di Stato, non può essere considerato “servizio pubblico” e pertanto va eliminato dai palinsesti, anche se la verità è che non rende più da un punto di vista commerciale e pertanto inutile investire in una barca che, inesorabilmente, sta affondando.

Dal 2013 le reginette di bellezza hanno trovato, in calcio d’angolo, ospitalità sulla rete di Urbano Cairo, La7, ma, nonostante un format più leggero con meno concorrenti (poco più di trenta a scomputo delle 100 finaliste di un tempo) e una sola serata (anziché quattro prime serate con eliminazioni e ripescaggi come in casa rai), pare proprio non riuscire ad attrarre il pubblico, stanco ormai di una litania che non riflette più la contemporaneità. L’edizione del 2015, incredibile a dirsi, ha fatto anche meno ascolti della disordinata edizione del 2013, quando al timone del programma c’era l’attore Massimo Ghini, impacciato nelle vesti di conduttore, affiancato da Cesare Bocci e Francesca Chillemi, ad oggi l’unica Miss Italia (fu eletta nel 2003) ad aver anche condotto un’edizione del concorso. Poco più di 850.000 i telespettatori che hanno assistito ieri sera all’elezione, condotta per la seconda volta da Simona Ventura, della laziale Alice Sabatini, per una media di poco più del 5% di share.

Ma perché Miss Italia continua a floppare?

Se è vero che dal luglio 2012, con il passaggio al digitale terrestre, l’offerta televisiva si è frantumata, e pertanto c’è una maggiore concorrenza, è altrettanto vero che programmi nazional-popolari come il Festival di Sanremo hanno saputo resistere al colpo, mantenendo una media d’ascolto, seppur lontana dai sedici milioni dell’’87, intorno agli 11 di quest’anno con uno share di quasi il 50%, così come le fiction (quella su Domenico Modugno, Volare, con Rosario Fiorello ha mantenuto una media di oltre dieci milioni di telespettatori) e alcuni reality (L’Isola dei Famosi, passato a Canale 5, ha fatto una media di sei milioni a puntata).

In un mercato, quello televisivo, saturo di talent, dalla musica alla cucina, le ragazze non vedono più nella fascia di Miss Italia l’unica opportunità per sbarcare il lunario, e fare la statuina sorridente, tra inaugurazioni e ospitate televisive, pare non essere più tra gli interessi principali delle nuove generazioni che già si nutrono di una illusoria fama virtuale attraverso social e like. Sono sempre di più le fashion blogger che vogliono affermare il proprio gusto estetico attraverso la rete, così come quelle che preferiscono esordire cantando o recitando, piuttosto che passare la trafila di “più bella del reame” per un anno e trascorrere il resto della vita a tentare di dimostrare di essere anche brave. E se è vero che Miss del passato come Anna Valle, Martina Colombari, Francesca Chillemi e, non ultima, Miriam Leone, sono riuscite ad affermarsi come attrici di cinema e televisione, è anche vero il fatto che delle vincitrici degli ultimi anni non resta memoria e, dopo una breve carriera di modelle e camei minori, sono presto finite nel dimenticatoio. A nulla è valso il tentativo di racimolare concorrenti alzando il limite di età fino a trent’anni o incoraggiando la categoria “curvy”, le ragazze dalle forme morbide: la vincitrice ideale, e lo ha dimostrato la neo-reginetta in carica, resta una longilinea diciottenne che fa sport, distante da imperfezioni e chili in eccesso o da un’età ormai adulta. Segnali che non passano inosservati e che, incoerentemente, continuano a cristallizzare un’icona di miss lontana da quei milioni di ragazzine che, evidentemente, non sognano più il titolo di più bella.

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