LIBRI, LIFESTYLE

Manolo Blahnik si racconta in un libro e di sé dice: «Faccio solo stupide scarpe»

Manolo Blahnik - Gesti fugaci e ossessioni (Rizzoli edit.)

Diventato famoso al grande pubblico con la serie televisiva Sex and the City, Manolo Blahnik, anima gemella di Carrie Bradshaw, interpretata sullo schermo da Sarah Jessica Parker, vanta in realtà oltre quarant’anni di carriera. Designer di scarpe d’alta moda, Blanhik, oggi settantatreenne, ha creato oltre 30.000 stili diversi di scarpe, il cui prezzo di partenza è di circa 700 dollari a paia. I suoi modelli si sono distinti negli anni per i tacchi a strapiombo, lacci, cuciture ed altri elementi che ne hanno reso unico e inconfondibile il suo stile nel mondo.

Originario di Santa Cruz de la Palma delle isole Canarie, Manolo si trasferisce presto a Londra con la sorella Evangeline, aprendo la sua prima boutique in Old Church Street negli anni ’70.

Uomo di grande spirito, Manolo non si considera un artista, ma, come egli stesso ha dichiarato dalle pagine del Wall Street Journal: «È meraviglioso che mi trattino come un artista – ha detto – ma io sono solo un calzolaio e faccio solo stupide scarpe».

Questo autunno il noto designer riceverà un prestigioso premio alla carriera, il Couture Council for Artistry of Fashion Award del Fashion Institute of Technology di New York, e nel frattempo riassume la sua vita in un attesissimo volume, Manolo Blahnik: Gesti fugaci e ossessioni, una esilarante conversazione con la  docente di lettere all’università di Cambridge, Mary Beard, ma anche con i registi Pedro Almodóvar e Sofia Coppola, con l’architetto spagnolo Rafael Moneo e con l’amico giornalista e fotografo Michael Roberts. Benché non sia la prima volta che lo stilista affida alla pagina i pensieri della sua vita. Il volume, quasi 500 pagine (edito in Italia da Rizzoli al prezzo di 140 €), è corredato da scatti mai pubblicati prima.

Nel libro Manolo parla per la prima volta di chi ha influenzato il suo lavoro e l’ha spinto a lavorare nella come, come Diana Vreeland, direttrice di Vogue America negli anni ’70 che gli suggerì caldamente, quando allora era soltanto un designer teatrale, di intraprendere la carriera della moda, disegnando scarpe.

Tanti gli aneddoti e le curiosità raccontati in queste pagine di moda, come quando ha dovuto rifare un paio di scarpe per le nozze di Kate Moss, da abbinare ad un abito da sposa di Galliano: «Le scarpe furono spedite immediatamente a Milano, modificate e pronte puntualmente ai piedi della sposa. Adoro la follia della moda».

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