CINEMA

“A Napoli non piove mai”, film del sorriso a metà tra luoghi comuni e Alessandro Siani

A Napoli non piove mai - poster 2015

Cavalcando l’onda della dicotomia tra nord e sud al cinema e in TV, Sergio Assisi debutta alla regia portando nelle sale A Napoli non piove mai, film del sorriso sui luoghi comuni della città di cui l’attore è originario.

Benché sorretta da un cast di attori e caratteristi ben noti al pubblico partenopeo e non solo, la pellicola però pare non decollare, con un susseguirsi di aneddoti e sketch apparentemente sconnessi tra loro che disorientano e forse un po’ stancano lo spettatore, che non segue la consecutio temporum di una vera e propria storia.

Barnaba (Assisi), quarantenne disoccupato che vive ancora con i suoi, sogna di riscattarsi con le proprie foto in cui parla della sua città, incontra Sonia (Valentina Corti), trasferitasi a Napoli dal nord dopo la laurea in storia dell’arte per fare la restauratrice e tentare di vincere la sindrome di Stendhal, che le fa perdere i sensi alla vista di un’opera d’arte.

Sullo sfondo una Napoli un po’ stereotipata, tra bambini che giocano “a pallone” nei vicoli, gente tra l’espansivo e l’invadenza che si alternano a scenari da cartolina e quei luoghi comuni già triti e ritriti nella cinematografia italiana. Tante, infatti, le citazioni dei grandi attori partenopei e di quei film che con maestria l’hanno saputa raccontare, da Totò al Manfredi di Dino Risi di Operazione San Gennaro, passando per Vittorio De Sica e Troisi, che rifilate in una sceneggiatura un po’ piatta si fanno stanca ripetizione di un “già sentito” che ci fa soltanto rimpiangere l’originale da cui è tratto.

Sergio Assisi resta ingabbiato in quello che forse è stato il suo ruolo televisivo più felice, quello del partenopeo simpatico, eterno Peter Pan, con poca voglia di lavorare e tanta di godersi la vita, a metà strada tra il suo brillante Umberto Galiano della fiction Capri e Il Principe Abusivo di Alessandro Siani.

Se simpatia e allegria non mancano, tuttavia non bastano a compensare un film che, risente di tutte le ingenuità di un’opera prima: dalla narrazione, affidata alla voce fuoricampo del protagonista che sparisce all’improvviso, ad un ritmo veloce, ma al tempo stesso noioso, senza reali colpi di scena ed un vero e proprio coinvolgimento dello spettatore che, pur apprezzando la verve dei personaggi, non riesce realmente ad immedesimarsi con nessuno di loro.

A Napoli non piove mai è senza dubbio una commedia senza pretese, per sorridere per qualche ora con una Napoli un po’ cialtrona e caotica, che sa tuttavia farsi perdonare con i suoi bellissimi panorami.

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