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Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli in mostra una collezione di opere mai viste prima

Museo Archeologico Nazionale di Napoli MANN 2015 internettuale

Che i depositi del MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, fossero un florilegio di capolavori nascosti, è una leggenda metropolitana che si rincorre da secoli tra studiosi o semplici appassionati. Sono tantissime infatti le opere sommerse nei sotterranei del museo napoletano che, proprio come l’acqua per il pianeta terra, superano per numero quelle già esposte, e che senza dubbio potrebbero fare sfoggio di sé senza sfigurare dinanzi a quelle che da anni siamo abituati a vedere all’interno delle sale espositive.

A mostrarle finalmente al pubblico ci ha pensato adesso la Fondazione Telecom Italia che, grazie al progetto Storage. I Beni culturali invisibili, valorizza quelle opere, “invisibili” appunto, che per anni sono state chiuse nel buio dei Depositi Imperatori del MANN, fruibili soltanto per gli addetti ai lavori. L’obiettivo era quello di allargare l’offerta culturale del museo, offrendole finalmente alla visione del pubblico napoletano e non solo, di studenti e di turisti, o chi, per passione o semplice curiosità, deciderà di visitare il nuovo spazio espositivo dell’Archeologico. Le opere, infatti, oltre novanta capolavori scultorei della statuaria antica provenienti da Pompei, Ercolano, Cuma, Pozzuoli e Baia, trovano spazio dal 27 ottobre in una moderna struttura di vetro e plexiglass, collocata nel giardino settentrionale del museo, ex Vanella, proprio dinanzi al braccio nuovo dell’edificio costruito negli anni ’30, in cui venne conservata la Sezione Tecnologica de Museo.

Grazie a due grandi schermi installati all’interno dei nuovi ambienti, i visitatori potranno identificare ogni singola opera, attraverso immagini e didascalie scorrevoli, o ammirarle attraverso uno schermo posto nell’atrio del museo che, grazie ad una manopola, potrà orientare una telecamera interna con tanto di zoom per ingrandire e avvicinare l’immagine di un’opera cui si è interessati.

La sinergia con Telecom è l’emblema dell’importanza della collaborazione tra pubblico e privato, consentendo di raggiungere obiettivi impensabili con i soli fondi pubblici, e rendendo i nostri musei, al pari di quelli all’estero, all’avanguardia e competitivi.

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