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In mostra a Roma la Belle Époque di Toulouse-Lautrec

Pittore, illustratore e litografo. Il conte Henri-Marie-Raymond de Toulouse-Lautrec-Montfa, più semplicemente noto come Toulouse-Lautrec, ha saputo, con i suoi disegni, fotografare un’epoca, la fine del XIX secolo, e una società, quella parigina, tramandando a noi posteri il mito immortale della Belle Époque.

Morto a soli 37 anni, probabilmente di alcolismo o sifilide, era discendente di una famiglia aristocratica francese, si trasferisce a Parigi poco più che adolescente. Affetto da picnodisostosi, malattia genetica che lo portò ad una forma di nanismo (era alto circa 1,52 m, con un busto perfettamente sviluppato e le gambe di 70 cm come quelle di un bambino), Lautrec si immerse completamente nella sua arte. Le sue opere giovanili ruotano intorno a temi come la famiglia e la (sua) vita quotidiana, con ritratti di parenti, battute di caccia, concentrandosi su tematiche a tema marino dopo un soggiorno in Costa Azzurra. Ma Lautrec ritrae anche il mondo di quella che oggi definiremmo “movida parigina”, quello notturno del Moulin Rouge, con le sue ballerine, i suoi clienti, donne agghindate e nobili al bar.

Oggi l’opera e la storia dell’artista francese è completamente ripercorsa da una mostra, Toulouse-Lautrec. La collezione del Museo di Belle Arti di Budapest, questo il titolo, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che vede le opere dell’artista esposte nei suggestivi spazi dell’Ara Pacis a Roma, dal prossimo 4 dicembre all’8 maggio 2016.

Sono oltre duecento le litografie messe insieme dai curatori Zsuzsa Gonda e Kata Bodor, tra cui otto affiche, cartelloni, di grande impatto visivo, e due cover degli album della cantante, attrice e scrittrice francese Yvette Guilbert. Tra queste opere non mancano i manifesti più famosi, le illustrazioni delle locandine e persino quelle stampate a tiratura limitata, numerate con tanto di dedica dello stesso artista.

Suddivisa in due sezioni, la mostra ripercorre l’intero excursus artistico di Lautrec, dalla formazione accademica ai racconti di vita del suo periodo parigino, quando entra in contatto con alcuni dei maggiori artisti del tempo, nel quartiere di Montmartre, come Seurat, Gauguin, Van Gogh.

Non mancheranno opere come Al Moulin Rouge: La Goulue e sua sorella (1892), L’inglese al Moulin Rouge (1892) e Caudieux (1893).

Un’occasione da non perdere per rivivere l’atmosfera delle notti parigine, dei café chantant, del popolo della notte, della maison close, delle prostitute, delle dive, dei cabaret e di un’epoca che non è mai veramente passata.

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