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Milano: dall’Expo2015 al Medioevo in meno di 90 giorni

Cuore dell’Europa, capitale dell’EXPO2015, metropoli aveniristica. Milano ha senza dubbio lavorato tanto negli ultimi anni per dimostrarsi all’altezza delle grandi città del vecchio continente, eppure ieri ha mostrato invece una mentalità retrograda da farci ripiombare tutti nell’oscurantismo Medievale. Sì, perché mentre monumenti e simboli delle città di tutto il mondo si tingono di arcobaleno a sostegno o per celebrare il riconoscimento legale delle unioni omosessuali, Milano invece ha acceso il suo Pirellone, palazzo simbolo del capoluogo lombardo, con la scritta Family Day, a sostegno della cosiddetta famiglia tradizionale e del giorno in cui le famiglie scenderanno in piazza contro le unioni gay il prossimo 30 gennaio.

La vergogna non è tanto che un Paese che continua a professarsi laico si schieri apertamente da una parte piuttosto che scegliere una dignitosa neutralità, e che una città come Milano permetta ad uno dei suoi simboli di proiettarla direttamente nel Medioevo dopo tanto fare per le manifestazioni recenti, quanto una figura di arrettratezza dinanzi ad un’Europa che riesce a mostrarsi avanti persino in quei paesi notoriamente conservatori e rigorosamente cattolici come la Spagna, l’Irlanda, la Grecia.

Un Paese veramente civile, la cui cultura e lustro nel mondo è stata resa immortale anche grazie ad artisti omosessuali quali Leonardo Da Vinci, dovrebbe credere indistintamente nella famiglia, di qualsiasi colore essa sia, anche arcobaleno. E non nascondersi dietro l’ipocrisia di una famiglia da Mulino Bianco rappresentata invece, di fatto, da esponenti politici divorziati, pizzicati con prostitute, escort, transessuali che tanto disprezzano, e baby-squillo. Raccontando la favola di un modello spesso fittizio o comunque allargato, che esula da anni la “tradizionale” famiglia da spot televisivo con mamma, papà e figli (naturali) a seguito. Famiglie allargate, figli adottivi, seconde mogli, compagni. I notiziari ci hanno tristemente abituato ad un modello in cui sempre più spesso il marito violento ammazza la moglie per stare con l’amante. La parola d’ordine della famiglia di questo secolo è adattamento e versatilità. Che importa se ci sono due mamme o due papà, o se i figli arrivano da un orfanotrofio dell’Ucraina povera.

Qualche giorno fa il Cardinale Ruini, nel (vano) tentativo di disprezzare le coppie omosessuali, ha asserito l’inutilità di un matrimonio che non può generare nuova vita. Il religioso probabilmente ha dimenticato che tale problema riguarda anche molte coppie eterossessuali, il cui matrimonio, dinanzi agl

i occhi di Dio, non per questo ha meno importanza. Ed è superfluo ribadire che Dio ama tutti.

Quindi #SvegliatiItalia, come recita l’hashtag delle manifestazioni in piazza per le Unioni Civili oggi, e togli dalla faccia questa maschera di perbenismo fasullo, che vuole essere depositario di un “Amore superiore”, negando, per diletto i diritti all’Amore stesso.

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