MUSICA

Ecco chi ha già vinto il Festival di Sanremo 2016

Sono passati cinquant’anni da quando era soltanto la ragazza del Piper, storico locale di Roma, da quell’ormai lontano 1966, quando intonava Ragazzo triste nel programma TV Scala Reale, ma di triste, in questa artista straordinaria, che non ha mai avuto paura di rischiare, non c’è nulla. Alla soglia dei settant’anni, Patty Pravo è oggi considerata una delle Signore della musica italiana. Con i suoi 110 milioni di dischi venduti, e ventisei album all’attivo, Patty, al secolo Nicoletta Strambelli, è una delle artiste di maggior successo commerciale. All’avanguardia e sperimentale, in mezzo secolo di carriera non ha avuto timore di cambiare, di cambiare immagine, di cambiare musica, di cambiare direzione anche quando era già giunta all’apice della sua parabola ascendente, senza paura di mettersi in gioco.

Partecipa otto volte al Festival di Sanremo, lei che non ha bisogno di rilanciarsi o riscoprirsi cantante e interprete. Ma la più sentita è forse quella del 1997, quando porta il pezzo dell’amico Gaetano Curreri scritto in coppia con Vasco Rossi, …e dimmi che non vuoi morire, ed è di nuovo lei, sofisticata e sobria, ed è di nuovo successo. E cambia ancora Patty, cambia il modo di promuoversi e promuovere la sua musica, attraverso uscite esclusive digitali, remake per anniversari dei suoi brani, come La Bambola (nel 2008), e collaborando con i maggiori artisti della scena italiana: dai La Crus (con lo storico duetto di Pensiero Stupendo) a Giuliano Sangiorgi, che diventa autori di molti brani dell’artista, arrivando ai rapper Emis Killa e Fred De Palma (ieri con lei per la serata delle cover a Sanremo) che collaborano con lei nell’ultimo album di inediti.

Per celebrare questo importante traguardo di carriera, la Pravo ha deciso di non autocelebrarsi, e di ritornare sul palco dell’Ariston non come super-ospite, ma come big in gara, insieme a quella nuova generazione di cantanti che ancora la guarda con ammirazione, e prova ad intonare Cieli Immensi, scritta per lei da Fortunato Zampaglione, una ballad pop di ampio respiro, che riporta Patty alla melodia languida de Il vento e le rose, portato al Sanremo del 2011 e del brano Sogno, colonna sonora per Mine Vaganti di Ozpetek nel 2010. Ma in meno di un lustro è una nuova Pravo quella che si presenta al suo pubblico, con un nuovo entusiasmo, la stessa voglia di continuare a stupire, e gridare al suo pubblico, come il nuovo album di inediti, “Eccomi”. Ed è per l’allure di vera Diva, la straordinarietà di un’artista di successo e successi, e l’umiltà di una debuttante che vuole mettersi in gioco, che Patty Pravo, immensa come i cieli che canta, il suo Festival di Sanremo lo ha già vinto.

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