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I bellissimi affreschi di San Maurizio: scopri dove si trova la “Cappella Sistina” del nord

San Maurizio al Monastero Maggiore Milano - internettuale

Tra i tesori all’ombra del duomo, San Maurizio al Monastero Maggiore merita senza dubbio una menzione speciale. A due passi dalla stazione di Cordusio, la chiesa, di origine paleocristiana, è oggi una suggestiva architettura rinascimentale, conosciuta anche come la “Cappella Sistina” di Milano, per l’immenso ciclo pittorico di scuola leonardesca che ne adorna gli interni.

Inglobata in parte nell’adiacente Museo Archeologico del capoluogo lombardo, la chiesa era uno dei più antichi e prestigiosi monasteri della comunità benedettina femminile, e rappresenta un momento unitario e organico dello sviluppo della pittura milanese nel Cinquecento.

La chiesa si compone di una navata rettangolare suddivisa in dieci campate, di cui la cripta sottostante ne occupa sette, in una perfetta fusione di strutture neo-medioevali dal gusto classicista.

Raffinato e variegato il ciclo pittorico, che va dagli atti della vita di Cristo, dall’Adorazione dei Magi alle Nozze di Cana, passando per l’Arca di Noè e paesaggi più naif nei corridoi di passaggio. Un’esplosione di colori, profusi nelle sontuose vesti di santi e martiri, nella dolcezza dei visi delle Madonne, nella variopinta flora e fauna.

Padreterno Benedicente San Maurizio al Monastero Maggiore Milano - internettuale

Bellissima la rappresentazione del Padreterno benedicente contornato da Angeli nel blu dei lapislazzuli e l’oro delle stelle nell’aula claustrale.

Una full-immersion nella storia dell’arte rinascimentale, e in quella scuola, un po’ manieristica, figlia del grande maestro che fu Leonardo Da Vinci. Tanti i riferimenti e le analogie con il pittore della Monalisa, a cominciare dall’Annunciazione nel transetto dell’aula delle monache, dove colori e forme sono di chiaro stampo vinciano.

Dal novembre del 1798, con la soppressione del monastero, cominciano i primi problemi di conservazione per la struttura. La forte umidità, per il vicino fiume Nirone e una sottostante falda freatica, ha fatto sì che andasse perduto l’intero ciclo pittorico inferiore, oggi parzialmente coperto da intonaco. Negli anni ’60 si tenta un primo tentativo di recupero, mentre nel 1984, grazie a un lascito anonimo, iniziano i restauri sotto la direzione di Paola Zanolini.

Completamente gratuito l’accesso al pubblico, la visita a San Maurizio è resa possibile dai volontari del Touring Club Italiano, dal martedì alla domenica dalle 9.30 alle 19.30, e rientra nell’iniziativa de “i Luoghi APERTI PER VOI a Milano”.

Per maggiori informazioni:

www.apertipervoi.it

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