CINEMA

“Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio” al cinema: così diverso da ciò che pensi

Un po’ prequel e un po’ spin-off. Il film Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio, seguito della già originale rilettura Biancaneve e il Cacciatore, non sa bene che strada prendere, e così porta il racconto in media res, facendone quasi una nuova favola gotica. Se nel primo capitolo era Biancaneve la giovane protagonista, qui è soltanto un nome menzionato dai personaggi con il solo scopo di ricollegare la storia a quella del film del 2012.

Il dolore per la perdita della sua bambina e del suo grande amore, trasforma Freya (Emily Blunt), sorella della perfida regina Ravenna (Charlize Theron), in una cattivissima regina di ghiaccio intenzionata a gelare il mondo che la circonda affinché non resti nemmeno una traccia d’amore.

Il primo film aveva già snaturato la favola dei fratelli Grimm, facendo di Biancaneve una principessa-guerriera pronta a combattere per il suo regno. In questo nuovo capitolo poco o niente resta persino di quella soldatessa dalla pelle diafana che qui è vista soltanto di spalle in una sola scena.

“La regina di ghiaccio” raccoglie soltanto idealmente l’essenza della favola, continuando a narrare di quella regina che voleva ancora essere “la più bella del reame” anche in seguito alla sconfitta, e ci racconta un “dopo” che tanto sembra mutuare dal Frozen della Disney. Freya infatti somiglia più ad una principessa Elsa nell’aspetto e nei poteri di controllare e generare il ghiaccio, che ad una originale regina cattiva.

A fermare la sua ascesa ancora una volta il cacciatore, interpretato di nuovo da Chris Hemsworth, e se nel primo capitolo della saga c’era la stessa Biancaneve a combattere al suo fianco, adesso ritroviamo una bellissima Jessica Chastain, nei panni di una abilissima cacciatrice. È a loro due che in questo film è affidata la storia d’amore intorno alla quale ruota un po’ tutta la storia.

Charlize Theron campeggia molto di più sulla locandina che nel film stesso. Il suo infatti è quasi un (bellissimo) cameo, che apre e chiude la pellicola come un fil rouge che tesse una trama che proprio fatica a riallacciarsi al film che l’ha generata. Ma è nella scena finale che l’attrice sudafricana dimostra di essere un vero cavallo di razza, riuscendo perfettamente a calarsi nella follia di una donna che fatica ad accettare di vedere sfiorire la sua bellezza.

La vanità e la voglia di giovinezza sono qui eclissate dal significato di amore e di cosa significa amare qualcuno “nella vita e nella morte”, come dicono i due cacciatori affrontando intrepidi i regni delle due regine cattive.

Tuttavia Il Cacciatore e la Regina di Ghiaccio è uno di quei film che nonostante tutto sa tenerti incollato allo schermo per il talento degli attori, e di tutte le donne in particolare, per i suggestivi paesaggi, le battaglie epiche e persino per la bellissima versione orchestrale di Castle di Halsey che accompagna gli spettacolari titoli di coda. Un film per scoprire che oltre il “felici e contenti” qualche volta c’è (molto) di più.

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