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Al Museo Archeologico di Napoli D_I_O_GENE dialogo di Luigi Auriemma tra antico e contemporaneo

È un incontro, un dialogo tra antico e contemporaneo, tra passato e presente, quello di D_I_O_GENE, la nuova personale dell’artista partenopeo Luigi Auriemma, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli da giovedì 14 aprile fino al prossimo 15 maggio.

Auriemma indaga il senso del Doriforo, figura nota dell’arte antica ritratta da Policleto nel II sec. a.C., e lo fa nel suo personalissimo modo, mettendo in evidenza l’essenza delle parole e dei fenomeni che vi si nascondono al loro interno, come un raffinato gioco di scatole cinesi. Luigi cerca e individua legami nuovi, significati finora impensati, che attraversano lo spazio geografico e il tempo, passando da un’epoca all’altra che si sovrappongono come carte.

La mostra è a cura di Marco De Gemmis e Patrizia Di Maggio, che dell’artista dicono: «Abbiamo invitato Luigi Auriemma, la cui arte è da sempre caratterizzata dalla compresenza di immagine e parola, a intraprendere un confronto con il Doriforo, tradizionalmente ritenuto canone policleteo fatto statua».

E sono le parole le grandi protagoniste di questa rassegna, cardine intorno al quale ruota la mostra, rimandando alla ciclicità del tempo globale, a ciò che è racchiuso dalla macro-storia, certo, ma anche alla circolarità del proprio tempo, quello individuale, la micro-storia, quella che appartiene ad ognuno di noi, immerso nel proprio cerchio della vita.

Luigi Auriemma crea, con profonda analisi, un universo fatto di sensi e significati nuovi, rendendolo visibile, manifesto, tangibile nelle proprie opere, che hanno una loro fisicità, dura, ed un grande impatto emotivo sullo spettatore.

Ma quella di Auriemma non è una semplice analisi linguistica, ma la scomposizione della parola stessa che tuttavia ricerca un’etimologia e di un significato nascosto anche nella forma: «D_I_O_GENE è una sigla che deriva dai titoli delle opere e da quello che rappresentano: ‘DIO, GENE’; ‘DI Origine GENEtica’ e ‘Doriforo Ieri OGgi E Nell’Eternità’. Per questo motivo la parola DIOGENE è frammentata da trattini – dice lo stesso artiste in merito a questo interessante dialogo artistico – È importante la parola Diogene, non il suo significato; il contenitore, non il contenuto, per la sua capacità di includere altre parole».

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