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La verità sul Caravaggio da 120 milioni di euro ritrovato in una soffitta in Francia

Caravaggio Giuditta Oloferne 2016 - internettuale

Ha fatto subito il giro del mondo la notizia del ritrovamento di un Caravaggio in una vecchia soffitta in Francia. Grande giubilo per chi credeva di aver ritrovato un capolavoro inedito del grande maestro italiano, immediate invece le reazioni di critici ed esperti che sono divisi sull’autenticità del quadro, che raffigura Giuditta che decapita Oloferne.

Trovato in una vecchia soffitta di Tolosa, il dipinto è stato due anni al vaglio degli esperti, che l’hanno attentamente esaminato prima di pronunciarsi. Qualche giorno fa, Eric Turquin, mercante d’arte francese, ha presentato l’opera, asserendo che si tratterebbe di un vero Caravaggio. Il dipinto resterà nella galleria dell’uomo fino ad un suo acquisto, il cui prezzo, secondo una stima del critico, oscillerebbe intorno ai 120 milioni di euro.

La sua attribuzione al maestro italiano resta tuttavia oggetto di dibattito tra gli esperti: «Basta guardare la qualità dell’immagine: la forza, l’energia, la violenza, l’oscurità – ha detto Torquin – per vedere che è il centro di una controriforma che non può essere stata fatta da nessun altro se non Caravaggio».

Anche l’ex Direttore del Museo di Capodimonte, Nicola Spinosa, esperto caravaggesco, avalla l’autenticità del dipinto, asserendo, in una valutazione del 2015 scritta per Torquin che lo stile dell’opera “ci permette di identificarlo come un Caravaggio originale che pensavamo fosse finora perduto”.

Più scettica invece l’esperta Mina Gregori, che avanza dubbi sulla paternità del dipinto: «Conosco il quadro – ha riferito in una mail al New York Times lo scorso mercoledì – e credo sia un lavoro interessante» ma l’esperta dice che potrebbe trattarsi di un falso in stile caravaggesco opera del pittore fiammingo Louis Finson.

Anche i laboratori di ricerca del Louvre sembrano serbare dubbi, senza giungere ad alcuna attribuzione definitiva del dipinto.

Torquin ha fatto sapere che il proprietario, non reso noto, ha rinvenuto il dipinto dietro una porta chiusa a chiave, che ha forzato per riparare una perdita d’acqua all’interno dell’edificio. Il dipinto potrebbe essersi trovato in Spagna nel XVIII secolo, dice il critico d’arte, poiché la famiglia è discendente di un ufficiale di Napoleone e potrebbe aver acquistato lì il dipinto.

Anche un altro esperto caravaggesco, John Gash, docente presso l’Università di Aberdeen in Scozia dice che potrebbe trattarsi di un autentico Caravaggio che, secondo alcuni atti, lo stesso autore avrebbe venduto a Finson a Napoli intorno al 1607.

Riallacciandosi alla Gregori, anche Gash dice: «L’alternativa sarebbe che si tratta di una copia di Finson, che era un copista incallito, ma qui penso che la qualità sia migliore».

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