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“Paestum nei percorsi del Grand Tour”: al Castel dell’Ovo gratis fino al 17 maggio

C’è un intento celebrativo nel Maggio dei Monumenti di quest’anno. La storica rassegna d’arte partenopea, giunta quest’anno alla ventiquattresima edizione, celebra la figura di Carlo III di Borbone nell’anno dell’anniversario della sua nascita. Tante le iniziative per ricordare i 300 anni del Re Spagnolo che dominò il Regno delle Due Sicilie dal 1735 al 1759.

A inaugurare idealmente la rassegna, Paestum nei percorsi del Grand Tour a cura di Francesco Ciotola, in mostra gratuitamente nelle sale delle esposizioni del Castel dell’Ovo fino al prossimo 17 maggio.

La rassegna, aperta al pubblico dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18 e domeniche e festivi fino alle 13, mette insieme alcuni dei più grandi autori d’epoca borbonica, tra pittori e geografi, per restituire il fascino delle vedute di Paestum e del Cilento in generale, che tanto hanno contribuito a fare del (nostro) Sud Italia, nell’immaginario collettivo, Campania Felix, Campania Felice, di quei greci che la scelsero per dimorare e costruire una patria ancor più grande della terra natia, che per il sole, il mare e l’abbondanza prese il nome di Magna Grecia.

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Giambattista Vico e gode dei patrocini del Comune di Napoli e del Comune di Capaccio, in collaborazione con SRA Sviluppo Risorse Ambientali, Fare Ambiente e Piloda Group.

La collettiva si propone anche come spunto di riflessione sul cosa significa il turismo per il Mezzogiorno oggi, proponendo, come punto catalizzatore e attrattivo, la cultura per il rilancio di un territorio di grande interesse turistico-culturale, ma anche economico: «La mostra, per la prima volta a Napoli – dice in merito il curatore Ciotola – offrirà l’occasione per proporre incontri e tavole rotonde con enti nazionali e internazionali sul rilancio del turismo di qualità nel Mezzogiorno e per discutere della costruzione di una rete di soggetti pubblici e privati che dia vita a un sistema integrato di promozione e divulgazione di tali percorsi».

Incisioni, gouaches, olii e cartografie illustrano lo splendore classico di una parte del Sud Italia, e costituiscono il corpus di questa importante rassegna. In epoca borbonica Paestum rientrava tra le tappe obbligate del Grand Tour: studiosi, artisti e cultori hanno provato a raccontarne l’esperienza ognuno a proprio modo. Piranesi, Pitloo, Turner, Catel, Morghen sono soltanto alcuni dei nomi che hanno cercato di tramandarne il fascino e una bellezza senza tempo a noi posteri che possiamo solo provare ad immaginare la straordinarietà di una terra che spesso diamo per scontato.

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