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Apre a Pompei “Caupona”, ristorante in cui si mangia come ai tempi dell’Antica Roma

Caupona (1)È un vero viaggio nel tempo, quello di Caupona, il primo ristorante archeo-esperienziale, che riporta, letteralmente, i suoi ospiti nell’Antica Roma. A due passi dagli Scavi Archeologici di Pompei, Caupona, dal latino locanda, osteria, appunto, è la fedele ricostruzione di un’antica domus pompeiana, sia negli arredi che nella sua architettura, restituendo ai commensali la sensazione di aver varcato uno stargate temporale che li proietta al 79 d.C., prima che la terribile eruzione del Vesuvio distruggesse la cittadina campana.

Sale affrescate nel IV stile, che ruotano intorno alla corte di un giardino, con tanto aranci, limoni, rosmarino, i cui profumi sono allietati da una fontana zampillante. Prezzi sui muri, com’era solito nel tempo, indicati in assi e sesterzi, che si alternano a scritte elettorali che ricalcano proprio quelle della tipica osteria in Via dell’Abbondanza.

Caupona (21)

Ma non è soltanto l’ambiente la fedele riproduzione di una realtà ora restituita. Anche le pietanze, servite rigorosamente da un personale in costume e piatti e stoviglie in terracotta, sono ispirate all’antico ricettario di Apicio, De Re Coquinaria.

Ampia la scelta gastronomica, studiata dagli chef Roberto Lepre e Vincenzo Russo, che consente la scelta di un menu ispirato alle originali ricette antiche, in una loro rivisitazione moderna, o accedere ad un’offerta più tradizionale che di antico conserva soltanto alcune “sfumature”. Il tutto accompagnato dal Falerno, vino della casa, già maggiormente diffuso nella Pompei romana.

Caupona (8)

Ricostruita in quella che era un vecchio casale, Caupona nasce da un’idea dell’artista e scenografo Nello Petrucci e Francesco De Martino, appassionato di cucina. La sua realizzazione ha richiesto oltre un anno e mezzo di lavoro.

Gli ambienti occupati dall’amministrazione si rifanno per lo più al Termopolio di Vetuzio Placido, quelli degli ospiti invece sono l’esatta riproduzione della bellissima domus di Marco Lucrezio Frontone, con dipinti murari riprodotti a mano, con la stessa tecnica dei copisti pompeiani, ad opera dell’artista Rosario Lamberti, coadiuvato da Rosario Esposito.

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