CINEMA

Se due ragazzi si baciano in pubblico. Ecco perché c’è ancora bisogno di un film come “Stonewall”

Stonewall (2015_film) poster - internettualePartito con l’idea di girare un “piccolo film”, il regista Roland Emmerich ha invece prodotto una pellicola forte dal sapore indipendente. Stiamo parlando di Stonewall, film che ripercorre le vicende dell’omonimo bar newyorkese, in cui nel 1969 diedero vita ai moti che portarono allo scontro degli omosessuali per la difesa dei propri diritti contro la polizia.

Girato a Montréal nel 2014, il film fa ufficialmente il suo debutto al Toronto International Film Festival prima di arrivare al cinema nelle sale statunitensi nel settembre del 2015.

Nella pellicola Jonathan Rhys Meyers e Jeremy Irvine interpretano i due protagonisti che prima scoprono e poi si battono per il noto locale omosessuale del Greenwich Village, la cui lotta ha inizio la notte del 27 giugno, data in cui convenzionalmente cade la Giornata mondiale dell’orgoglio LGBT, celebrata nei paesi del mondo con altrettanti Gay Pride.

Il coraggio di cambiare, questo il sottotitolo del film nella distribuzione italiana, che arriverà nei nostri cinema il prossimo 5 maggio per Adler Entertainment.

Un movimento che affonda le sue radici in se stesso, quando negli anni ’60 nacquero le prime rivolte contro una società e un sistema discriminatori e razzisti, e trovò la sua massima espressione in Francia, in quelle manifestazioni del ’68 che divennero simbolo di una società che aveva ormai fame di diritti e di uguaglianza.

Messi (momentaneamente) da parte i disaster movie, il regista di Indipendence Day e The Day after Tomorrow mostra la propria poliedricità con una pellicola che affronta non soltanto la delicata tematica omosessuale, ma prova a restituire senza fronzoli, né troppi orpelli narrativi, la storia di fatti realmente accaduti.

Prima dei moti nello storico bar in Christopher Street, erano frequenti infatti retate della polizia con veri e propri abusi di potere da parte dei poliziotti contro la comunità LGBT, che non disdegnavano di essere sprezzanti e violenti.

Una giornata storica, quella di Stonewall, considerata da molti un vero e proprio momento di rottura nella storia dell’intera comunità omosessuale. A Stonewall infatti rifiutavano il movimento omofilo che cercava di integrare la community omologandola alle proprie regole, dando origine ad un movimento che si autodefinì “gay”, rifiutando quella sommessa integrazione in una società incapace di comprendere e che guardava sempre con occhio giudicatorio e scettico.

Il film di Emmerich aprirà la trentunesima edizione del Torino Gay & Lesbian Film Festival (dal 4 al 9 maggio), e se molti si chiedono se c’era davvero bisogno dell’ennesima pellicola a tematica gay in difesa dei diritti omosessuali, basta ricordare il video fatto per lanciare il film, in cui due uomini si baciano in zone affollate della città, per capire che quello di Stonewall è stata la rivolta di pochi che ha cambiato il destino di molti. Ma la strada da fare è ancora lunga.

il trailer del film:

l’esperimento sociale:

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