ART NEWS

Luigi Auriemma dialoga con il Doriforo di Policleto al Museo Archeologico di Napoli

DIO_GENE Luigi Auriemma DIO_GENE - internettuale

Doriforo di Policleto Luigi Auriemma DIO_GENE - internettualeSono pochi gli artisti cui viene richiesta una collaborazione e riescono ad entrare in perfetta sintonia con i luoghi dove saranno esposte le loro opere. Tra questi c’è senza dubbio Luigi Auriemma, che non soltanto ha creato delle opere in situ perfettamente contestualizzate nelle sale del Museo Archeologico di Napoli, ma aveva il compito di porle in relazione con una delle sculture d’arte classica più note del museo napoletano, il Doriforo di Policleto. Un obiettivo non solo raggiunto, ma centrato, a giudicare dal successo di D_I_O_GENE, questo il titolo della rassegna dell’artista napoletano in programma fino al prossimo 15 maggio. Ma qui non c’entra (solo) il filosofo greco del IV secolo. Auriemma porta infatti il visitatore nel suo mondo di parole e lettere: tutto è il contrario di tutto, e l’artista, come un chirurgo sul tavolo operatorio, viviseziona vocaboli e significati, alla ricerca di un loro contenuto altro.

Sono tante le letture di questa mostra, a cominciare dalla scomposizione del titolo, nell’accezione più semplice, Dio e Gene, che sapientemente contrappone il sacro e il profano, quel Dio, inteso come spirito che anima tutte le cose, e quella genesi non necessariamente divina, ma che si fa acronimo, nell’omonima opera che le dà il titolo, di DORIFORO_IERI_OGGI_E_NELL’ETERNITÀ. È da qui che parte la ricerca di Auriemma, da quello che per molti è diventato un canone dell’arte classica, e da quello stesso trattato, oggi perduto di Policleto.

Un iter che porta l’artista alla (de)costruzione dell’opera del MANN intesa come ideale di bellezza e di “misura”.

Attraverso parole e superfici riflettenti, l’opera, come lo specchio magico di una favola, dialoga anche con l’osservatore, che vede se stesso in quella sagoma a chiasmo in cui s’incrociano movimenti e forme.

Ed eccolo il Doriforo, eccezionalmente posto al centro del portico delle statue del MANN, per essere ammirato e confrontato con l’opera, anzi, Le opere di Luigi Auriemma.

DIO_GENE Luigi Auriemma DIO_GENE 2 - internettuale

Il percorso infatti prosegue con DI_ORIGINE_GENETICA, lavoro composto da quattro pannelli: «Utilizzo la parola che si ispira all’uomo nella sua totalità, rappresentato con la forma delle molecole, delle basi azotate, delle eliche del DNA» spiega lo stesso Luigi nel bellissimo catalogo che fa da corredo alla mostra, di Aura Edizioni.

DIO_GENE Luigi Auriemma DIO_GENE 3 - internettualePer culminare con l’opera centrale, DIO_GENE, che non è semplicemente un dialogo con la scultura dell’atleta che mollemente sembra avanzare verso lo spettatore, ma un’eco della voce dello stesso artista greco, il cui trattato è sopravvissuto soltanto in pochi frammenti riportato da altri autori. Le parole di Policleto qui si fanno componenti di un’opera altrimenti vuota. Non è assolutamente un caso infatti l’utilizzo di materiali trasparenti, che pongono la parola al centro, donandole consistenza e corporeità proprie, ma non invasive, in un’installazione che sembra emergere dalla terra, proprio come quella statua del II secolo a.C., cui si ispirano, rinvenuta nella palestra Sannitica a Pompei alla fine del XVIII secolo, e sublimata con maestria dalla ricerca di Luigi Auriemma in dogmatica opera d’arte (contemporanea) senza tempo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...