INTERNATTUALE

Professione “fashion blogger”, quando il ridicolo supera il buon gusto

Tra le professioni più ambite di oggi, quella di fashion blogger è senza dubbio la più gettonata. Se fino a qualche anno fa le bambine si divertivano a vestire le Barbie, oggi invece si credono tutte Chiara Ferragni, e con un semplice account instagram credono di lanciare mode e tendenze. Per alcune, come Valentina Nappi, il successo è assicurato. Tra la derisione del web e chi invece si fida del suo gusto la popolarità è stata quasi immediata.

Ma la maggior parte anziché seguirla la moda sembra piuttosto subirla barbaramente, ed il passo da fashion viber a fashion victim è decisamente breve.

A cominciare dalle ragazze che, credendosi la nuova Kate Middleton di turno, indossano ampi cappelli a falda larga, girando per le vie della città come ad un matrimonio all’inglese, con maxi bag finto-griffate e la falcata da Virginia-Raffaele-che-imita-Belene; ree inconsapevoli di un dubbio gusto e di un’Italia servile che finisce col seguirle come pecore al pascolo.

Ma quello del fashion blogger non è un mestiere ad appannaggio femminile. Sono tanti infatti i ragazzi che si credono il nuovo Mariano Di Vaio e, complici un amico ed una reflex, posano languidi in scatti simil Gabriel-Garko-per-Max sponsorizzando prodotti sul web come novelli Giorgio Mastrota.

I milanesi sono quelli che tallonano gli eventi del fashion seguendoli dall’esterno e, appostati fuori come paparazzi disperati, ne parlano sui propri blog come una Kim Kardashian dal tappeto rosso.

Passano le loro giornate a parlare di concept, “concetto!”, o editoriale e fingono di cogliere con fare da manquenne l’essenza di servizi che in realtà nemmeno comprendono.

Provano ad interpretare gusti e tendenze delle sfilate e, senza capirci realmente molto, ripropongono stancamente outfit spesso ridicoli cui provano a dare un senso col filtro “amaro” di instagram. Allure british, aria alternativa, faccia un po’ nauseata e la firma su qualche giornale locale per sentirsi subito Anna Wintour, pronti a deridere tutti quelli “senza carattere” che si vestono “normale” o sono “anonimi”. Sì, perché loro sono eccentrici, ma con carattere, e non importa se sono una via di mezzo tra Anna Dello Russo e Lady Gaga e che la sola persona che hanno realmente vestito è la mamma a Natale quando le hanno consigliato il rossetto corallo, perché loro la moda la fanno e la prossima tendenza arriverà dai loro blog.

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