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La “Malamusica” di Michelangelo Pascali, analisi sociale tra neomelodia e criminalità

Pscali Malamusica Neomelodia e Legalità libro cover copertina - internettualeA due anni dal suo esordio, la serie Gomorra, ispirata al romanzo omonimo di Roberto Saviano, è ritornata in questi giorni sugli schermi Sky, e con sé ha riportato in auge tutta una fenomenologia della “mala”, dai modi di dire del clan Savastano, che si fanno gergo popolare persino tra i ragazzini, alla colonna sonora diventata cult: musica rigorosamente neomelodica, in dialetto napoletano, che canta spesso la disperazione e i nuovi drammi dell’hinterland napoletano contemporaneo. È probabilmente quello che prova ad indagare Michelangelo Pascali nel volume “Malamusica” dal sottotitolo Neomelodia e Criminalità (Liguori Editore), illustrando al lettore la stretta connessione tra musica neomelodica e criminalità, e di quanto la seconda influisca ed influenzi fortemente la prima.

L’approccio è quello scientifico, di chi, con onestà intellettuale, si pone con rigore metodologico dinanzi ad una materia di studio e ricerca le evidenze: «Ogni fenomeno non si rende completamente trasparente al nostro sguardo e ogni cosa invita a trascendere le apparenze» suggerisce la studiosa Luigina Mortari.

La ricerca di Pascali dunque mira a portare alla luce il lato nascosto delle cose, il loro intimo significato non sempre evidente. Ed è su queste basi che poggia lo stesso titolo del volume, Malamusica, che nasconde in sé stesso vari strati di significato: “mala” infatti come degrado sociale e morale, che fa di quel mal comune mezzo gaudio, un unico disastro collettivo verso cui cammina la società contemporanea percependolo come uno stato di benessere comune, il massimo grado di felicità cui si può ingannevolmente tendere.

Un malessere corrosivo che fa di modelli malati degli esempi da imitare: e così il “guappo” è sinonimo della persona furba, che sa affrontare di petto la vita e le persone, così come i “boss”, visti come autorità massime che trovano nella violenza, spesso nella “vendetta”, nell’omicidio e nella criminalità la propria forma di giustizia.

Per quanti desiderano affrontare questo fenomeno musicale e sociologico, l’autore presenterà il suo volume martedì 17 maggio al Palazzo Pacanowski a Napoli, alle ore 13.30. Con lui saluteranno i presenti il Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Federico Alvino, il Coordinatore del Dottorato di ricerca in “Diritto e istituzioni economico-sociali” Francesco Di Donato, in un dibattito che sarà animato da Federico Vacalebre, giornalista de Il Mattino e personalità di spicco dell’ambito giuridico e giornalistico, moderati da Alberto De Vita, Ordinario di Diritto penale, Università degli Studi “Parthenope”.

Un appuntamento da non perdere per i cultori della musica, della giurisprudenza, della sociologia.

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