CINEMA

The Neon Demon, il patinato film sulla moda che riuscirà a farti rabbrividire

Si intitola The Neon Demon il nuovo film di Nicolas Winding Refn, dall’8 giugno in sala per Koch Media, che prova a raccontare l’efferato mondo della moda. Sì, perché se quello dell’haute couture è come un mitologico canto delle sirene che continua ad ammaliare con il suo glamour, può, come la Medusa, pietrificare e uccidere, nel nome di un ideale ricerca di bellezza e perfezione che non ha fine. È per questo che il film del regista danese, con protagonista la bella Elle Fanning (già vista in Maleficent), oscilla tra quadri patinati e splatter da horror, scatenando le critiche e i fischi in sala alla scorsa presentazione al Festival di Cannes.

La storia è quella di Jesse, giovanissima modella, che muove i primi passi nel mondo glam di sfilate e servizi fotografici, scatenando l’invidia di colleghe più “anziane” che avvertono l’avanzare del tempo e temono la concorrenza, questo ricambio generazionale, che si fa vorace e violento, come un vortice che risucchia e rigetta tutto velocemente.

The Neon Demon Elle Fanning scene - internettualeLa metafora della storia di Dorian Gray, il ragazzo che fa un patto col diavolo lasciando invecchiare un quadro al suo posto, applicata alla moda, è questo il tema intorno al quale ruota il film, “La terrificante consapevolezza che oggi il mondo intero ruota intorno alla bellezza” dice il regista.

Con la Fanning tutto un cast di attori straordinari: da Keanu Reeves a Karl Glusman, da Jena Malone a Bella Heathcote, passando per Abby Lee e Christina Hendricks.

E poco importa se la pellicola è stata accolta con freddezza dalla platea del festival del cinema: «L’opera d’arte suscita reazioni. Se non fosse così non sarei qui a perdere tempo, farei altro» dice Refn.

Un po’ Lynch di Mulholland Drive un po’ Showgirl di Paul Verhoeven, The Neon Demon però non è una critica verso il mondo della moda, ma vuole porre l’accento sull’idea di bellezza e giovinezza e su quanto oggi si è disposti a spingersi per ottenerle.

E di alcune scene, spesso cruente e splatter, affiancate a quelle idealmente perfette nella forma e nella composizione estetica Refn dice: «oggi la morte e la bellezza sono artificiali, si ritrovano insieme con la rivoluzione digitale».

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