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Petra: scoperto un antico edificio in Giordania grazie alla fotografia satellitare

Da secoli la città di Petra affascina appassionati e curiosi per la sua particolare genealogia interamente ricavata dalla roccia della pietra dura di Giordania. A questo millenario fascino, che ogni anno porta orde di turisti, si aggiunge la scoperta, e chissà magari un giorno anche il suo rilevamento fisico, di un nuovo monumento sepolto tra le sabbie mediorientali. Secondo l’organizzazione Usa American Schools of Oriental Research dell’Università di Boston infatti sarebbe stato rilevato attraverso la fotografia satellitare un edificio risalente ad oltre 2100 anni fa, costituito da una grande piattaforma, i resti di un colonnato e una scalinata. Un edificio non lontano dall’antica cittadina ma di difficile accesso.

Petra Giordania monumento sepolto Tuttle - internettualeUna struttura architettonica che non somiglia a nient’altro che è stato rinvenuto attualmente a Petra. La notizia di questo ritrovamento ha subito fatto il giro del web, ripresa da svariati magazine e media, tra cui The Guardian.

Non si tratta tuttavia di un colpo di fortuna. Seguendo alcuni reperti ceramici datati intorno al 150 a.C., gli studiosi avevano già ipotizzato la presenza di un edificio in quell’area che fosse contemporaneo o successivo alla nota necropoli scavata nella roccia dalla comunità dei Nabatei, ma finora ogni missione non aveva prodotto alcun risultato. Adesso finalmente l’importante scoperta.

Christopher Tuttle, uno degli archeologi responsabile della scoperta, ha detto che si tratta di una ricerca che andava avanti quasi da un secolo, e alla quale aveva preso parte da almeno quindici anni.

Secondo i primi rilievi fotogrammetrici la piattaforma è di forma quadrangolare e misura circa 56 metri per 50; al suo interno una piattaforma più piccola di circa 10 metri per lato, dalla quale partirebbe una grande scalinata.

Secondo lo studioso l’edificio sarebbe stato dedicato a culti religiosi o destinato ad un uso politico: «Ma ad essere onesti – dice – noi non sappiamo ancora niente a riguardo».

Grande fermento ed emozione per il mondo dell’archeologia che non vede l’ora di riportare alla luce, anche fisicamente, questo straordinario monumento ancora tutto da scoprire.

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