LIBRI

Paulo Coelho racconta Mata Hari nel suo nuovo romanzo “La Spia”

È uno degli autori più amati di sempre. Da L’Alchimista a Veronika decide di morire i suoi romanzi sono diventati dei veri classici della letteratura contemporanea. Sto parlando di Paulo Coelho, lo scrittore brasiliano più tradotto al mondo che torna adesso in libreria con la sua ultima fatica letteraria, dal titolo La Spia, dedicato alla figura di Mata Hari. E già ci fa respirare, sin dalla copertina con il profilo della donna in eleganti e sfarzose vesti, la rivoluzionaria atmosfera francese d’inizio ‘900 della danzatrice e noto agente segreto cui questo romanzo è liberamente ispirato.

Il libro infatti, in prima persona, parte da quella che sarebbe l’ultima lettera scritta dalla Hari una settimana prima della sua esecuzione. “Sono pronta”. Queste le ultime parole della donna che, rifiutando di farsi bendare, preferì guardare con coraggio il suo plotone di esecuzione.

“Una delle prime femministe” è così che ne parla Coelho, che spiazza i suoi fan, tracciando un profilo di questo suo nuovo personaggio letterario sul quale ha dovuto lavorare molto: «Mi sono ritrovato con una montagna di documenti in mano ma anche con una domanda: “cosa scrisse Mata Hari in queste lettere? E come era finita in mezzo a tante trappole, ordite da amici e nemici?”».

Un viaggio che parte dalla curiosità dell’autore di scoprire di più su questa donna che con le sue grazie ha sedotto gli uomini più potenti e influenti della guerra mondiale, si è ribellata a moralismi e costumi dell’epoca, pagando le sue scelte a caro prezzo ma con coerente orgoglio, mai pentita, paga del fatto di aver vissuto.

Paulo Coelho Mata Hari Museum - internettualeEd è straordinariamente moderna la figura di questa donna che nella sua vita annovera la perdita di un figlio, forse avvelenato, e il divorzio dal marito, il capitano Rudolph Mac Leod, dal quale divorziò perdendo la custodia dell’altra figlia, Jeanne Louise detta Non, per sbarcare il lunario a Parigi con il nome di Lady Mac Leod. Qui inizia come modella di un pittore, e qualche piccolo ingaggio. Ma il successo sembra non sorriderle subito, e non si esclude che la donna possa essersi prostituita per sopravvivere prima di diventare l’amante del barone Henri de Marguérie, grazie al quale entra in contatto con l’aristocrazia del tempo, cominciando ad esibirsi nelle case dei nobili francesi in occasione di feste mondane. Durante una delle sue performance venne notata dall’industriale e collezionista d’oggetti d’arte orientale monsieur Guimet, che le chiede di esibirsi nei saloni del suo museo dove custodiva i suoi oggetti d’arte. È qui che la giovane Margaretha Geertruida Zelle, questo il suo vero nome, viene artisticamente ribattezzata Mata Hari, dal malese, letteralmente occhio dell’alba, e dunque per traslato Sole. Il successo fu tale che la donna cominciò ad esibirsi nelle più esclusive case degli aristocratici del tempo, nonché in famosi locali quali il Moulin Rouge, il Trocadéro, il Café des Nations.

La consacrazione arriva nel 1905 con una esibizione che farà la storia all’Olympia di Parigi, e che la porterà in tour anche in Spagna.

Ai giornali che iniziavano ad interessarsi a lei raccontava mezze verità e molte menzogne, costruendo un personaggio volitivo, dal fascino esotico, di cui lei stessa, forse restò vittima.

«Paulo non ha mai scritto lo stesso romanzo, e ogni volta ha avuto il coraggio di cambiare, restando, così, sempre fedele a se stesso. Mi sembra, tuttavia, che ci sia un filo rosso: ha sempre raccontato donne esuberanti, controverse, ma straordinariamente libere» ha detto Elisabetta Sgarbi, che è riuscita a strappare Coelho a Bompiani e a portarlo sulla sua “nave”, la sua casa editrice, La nave di Teseo che lo pubblicherà per l’Italia il prossimo 10 novembre: «Il suo nuovo romanzo, “La spia”, è l’esaltazione di questo aspetto, attraverso una figura storica, Mata Hari. E il riferimento alla verità storica rende il romanzo, se possibile, ancora più capace di incidere in un mondo che alle donne deve maggior rispetto».

L’ultimo desiderio di Mata Hari, dalla prigione di Parigi dove fu condannata, fu quello di avere carta e penna per scrivere, forse per riassumere quella sua vita vissuta pericolosamente che l’aveva portata dietro alle sbarre di una cella parigina in attesa della sua esecuzione capitale.

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