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“Napoli Sotterranea”, l’altro volto di una Napoli da scoprire

Da oltre trent’anni Napoli Sotterranea si è trasformata in una tappa imprescindibile per chi va a Napoli per la prima volta. Questo luogo infatti non è soltanto uno dei tanti siti archeologici che punteggiano la città, ma una porta su di un passato recente che ci fa scoprire il volto complementare di Napoli, il negativo fotografico in pietra di quella cartolina che tutti conoscono.

Napoli Sotterranea oggetti 2016 - internettualeNapoli Sotterranea non è più soltanto uno degli accessi al sottosuolo del capoluogo partenopeo, ma l’affresco di quella mentalità tipicamente napoletana dell’arte di arrangiarsi e di sopravvivere: sopravvivere alla storia, sopravvivere agli orrori della guerra, sopravvivere a se stessa.

Come molti siti omologhi, gli ambienti, molto ampi, nascono come cave di estrazione ad opera dei Cumani e Greci che insediarono la penisola a partire dall’VII secolo, e dal IV cominciarono i lavori per estrarre il tufo giallo, pietra friabile e porosa di origine vulcanica tipica della città, con la quale sono stati costruiti gli edifici sovrastanti.

È con l’avvento dell’ingegneria romana che queste cave iniziano ad essere trasformate in cisterne, alimentando un complesso acquedotto che porterà l’acqua all’allora Neapolis greco-romane direttamente dalle sorgenti della Bolla.

Da questo momento fino alla fine del 1800, gli ambienti funzioneranno come acquedotto, attraverso il sistema di estrazione dell’acqua con anfore in ceramica, che consentivano con il loro peso di essere immerse completamente nei pozzi per essere tirate su attraverso un sistema di carrucole e corde o, semplicemente, a mano.

Con lo scoppio del colera nella città nella prima metà dell’800, l’acquedotto venne dismesso, ritrovando nell’acqua l’origine della pestilenza, dovuta alla contaminazione del sistema fognario costruito al di sopra, che contaminava con i liquami l’acqua all’interno delle cisterne.

Sarà negli anni della prima guerra mondiale che gli ambienti vengono utilizzati come depositi per nascondere armi, mentre a partire dal 1940, durante la Seconda Guerra Mondiale, si comprende che non si bombardano più solo i siti strategici come nella prima, ma anche le zone residenziali. È così che i cittadini vi troveranno rifugio durante i bombardamenti e, talvolta, anche vere e proprie abitazioni provvisorie.

Napoli Sotterranea coltivazione basilico 2016 - internettualeStoria a parte, Napoli Sotterranea è una suggestiva esperienza da fare da soli o, meglio, con un nutrito gruppo. Si fa quasi mistico infatti il camminamento in un passaggio stretto dell’acqua, illuminati solo dalla propria candela che si regge lungo il percorso, mentre invogliano a ritornare ciclicamente gli esperimenti botanici attualmente condotti nei sotterranei. All’interno delle sale infatti si conducono diversi studi sulla crescita delle piante illuminate solo artificialmente e mai innaffiate, poiché la loro vita è resa possibile dall’alto tasso di umidità del sito pari all’80%.

Il percorso porta i visitatori attraverso i vicoli caratteristici della città, quelli dei panni stesi, del vociare, dei colori. La Napoli delle rovine romane inglobate nei palazzi per ritrovare una nuova vita nell’era moderna. Come l’anfiteatro nel quartiere San Lorenzo, dove Svetonio racconta del debutto in scena di un giovane (imperatore) Nerone, musico e cantante per diletto, che si sarebbe esibito qui.

Di grande fascino la sala dedicata al presepio napoletano, con scene di vita quotidiane e tenere natività, in autentiche teche di legno settecentesche.

Bombe inesplose sospese sulla testa dei visitatori, vecchi oggetti appartenuti a chi in quei luoghi non vi ha trovato solo riparo, ma la salvezza e, forse, un’altra vita.

Tra il merchandising del ricco shop center di “Napoli Sotterranea”, da provare il vino tufello, disponibile, tra l’altro, nelle due varianti di Falanghina bianca e Aglianico rosso.

Il sito è attualmente gestito dal signor Enzo Albertini, responsabile dell’Associazione che lo gestisce e se ne occupa.

Straordinario lo staff, costituito per lo più da ragazzi entusiasti, di grande umanità, che raccontano con passione la storia della propria città. Una speciale menzione, per la bellissima visita, a Grazia, che con professionalità, passione e un pizzico di ironia ha saputo conquistarci e guidarci alla scoperta di un altro volto di Napoli.

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