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Le sculture di Mitoraj a Pompei, a due passi tra la vita antica e quella moderna

IMG_0367Si ha la sensazione di trovarsi in un quadro di De Chirico, passeggiando in queste settimane tra le rovine di Pompei. Angeli, torsi virili, teste giganti dal sapore classico. Non sono nuovi ritrovamenti dell’antica cittadina romana, ma le imponenti sculture di Igor Mitoraj.

Le opere dello scultore polacco, scomparso nel 2014, sono infatti parte integrante del tradizionale percorso di visita degli Scavi Archeologici di Pompei fino al prossimo gennaio 2017, dove dialogano perfettamente tra domus e antiche costruzioni, segnando un sottilissimo confine tra l’antico e il contemporaneo.

Mitoraj infatti è stato attivo dalla fine degli anni ’60. Le sue opere ritraggono principalmente angeli, busti maschili, rifacendosi alle sculture dell’arte greca classica. La novità post-moderna delle sue opere sta nell’enfatizzare i danni subiti nei secoli dalle sculture classiche, che riproduce tramite la realizzazione di arti e membra mancanti. Le sue opere infatti restituiscono una bellezza senza tempo come la Nike di Samotracia, la Venere di Milo, l’Hermes con Dioniso di Prassitele.

Mitoraj Pompei 2016 - internettualeLe sue colossali sculture sono perfettamente incastonate nei complessi termali del Foro, cuore della città, dove si trovano i più maestosi esempi dei complessi termali della città.

Mitoraj esalta il corpo, ispirato da Fidia, dalle decorazioni frontonali del Partenone di Atene del V secolo a.C. I suoi corpi presentano volumetrie piene, perfette simmetrie dei corpi che mollemente si adagiano sul suolo pompeiano. Come la colossale statua dell’Icaro caduto, che si presenta allo spettatore nella sua imponente decadenza.

Durante la sua ricerca artistica il polacco osa, cambia, si trasforma insieme alla sua arte che lo anima, lavorando indistintamente la terracotta, il bronzo, il marmo.

IMG_0371Dopo le esposizioni di Agrigento, Tivoli, Firenze, Roma le opere dell’artista polacco giungono in un altro suggestivo sito che le mette in relazione col mondo antico. Quello di Pompei è infatti un sogno dello stesso scultore, che trova postuma realizzazione grazie alla collaborazione con Atelier Mitoraj di Pietrasanta, la Galleria d’arte Contini insieme alla promozione della Fondazione Terzo Pilastro. Il maestro aveva già immaginato dove collocare le sue opere quando era ancora in vita. È grazie all’interpretazione di queste sue ultime volontà che Luca Pizzi dell’Atelier Mitoraj ha distribuito le trenta grandi sculture negli spazi archeologici dell’antica Pompei, collocando le più significative tra il Foro della Basilica, il Quadriportico dei Teatri e Via dell’Abbondanza, poco distanti dall’ingresso di Porta Marina.

Mitoraj ritrae la compiuta incompiutezza dell’uomo, dimostrandoci che la bellezza, talvolta, si trova nell’imperfezione.

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