INTERNATTUALE

Ecco perché tutti sono ossessionati da “Pokémon Go”

Pokémon Go. Tutti ne parlano, tutti ne sono ossessionati. Ma perché?

Nati a fine anni ’90 come cartone animato, fanno il debutto (italiano s’intende) come anime sulle reti Mediaset. Un successo inarrestabile che porterà negli anni Pikachu e i suoi piccoli amici combattenti zoomorfi persino al cinema. Non potevano mancare i giochi naturalmente. Per Game Boy Color, l’allora consolle del momento, con la versione Pokémon Blue e Pokémon Rossa.

Pokémon Go logo - internettualeNel mondo Pokémon, ogni personaggio della saga ha uno specifico potere che corrisponde al suo “tipo”. E così un pokémon acquatico come una tartaruga avrà il potere dell’acqua.

Da luglio, dopo le release per le varie consolle a pagamento, è uscito Pokémon Go, primo della sua generazione per smartphone. Immediato il successo di quest’app che ha letteralmente ossessionato la generazione di quasi-trentenni.

Il gioco si fa social. Il giocatore ha a sua disposizione un Pokemon, tra Bulbasaur, Charmander e Squirtle. Nel corso dell’esperienza di gioco il player può incontrare e catturare altri Pokemon selvatici che si scontrano in apposite palestre. È possibile ottenere la Poké Ball e altri strumenti ricorrendo alle monete del gioco o acquistandoli all’interno del market dell’app.

Realizzato da Niatic in collaborazione con Game Freak, The Pokémon Company e Nintendo, per iOS e Android, il gioco utilizza la particolare tecnica della realtà aumentata, proiettando, attraverso il GPS, i nostri piccoli amici intorno al mondo che ci circonda, per un’esperienza di gioco ancora più reale.

Ma perché tutto questo successo?

Senza dubbio l’effetto nostalgia gioca gran parte del ruolo, facendo rivivere ai fan della saga la loro infanzia, di quando a otto anni erano ossessionati con il franchise animato. La nostalgia, secondo gli esperti, può essere molto potente per una nuova, ma al tempo stesso familiare esperienza.

«Nel momento in cui è in atto l’effetto nostalgia e evoca emozioni positive, il nostro cervello può sostituire la domanda “Mi rende felice?” con “È un buon gioco?”» ha spiegato il Dottor Jamie Madigan a Time.com.

La nostalgia dunque ha una potente influenza su tutta la cultura pop, come evidenziano anche i sequel e i reboot al cinema questa estate. Questo capita perché generalmente sono associati con sensazioni positive, e aiuta le persone a sentirsi più vicine le une alle altre condividendo ricordi.

La stessa parola nostalgia, dal greco nostos, ritorno a casa, e algos, dolore, letteralmente significa “dolore del ritorno”, e indica una sorta di “malattia di casa”, la disperata voglia, da parte di ognuno, in tempi nefasti come questi, di sentirsi al sicuro nella casa dei propri ricordi.

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