INTERNATTUALE

L’ISIS, una minaccia fuori controllo che va assolutamente fermata

Non si contano più. Gli attacchi terroristici non si contano più. Prima Parigi, poi l’Israele, il Bangladesh, poi di nuovo Parigi, poi Nizza. Gli attentati dell’ISIS continuano a sorprenderci in originali giochi del terrore, che spezzano le vite della povera gente. Di chi va in un club ad ascoltare musica, di chi è in spiaggia a prendere il sole, di chi, in una notte di mezza estate, si riversa per strada per guardare dei fuochi d’artificio per celebrare quella liberazione, quella presa della Bastiglia che ora continuerà ad essere prigione dell’anima.

Un camion, guidato da un franco-tunisino si è lanciato in una folle corsa di due chilometri, sul lungomare di Nizza, travolgendo centinaia di persone. Sono 84 le vittime, 18 i feriti gravissimi, centinaia i superstiti spaventati a morte.

E noi continuiamo in silenzio con le nostre vite, e quelle piccole grandi meschinità quotidiane ostentando un lutto bugiardo, di circostanza, social. Un tempo si abbassavano le bandiere a mezz’asta e si mettevano i paraventi scuri ai portoni dei palazzi in segno di lutto. Oggi l’artista di turno disegnerà il “logo” di solidarietà per la strage del momento, e noi lo condivideremo su twitter seguito dall’hashtag #PrayFor…, monumenti si spegneranno, e altri invece si illumineranno con i colori della bandiera del paese colpito, così come le nostre immagini di profilo su facebook. Gli attacchi occidentali, al solito, sempre più sentiti. Quelli orientali, quelli di un “loro-sono-abituati-alle-catastrofi”, un po’ meno.

Un mondo che anche nel panico più becero trova la lucidità di dividersi in nord e sud, occidente e oriente, in “noi” e “loro”.

E poi la paura. La claustrofobica sensazione di doversene restare chiusi in casa, di non dover viaggiare, scoprire il mondo, divertirsi. Perché Allah, Maometto o qualsiasi altra divinità, secondo queste menti malate non vuole. Niente sorrisi, niente donne scoperte, nessuna libertà per noi “infedeli” che meritiamo di essere puniti con la morte, in un clima che ci riporta alla caccia alle streghe, al rovescio di una santa inquisizione, a Crociate d’Oriente che si propongono quale obiettivo quello di mietere morte e distruzione. Terrorizzare.

Attacco Attentato Nizza 14 luglio 2016 - internettualeUn film dell’orrore che ogni volta ci gela il sangue con immagini sempre più apocalittiche, che ci proietta in una mentalità di vittime spaventate, e perpetua il ricordo degli attacchi precedenti, che ci ritornano alla mente o sono ripetuti dai giornalisti come echi di sirene, che, ipnotizzandoci, ci dicono di aver paura.

Sospettiamo di una valigia lasciata nella cappelliera alta del treno, di elicotteri scuri che volano in spiaggia sulla nostra testa, persino di volti a noi sconosciuti, di stranieri, musulmani, domandandoci quale volto abbia la morte.

Un clima terribile. Una girandola senza fine di morte e distruzione, che bagna con il sangue i nostri giorni felici, quelli di festa, qualsiasi giorno che si tramuterà in un anniversario da commemorare.

E poi le promesse. Le promesse dei politici che continueranno a dirci che siamo al sicuro, quando in realtà è evidente ormai che non è vero, e che l’ISIS può sorprendere chiunque, ovunque e comunque.

Non c’è stato lo spettacolo dei fuochi sul mare a Nizza. Erano i morti lo spettacolo fuori programma.

L’ISIS è una minaccia che va fermata. E ogni volta, mentre tutto il mondo, addolorato, si stringe in cordoglio intorno ad una strage come questa, nei nostri cuori si innalza una preghiera e una domanda: quando lanceranno una fottutissima bomba sulla testa di queste merde malate?

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