INTERNATTUALE

I Soldati di Allah: nella psicologia degli jihadisti che uccidono sognando il paradiso

Un momento televisivo e giornalistico molto alto, e molto forte, quello che ha riportato ieri sera SkyTG24 a pochi giorni dall’attentato a Nizza. Si intitola I Soldati di Allah, ed è il documentario trasmesso sulla rete all news di Murdoch, che ha portato i telespettatori nella psicologia dei soldati jihadisti, rispondendo alle domande che tutti ci poniamo sgomenti dinanzi a questi attentati spesso suicidi: perché farlo? Perché scegliere la Jihad?

A rispondere ci ha provato il francese Saïd Ramzi, pseudonimo di un giornalista che per motivi di sicurezza ha deciso di tenere celata la propria identità, il quale si è infiltrato per ben sei mesi in una cellula radicalizzata dell’ISIS, riuscendo a registrare e filmare tutto con una telecamera nascosta.

Il documentario ha mostrato un punto di vista decisamente inedito di questi soldati della morte, che scelgono di mettere a repentaglio la propria vita spesso giovanissimi, per difendere lo Stato islamico.

Uno Stato che seppur geograficamente lontano riesce a carpire i segreti dell’anima di questi giovani uomini, e a volte anche donne, convincendoli a commettere atti efferati, facendo leva sul loro senso di frustrazione, su quel senso più profondo di insoddisfazione della propria vita.

I soldati di allah jiahdisti doc 2016 skytg24 - internettualeNel gruppo in cui riesce ad infiltrarsi il giovane Saïd Ramzi, composto da una decina di persone, emerge la figura del ventenne Oussama, francese che ha già cercato di arruolarsi in Siria, trascorrendo diversi mesi in carcere per terrorismo. È lui che fonda la cellula nominata “I Soldati di Allah”, di cui si proclama capo locale.

È determinato ad immolarsi per l’Islam, convinto di raggiungere così un Paradiso che lo ricompensi nell’aldilà con tutto ciò che la terra invece gli ha negato, ricco di palazzi e donne, e per il quale è disposto anche a morire.

Il documentario è stato girato interamente in Francia, e per chi lo ha perso potrà rivederlo esclusivamente sulla piattaforma Sky OnDemand. Prodotto da Takia Prod in collaborazione con Canal+ ci porta nella complessa psicologia di questi uomini che credono fortemente in un al di là migliore in cambio di spargimento di sangue degli “infedeli”.

Sorprende, ma non troppo, che i soldati della jihad sono in contatto tra loro attraverso la chat istantanea criptata, Telegram, una app simil-WhatsApp diffusa anche da noi, attraverso la quale comunicano anche piani e programmi per autobombe o veri e propri attentati.

Il documentario infine mostra lo sfaldamento di questo gruppo, quando subentra il capo Daesh dal Califfato, che prende la cellula sotto la sua ala. Suona terribilmente macabro ascoltare Daesh che vuole attaccare una sala da concerto, ricordando quei morti del Bataclan dello scorso novembre in Francia. Il neo-capo manda i suoi uomini alla ricerca di armi da utilizzare per l’attentato. Il documentario ci dirà poi che fallirà. Ma la storia recente invece ci insegna che altri invece riusciranno a seminare morte e distruzione.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...