INTERNATTUALE

Ecco perché è impossibile attraversare bendati Piazza del Plebiscito a Napoli

È una delle piazze più famose d’Italia e, con i suoi 25.000 metri quadri di superficie, è anche tra le più grandi, facendone, negli anni, la perfetta cornice per eventi quali Festivalbar e celebrazioni per la città. Piazza del Plebiscito, con il caratteristico colonnato di che abbraccia la Basilica di San Francesco di Paola, è una delle cartoline della città di Napoli.

Situata alla fine di Via Toledo, è raggiungibile in metropolitana dalla fermata omonima. Teatro storico di manifestazioni popolari della città, durante le quali svettavano le “macchine da festa” realizzate dagli architetti Ferdinando Sanfelice e Francesco Maresca, per stupire il popolo e i suoi sovrani.

Nel corso del ‘600 la piazza ha trovato la perfetta chiusura con la realizzazione del Palazzo Reale ad opera dell’architetto Domenico Fontana, trovando due secoli più tardi, nel corso dell’Ottocento, il caratteristico emiciclo colonnato fortemente voluto da Gioacchino Murat ad opera di Leopoldo Laperuta.

Il nome, Piazza del Plebiscito, arriva soltanto nel 1860, quando un plebiscito appunto decreta l’annessione dell’allora Regno delle Due Sicilie al Regno di Sardegna.

Negli anni le sorti della piazza sono state tante, così come gli eventi, dalle manifestazioni di protesta agli eventi musicali, fino alle recenti commemorazioni di Pino Daniele, che l’hanno animata.

A partire dagli anni ’60 fu utilizzata come vero e proprio parcheggio, ritrovando la dignità perduta soltanto nel 1994 con la giunta di Antonio Bassolino a seguito di un G7 nel capoluogo partenopeo.

Piazza del Plebiscito Carlo III Napoli - internettualeOggi, completamente restaurata e con una moderna illuminazione LED, è tra le piazze più belle d’Italia e tra i luoghi di Napoli di maggior interesse e più visitati. Sono tanti i turisti che vi giungono a frotte per poterla ammirare e scattare una propria personale immagine, così come quelli che continuano a mantenere in vita la leggenda della regina Margherita di Savoia, perpetuando, sotto forma di gioco, quello che ai tempi era un modo per aver salva la vita. Una volta al mese infatti uno dei prigionieri della regina veniva liberato e, bendato, era condotto a Palazzo Reale, dove gli veniva chiesto di attraversare lo spazio tra la statua equestre di Carlo III di Borbone (di Antonio Canova) e quella di Ferdinando I delle Due Sicilie (di cui Canova prima di morire riesce a realizzare solo il cavallo, Antonio Calì scolpirà poi il monarca) che ancora oggi troneggiano dinanzi alla Basilica di San Francesco. L’impresa, apparentemente facile, si rivelava invece molto ostica, facendo sì che nessuno, di fatto, riuscisse ad attraversare lo spazio tra le due statue.

Secondo la leggenda all’origine della difficoltà ci sarebbe una “maledizione” lanciata dalla stessa regina, mentre una spiegazione molto più razionale si ritroverebbe nel lastricato di sanpietrini, che impedirebbe un passo perfettamente rettilineo. Fatto sta, che sono tanti i residenti e turisti che ancora oggi provano a vincere la sfida della sovrana di Napoli.

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