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L’Antico Borgo dei Vergini a Napoli rinasce dalla “Misericordiella”

La Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini è come una struttura spettrale in cui echeggiano ancora i fasti del barocchetto napoletano. Finemente stuccata e decorata, la “Misericordiella”, questo il soprannome per distinguerla dal Pio Monte della Misericordia ai Tribunali, è stata nella sua lunga storia tra l’altro prima ospedale e poi ospizio per i sacerdoti poveri.

Edificata nel 1532 nell’Antico Borgo dei Vergini, si trova a due passi da Porta San Gennaro a Napoli, posta fuori dalle mura della città, area tradizionalmente adibita agli spazi sepolcrali. Anche la Misericordiella trova infatti nei suoi sotterranei il nucleo più antico di fondazione, risalente al XIV secolo, utilizzato proprio come terra santa da parte dei monaci che l’avevano abitata, e che abbandonarono nel 1534 per trasferirsi presso gli ambienti dell’Ospedale degli Incurabili.

Misericordiella Borgo dei Vergini Napoli nucleo originale - internettualeÈ nella prima metà del XVI secolo che la Misericordiella viene affidata ad un piccolissimo gruppo di monache Benedettine, le quali, uscite da un monastero di San Potito per fondarne uno nuovo nei pressi di Forcella, si trasferiscono nella Valle dei Vergini, ristrutturando e adornando, a proprie spese, la chiesa. È in questo periodo che la piccola chiesa di Santa Maria si arricchisce di quadri, altari e suppellettili varie. Ma, nel 1565, su ordine dell’Arcivescono Alfonso Carafa, incaricato di far eseguire le direttive del Concilio di Trento sulla riforma dei Monasteri, sono costrette ad abbandonare l’edificio per trasferirsi all’interno delle mura della città.

Agli inizi del XVII secolo la Misericordiella fu completamente sepolta dalla cosiddetta Lava ai Vergini, una colata di fango, proveniente dalla vicina collina di Capodimonte, che prepotentemente inondò la zona della Sanità e dei Vergini ricoprendo ogni cosa.

Misericordiella Borgo dei Vergini Napoli stucchi - internettualeAncora visibili all’interno della chiesa a pianta ad aula molto allungata, in un ambiente finemente stuccato, ma per lo più spoglio, i monumenti funebri di Gennaro Mascabruni del 1740 e Domenico De Liguori, 1752, entrambi benefattori della Confraternita, la Congregazione di nobili istituita da San Gaetano, cui era stato affidato l’intero complesso. L’edificio, su di un motivo architettonico a due ordini, è sormontato da un timpano triangolare.

Di grande interesse architettonico e artistico i sotterranei della Chiesa, in cui troneggiano ancora gli stucchi bianchi, in parte danneggiati e ricoperti, che dimorano fianco a fianco alla sacralità della terra santa che circondano.

Il complesso monastico è stato inglobato negli anni in un condominio nel cuore dell’antico quartiere partenopeo.

Oggi la chiesa è gestita dall’associazione omonima di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, depositaria e custode di un luogo unico e suggestivo, che con tenacia ed entusiasmo la promuove, insieme all’Associazione Napoli InVITA, attraverso visite guidate notturne e eventi culturali, quali L’Architetto Indispensabile, appuntamento, nell’ambito di una speciale “notte bianca” del quartiere dello scorso giovedì 28 luglio, il mondo capovolto… aspettando la città del sole, in cui sono stati presentati quattro diversi workshop di progettazione per riqualificare con progetti urbanistici di design il Borgo dei Vergini e il Rione Sanità, che ritroverebbero spazi verdi, nuove piazze, e un nuovo concept prospettico degli attuali spazi non qualificati.

La presentazione è stata realizzata grazie alla collaborazione con il Dipartimento Centro Storico e Linea di Costa – Ordine Architetti Napoli della terza municipalità del quartiere Stella San Carlo all’Arena del Comune di Napoli, con il patrocinio di DIARC dell’Ateneo Federico II, Soprintendenza BAPSAE di Napoli, e la Scuola di Specializzazione Beni architettonici e del Paesaggio, ANCI Campania.

Il Borgo dei Vergini è un quartiere con un gran potenziale, che potrebbe trasformarsi in una sorta “Trastevere” artistico- bohémien di Napoli. Il Borgo dei Vergini è oggi un quartiere pronto a rinascere, a risorgere dalle proprie macerie, come la stessa Misericordiella sopravvissuta alle colate di fango e alla guerra, simbolo di un’Arte che ha voglia di vivere.

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