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Il restauro del Ponte di Chiaia a Napoli, tra ritardi e affissioni pubblicitarie

Ponte di Chiaia a Napoli 2011 - internettualeCostruito dall’architetto Domenico Fontana nella prima metà del XVII secolo, il Ponte di Chiaia, che collega Piazza del Plebiscito a Napoli con il litorale, è oggi il simbolo del quartiere San Ferdinando. La zona, oggi tra le più belle e suggestive del capoluogo partenopeo, a ridosso dei Quartieri Spagnoli, cominciò a popolarsi quando per ordine di Ferdinando IV fu abbattuta l’omonima Porta di Chiaia, lasciando il posto, alla fine dell’800 Via dei Mille. Il ponte è opera della volontà del viceré Manuel de Acevedo y Zúñiga, Conte di Monterey, da cui inizialmente prende il nome, per collegare la collina di Pizzofalcone con quella delle Mortelle.

Il ponte fu oggetto di restauro già alla fine dell’800 secondo le direttive di Orazio Angelini che lo adeguò al nuovo stile neoclassico. Sul lato che dà verso Piazza Trieste e Trento il ponte, come un vero e proprio arco trionfale, presenta dei fregi in marmo di Tito Angelini e Gennaro Calì, mentre quello che dà verso Piazza dei Martiri vede la raffigurazione di due cavalli opera di Tommaso Arnoud. Dopo l’Unità lo Stemma dei Borbone viene sostituito da quello dei Savoia.

Sono oltre 18 i metri di altezza per 13 di larghezza, per questa imponente struttura fatta di muratura, marmo, intonaco.

Dal 2014, come si legge dal sito del Comune di Napoli, è partito il progetto Monumentando Napoli, un investimento di 3,5 milioni di euro per 27 monumenti della città, attraverso l’aiuto di sponsor che, in cambio delle loro affissioni, si impegnavano a contribuire in toto o in parte ai lavori di restauro delle opere interessate.

Monumento ai Caduti del Mare Colonna Spezzata Belen - internettuale
dal profilo instagram di Belen Rodriguez in data 25 Aprile 2015

È stato così che grazie a Jadea, e a Belen Rodriguez di cui era testimonial, la Colonna Spezzata, Monumento ai Caduti del Mare in Piazza Vittoria, ha ritrovato l’antico splendore, tra lo scalpore di chi guardava con diffidenza le foto della showgirl argentina e dei tanti fan accorsi per vederne la gigantografia, che per oltre cinque mesi ha letteralmente preso il posto del monumento. Ufficialmente 76.000 €, a scomputo dei 60 giorni previsti sono occorsi invece più di cinque mesi. Il periodo possiamo orientativamente desumerlo dall’account instagram della stessa Belen Rodriguez, che in data 24 aprile 2015 posta una foto della sua gigantografia a Mergellina e in data 25 settembre posta invece l’inaugurazione dell’avvenuto restauro.

Ma se quelli della “Colonna Spezzata” e di altri monumenti hanno trovato, seppur tra tante traversie e ritardi, una comunque degna conclusione, così non può dirsi per quelli del Ponte di Chiaia che, a fronte di 265.000 € previsti e 240 giorni di lavori di restauro stimati, continuano a (non) perdurare da oltre un anno, con un continuo ricambio degli sponsor affissi che vanno da Dorabella all’attuale Nacshua.

Ponte di Chiaia Napoli Agosto lato piazza Vittoria 2016 - internettualeI lavori per il ponte iniziano, o sarebbero dovuti iniziare, nell’agosto del 2015, quando vengono affissi i manifesti pubblicitari della Uno Outdoor Srl, ditta aggiudicataria dei lavori di restauro.

Alla data del 12 giugno 2016 i lavori di restauro di fatto non sono ancora iniziati, mentre il Ponte di Chiaia ha più volte visto cambiare i brand dei manifesti promozionali che ne dovrebbero dovuto garantire il recupero. Ma se il ponte non ha goduto di alcun intervento, gli sponsor invece hanno già beneficiato di oltre un anno di introiti pubblicitari.

Chi guadagna sul Ponte di Chiaia - manifestoCome si legge dai documenti messi a disposizione sul sito del Comune di Napoli, le analisi di degrado del ponte annoverano delle macchie, depositi superficiali, patine, patine biologiche, incrostazioni, alterazioni cromatiche, distacchi di intonaco. Danni superficiali, non strutturali, dovuti essenzialmente al naturale invecchiamento del monumento, che avrebbero impiegato meno di un anno, mentre fino al prossimo aprile 2017, nuova data di consegna del ponte, saranno esattamente due anni, ventiquattro mesi, 730 giorni, quasi seicento giorni in più del previsto. Mentre i commercianti della zona attoniti continuano a domandarsi: “Chi ci guadagna sul Ponte di Chiaia?”.

È giusto che la cultura, e l’Italia, entri in un’ottica più imprenditoriale per l’amministrazione dei propri beni, spingendo anche i privati ad investire in cambio di introiti pubblicitari e altri vantaggi, ma questo non deve trasformarsi in una strategia di marketing, un escamotage per vendere spazi di affissione in luoghi di prestigio a svantaggio dei monumenti stessi che dovrebbero essere oggetto di tutela e no di scambio.

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