INTERNATTUALE, TELEVISIONE

Miss Italia, storia della fine di un anacronistico sogno italiano

Nato quasi ottant’anni fa da un’idea di Dino Villani poco prima della seconda guerra mondiale, come “5000 lire per un Sorriso”, ha cambiato nell’era post-bellica pelle e nome in Miss Italia, passando dalle ragazze che inviavano foto con il loro sorriso migliore nella speranza di vincere un premio in denaro a vero e proprio concorso di bellezza con sgambettanti Miss in costume con lo storico patron Enzo Mirigliani.

Dalla fine degli anni ’70 arriva la televisione, con le prime immagini a colori. Negli anni ’80 e ’90 è un vero e proprio fenomeno di culto, incollando allo schermo milioni di telespettatori per diverse serate: due, tre, seguitissime, al pari del Festival di Sanremo, per scoprire chi sarà la più bella del Bel Paese.

Una reginetta certo, ma anche una ragazza dotata di grazia ed eleganza. Eleganza sì, come quel titolo coniato ad hoc per una giovanissima Sophia Loren, considerata, ai tempi, troppo procace per vincere.

Sono tante le dive e le starlette del mondo del cinema e dello spettacolo passate negli anni dalla passerella di Miss Italia. Sin dai tempi in cui la ricerca della più bella cominciava bonariamente dalle spiagge, tra le bagnanti che provavano per gioco a cambiar vita in una estate qualsiasi.

Agli inizi degli anni 2000 Miss Italia è un vero e proprio impero. Sono ben quattro le serate in televisione, con un esercito di ragazze pronte ad iscriversi e combattere ogni anno per la corona, rigorosamente firmata Miluna, di più bella d’Italia.

“Per te Miss Italia continua”. È questa la formula canonica pronunciata dall’allora conduttore Carlo Conti, diventata un vero e proprio modo di dire italiano, per un programma e un concorso entrato nella mente e nel cuore degli italiani.

Si può tagliare quasi a metà la vita di questo concorso, il cui declino inizia nel 2007, con quella che è una chiacchieratissima edizione, quella in cui a vincere sarà Silvia Battisti. Troppo magra, dicono i giornalisti, alzando un polverone mediatico su di una velata ricerca di una bellezza che spesso fa rima con magrezza.

Prese le redini del concorso dal 2003, Patrizia Mirigliani, figlia di Enzo, è l’orgogliosa matriarca che risponde alle critiche inserendo nel 2011 il titolo di Miss Curvy, forte di nuovi brand per taglie oversize disposti a sponsorizzare il concorso.

Vengono così abolite le taglie, così come venne abolita la frontiera delle misure seno-vita-fianchi nel 1990. Perché la bellezza non ha canoni precisi, lo suggeriscono anche capolavori dell’arte italiana dei grandi maestri rinascimentali. E, forse, non ha nemmeno tempo. Già il tempo. L’età minima per prendere parte al concorso diventa adesso la maggiore età, per esigenze televisive certo, e, per rimpolpare l’esercito delle (non più) giovanissime disposte a battersi per un titolo che perde smalto, si spere nelle più agée, in quelle trentenni che un tempo erano troppo “anziane” per partecipare e che hanno ritrovato da qualche anno la possibilità di diventare ancora Miss Italia.

rachele-risaliti-miss-italia-2016-internettuale
Rachele Risaliti, Miss Italia 2016 – dal sito missitalia.it

Ma tutto questo sembra non bastare. A dispetto dei nuovi regolamenti, le Miss Italia elette continuano ad essere giovani e magre. Come l’ultima, Rachele Risaliti, Miss Italia 2016. Toscana, classe 1995, ex ginnasta. Magra e giovanissima.

Se Miss Miss Italia ridefinisce la propria idea di bellezza, abolendo forme, misure e età, al pari passo di una società che cambia, sono le stesse ragazze a non voler più dimostrare di essere belle, ma anche brave. Allora ecco che nel primo decennio degli anni 2000 vengono introdotte prove di recitazione, di ballo e di canto. Le concorrenti si ritrovano a sfidarsi come in “Ciao Darwin”, scelte da un criterio del computer che favoriva le prime sorteggiate, alimentando ulteriori polemiche.

Si cerca disperatamente di dimostrare che le ragazze non sono soltanto belle, ma anche brave. Come la calabrese Stefania Bivone, aspirante cantante, che dopo il titolo di reginetta partecipa senza successo ai casting di Sanremo Lab.

Eliminati gli scontri come in un becero game-show, si tenta di portare il programma più vicino a quello dei talent, format in ascesa che tanto toglie al gusto di diventare Miss Italia, introducendo giudici che vogliono vedere lati-B e voti spesso mortificanti. È l’era di Milly Carlucci quella del 2009-2010, che ne fa una sorta di “Ballando con Miss Italia”: i numeri vengono eliminati e poi mestamente introdotti con il nome di codici, mentre l’attenzione, come nel suo programma di ballo, è tutta per i polemici giudici che puntano il dito contro le ragazze.

Il concorso che un tempo rappresentava non solo la più bella d’Italia, ma la fotografia di un paese che cambia, non riesce più a stare al passo, annaspa fino ai poco più di 900.000 telespettatori dello scorso anno, su ben due reti che lo trasmettono contemporaneamente.

L’ultima edizione, quella di quest’anno, è stata definita da molti su twitter “sagra della porchetta di Ariciccia”. Troppi sponsor ripetuti continuamente, una eliminazione selvaggia che sa di mattanza, per la quale i giudici, Raoul Bova e Mara Venier sentono addirittura il dovere di scusarsi quasi non condividendo il sistema di cui fanno parte, e lo svilimento della dignità della donna facendo pronunciare alle ragazze appena qualche frase imparata a memoria nel tentativo di racimolare voti e la simpatia del pubblico a casa e.

Si prova maldestramente a trasformare il contest in un talent show, tra polemiche sul concetto di bellezza e Miss dalle idee poco chiare, Miss Italia perde in poco più di un decennio la propria identità di programma e di ricerca. Ci si ostina a dover dimostrare che le neo-elette reginette di bellezza siano anche brave o intelligenti, quasi come se non bastassero le tante vincitrici o ex partecipanti che si sono poi laureate, che hanno vinto medaglie sportive o Oscar, che sono diventati volti della televisione o del cinema internazionale.

Miss Italia dimentica persino la propria storia, le proprie origini e ciò che ha rappresentato negli anni per milioni di ragazze, facendosi prendere dalla smania dell’audience e del cambiamento fino a rendersi irriconoscibile persino a sé stesso.

Se un tempo infatti si riproponeva di cercare semplicemente una ragazza acqua e sapone, oggi Miss Italia è la perfetta candidata per sedersi sul trono di Uomini&Donne, come ha dimostrato Clarissa Marchese, Miss Italia 2014, cui evidentemente non bastava la sola corona, voleva anche il trono. D’altronde, si sa, allo scettro Miss Italia aveva già rinunciato un bel po’ di tempo fa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...