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Gli appuntamenti da non perdere con le grandi mostre Electa di questo autunno

Un calendario molto ricco, quello della stagione autunnale di grandi mostre Electa, che fino al prossimo dicembre saranno via via inaugurate, accompagnandoci fino alla prima parte del 2017. Una lunga serie di appuntamenti per tutti i palati, artistici s’intende, che hanno sete di iniziative culturali: dall’archeologia all’arte contemporanea sono tante le mostre di cui sentiremo parlare nei prossimi mesi. Ecco un compendio per non farsi cogliere di sorpresa:

Antinoo. Un ritratto in due parti. Partita da qualche giorno, il 15 settembre, la mostra, al Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps a Roma, sarà aperta al pubblico fino al prossimo 15 gennaio 2017. La rassegna ruota intorno alla figura, o meglio al busto, del giovanissimo amante dell’Imperatore Adriano, Antinoo, il cui busto è separato, da qui il titolo, in due parti, l’una all’ l’Art Institute di Chicago l’altra nel museo romano, ripercorrendo gli studi che hanno portato alla loro identificazione e a questo ricongiungimento delle due parti.

Sempre a Roma, ma questa volta nei grandi spazi delle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, dal 30 settembre al 15 gennaio arriva l’arte contemporanea di Jean Arp, a cinquant’anni esatti dalla morte dell’artista. Un’ampia retrospettiva che ripercorre le principali fasi della carriera dello scultore francese, maestro nelle avanguardie, tra i fondatori del movimento Dada.

Al Castello di San Giorgio a Mantova, dall’8 ottobre all’8 gennaio 2017 ci sarà invece Albrecht Dürer. “Come avrò freddo dopo tutto quel sole…”, mostra che mette in relazione la figura di Dürer con l’arte italiana e in particolare delle incisioni del Mantegna. Tanti i prestiti per questo importante evento, per il quale le sale del castello riaprono in tutto il loro (restaurato) splendore, dopo il sisma del 2012.

Giunge al termine il percorso artistico che ha animato gran parte del 2016, la mostra Egitto Pompei, dislocata e in collaborazione di ben due dei musei più importanti d’Italia, il Museo Egizio di Torino, il Museo Archeologico di Napoli e la Sovrintendenza dei Beni Archeologici di Pompei, dove ha fatto tappa, per ritrovare dall’8 ottobre la degna conclusione nella riapertura della sezione egizia all’interno del museo napoletano. Una restituzione, questa, molto attesa dai cittadini napoletani che potranno finalmente riscoprire, in nuove e più moderne sale, le prestigiose raccolte Borgia e Picchianti, che con i loro oltre 1200 oggetti rappresentano una delle raccolte di maggior importanza, il cui nucleo vede l’origine in età napoleonica con le prime spedizioni. Il percorso di visita sarà suddiviso in sezioni: Uomini e Faraoni, La Tomba e il Corredo Funerario, La Mummificazione, Il Mondo magico e religioso, La Scrittura, i Mestieri e l’Egitto in Campania, che saranno arricchite da supporti multimediali e uno speciale percorso per bambini.

Ci spostiamo a Milano dove il Museo del Novecento dal 18 ottobre al 12 marzo 2017 dedicherà una rassegna all’arte dei primi anni Sessanta con BOOM! 60 Era arte moderna. Una interessante retrospettiva che fotografa perfettamente il momento del boom economico, con le sue riviste ai massimi delle loro tirature, le trasmissioni televisive, il cinema, le auto e la suggestione di tutta un’epoca il cui fascino e design sono più attuali che mai.

Al Museo dell’Ara Pacis di Roma, dal 14 ottobre al 19 febbraio 2017 troveremo Picasso Images. L’insolita rassegna raccoglie oltre 170 fotografie dell’artista che, insieme ad alcune opere provenienti dal Musée national Picasso-Paris, restituiscono un’inedita figura dell’artista innanzitutto, oltre che del suo percorso artistico.

Omaggio a Umberto Boccioni a Rovereto. Al MART arriva Umberto Boccioni. Genio e Memoria dal 4 novembre 2016 al 19 febbraio 2017, in occasione del primo centenario della morte dell’artista. La mostra fa eco al grande evento a Palazzo Reale di Milano.

Proseguono le grandi iniziative del Museo MADRE di Napoli che portano in città grandi nomi dell’arte contemporanea. Dal 26 novembre fino al 6 marzo 2017, arriva a Palazzo Donna Regina Fabio Mauri Retrospettiva a luce solida. Mauri è uno dei maggiori esponenti delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo, la cui ricerca artistica si è spesso concentrata sull’esplorazione dei meccanismi dell’ideologia e dei linguaggi della propaganda, come dell’immaginario collettivo e delle strutture delle narrazioni mediatiche, in particolare cinematografica. Un percorso espositivo appositamente concepito, che dislocherà nelle sale del museo napoletano oltre cento tra opere, installazioni, azioni e documenti e si propone come la più importante e completa rassegna dedicata all’artista mai concepita dal 1994.

A complemento della stessa ci sarà un’altra mostra a Bergamo alla GAMeC-Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, dal 7 ottobre al 15 gennaio 2017.

A Roma, da dicembre 2016 ad aprile 2017, a Palazzo Massimo ci sarà invece Archaeology & me, mostra che nasce da un concorso pubblico inserito nel Progetto Europeo NEARCH, finanziato dalla Commissione Europea. Il concorso europeo “You(r) Archaeology – Archeologia secondo me”, coordinato da IBC, si rivolgeva ai cittadini europei chiedendo di esprimere la loro idea dell’archeologia. Una selezione delle centinaia di opere pervenute sarà esposta a Palazzo Massimo, presentando i molteplici aspetti di un’archeologia vissuta non solo come feticcio turistico o oggetto da museo, ma come ponte fra passato e presente, richiamo a memorie personali, fonte di ispirazione artistica, legame armonioso col tempo e la natura. Una riflessione sulla disciplina archeologica e il suo ruolo nella società contemporanea in un momento storico particolare, quale è quello che l’Europa sta vivendo oggi.

Si chiude, di nuovo al Museo MADRE di Napoli, questo primo ciclo di appuntamenti Electa. Dal 17 dicembre al 20 marzo 2017, al Museo D’arte contemporanea Donna Regina ci sarà Gian Maria Tosatti Sette Stagioni dello Spirito, a cura di Eugenio Viola. La rassegna è sospesa tra arte contemporanea e spiritualità, e muove i primi passi da un libro, Il castello interiore (del 1577), in cui Santa Teresa d’Avila suddivide l’animo umano in sette stanze, trasfigurate dall’artista in altrettante installazioni monumentali ambientali. La mostra vuole restituire la memoria di questa esperienza e al tempo stesso è una sorta di backstage, che permette al pubblico di coglierne i più intimi aspetti di preparazione e studio dell’artista, con i disegni del progetto, gli schizzi preparatori, i documenti e i resti di un’officina creativa che diventano il materiale diario di Tosatti.

Dal 2013 al 2016 infatti l’intera città di Napoli è stata coinvolta nell’imponente progetto pluriennale Sette Stagioni dello Spirito di Gian Maria Tosatti (Roma, 1980), e trova adesso la sua ideale conclusione con questo evento promosso e organizzato da Fondazione Morra con il sostegno di Galleria Lia Rumma, in collaborazione con vari enti istituzionali e, per ogni sua tappa, con il MATRONATO della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

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