INTERNATTUALE, TELEVISIONE

Grande Fratello: la mentalità retrograda, discriminatoria e misogina dei VIP

Ispirato al romanzo 1984 di George Orwell, dove ogni cittadino era spiato dal “Grande Fratello”, agli inizi degli anni 2000 l’omonimo reality di casa Mediaset ha attirato milioni di telespettatori, incuriositi dalla possibilità di spiare perfetti sconosciuti che avrebbero vissuto per tre mesi sotto lo stesso tetto.

Dall’anonimato alla notorietà il passo è breve e, compreso il vero potenziale del programma, gli autori di Canale 5 hanno cominciato a cercare storie sempre più forti: amori, omosessualità, razza dando avvio a veri e propri “colpi di scena” che puntata dopo puntata, edizione dopo edizione hanno fatto somigliare sempre più il programma ad una mal interpretata soap opera recitata a braccio senza sceneggiatura.

Dai toni pacati di una acerba Daria Bignardi, a quelli un po’ caciaroni di un’allora neo-conduttrice Barbara D’Urso fino a quelli trash-glamour di Alessia Marcuzzi, il GF ha provato negli anni a rinnovarsi e cambiare formula, guardando, è proprio il caso di dirlo, inerme il proprio declino che l’ha lentamente portato dai quasi dieci milioni di telespettatori degli esordi ai poco più di tre dello scorso anno.

Merito, o probabilmente “colpa”, del web 2.0, dei social, di questa spettacolarizzazione virtuale della vita di ognuno, dove ogni utente può mettere on-line frammenti del proprio quotidiano, persino in diretta. Un profilo, un’app e il proprio device e in un istante si può assistere al vuoto reality di milioni di persone che giornalmente si collegano ad internet.

Quest’anno si è provato a rimediare al calo di ascolti e di interesse introducendo, per la prima volta in Italia, personaggi VIP, gente più o meno famosa che orbita intorno allo showbiz senza un proprio pianeta né una posizione vera e propria, e che prova a sfuggire al vortice dell’oblio del rapido ricambio televisivo.

Ma se la formula è cambiata, su di una cosa il Grande Fratello resta, tristemente, immutato: rappresenta ancora la fedele fotografia del nostro paese.

I concorrenti di questa edizione, a dispetto della fama, del conto in baca o del proprio percorso artistico o professionale, hanno dimostrato di non essere molto diversi dai perfetti sconosciuti che hanno varcato la nota porta rossa della casa di Cinecittà fino allo scorso anno.

Piccoli, retrogradi, spesso ignoranti e spacconi. I VIP non hanno perso tempo per mettere in luce quanto, anche nel mondo dello spettacolo, vi sia in realtà una radicata mentalità patriarcale, sessista e discriminatoria.

A cominciare dal casertano Clemente Russo, il due volte argento olimpico, che non ha disdegnato chiamare “friariello”, personale modo di intendere “frocio”, Bosco Cobos, attore e opinionista spagnolo, tra l’indifferenza di personaggi quali Valeria Marini, notoriamente amica degli omosessuali. Ma all’ignoranza del pugile di Marcianise si aggiunge la totale mancanza di rispetto, con tanto di segno all’orecchio, della ventenne Asia Nuccetelli, la quale alla cacofonia del proprio nome aggiunge il merito di essere “Vip” per il solo fatto di essere la figlia dell’ex showgirl Antonella Mosetti, anch’essa concorrente di questa edizione, che redarguisce la figlia solo dopo una brutta figura in diretta sulla televisione nazionale nella prima serata di ieri.

Inutile il rattoppo, da demagogia politica, “Ho tanti amici gay”, pronunciato con la stessa credibilità di un esponente dell’estrema destra che si oppone ai diritti civili.

clemente-russo-squalificatoMa se l’evidente omofobia non è stata considerata una ragione sufficientemente valida per espellere Russo dal gioco, questa settimana, ad aggravare una già penosa situazione, sono arrivate dallo stesso delle forti dichiarazioni misogine, mostrando al pubblico un lato di sé che gli italiani avrebbero preferito non conoscere.

Durante scambio di confidenze con Stefano Bettarini, in cui quest’ultimo come un ragazzino al bar con gli amici fa una poco lusinghiera lista delle donne che si sarebbe portato a letto, Russo, in merito ad un presunto tradimento dell’ex moglie di Bettarini, dice candidamente che l’avrebbe lasciata morta nel letto se fosse stato lui a scoprirlo. Parole che, dette da un rappresentante delle Fiamme Azzurre, non fanno di certo di Russo un edificante modello da seguire, né come poliziotto, né tantomeno come aspirante personaggio pubblico.

Escludendo beghe minori e rivalità femminili, il Grande Fratello VIP non sembra poi essere così diverso da quello “tradizionale”, e se i personaggi famosi ben si guardano dal creare liaison all’interno della casa, non hanno prestato altrettanta attenzione al nascondere o quantomeno non manifestare così apertamente una mentalità che lascia ben poco che sperare per il futuro.

Se in un ambiente, quello dello spettacolo, in cui ci dovrebbe essere una maggiore apertura mentale, nonché conoscenza del mondo a trecentosessanta gradi, si hanno ancora questi comportamenti da provincia, dove si deride il “ricchioncello” di turno, si continua a chiamare “puttana” una donna libera e gli uomini si vantano delle proprie conquiste sessuali, quale speranza di riscatto possono nutrire gli italiani nelle loro piccole comunità?

È davvero questo quello che si nasconde dentro la gabbia dorata della fama e del successo? Gli ambienti ricchi e famosi non sembrano così distanti da quelli poveri e anonimi, e i concorrenti già noti fanno di tutto per accaparrarsi un riflettore proprio come quelli sconosciuti che sgomitano nel vano tentativo di far parlar di sé senza reale merito alcuno.

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