INTERNATTUALE

Sorridere cambia il nostro cervello e migliora la nostra vita

Charlie Chaplin diceva che “un giorno senza sorriso è un giorno perso”. Nella Giornata Mondiale del Sorriso, che è oggi 7 ottobre, ecco qualche riflessione su quanto faccia bene sorridere. All’animo, alla nostra faccia e, sì, anche alla nostra carriera.

In Italia invece si dice semplicemente che ridere faccia buon sangue. Ed è vero.

Secondo una ricerca pubblicata nel lo scorso anno da Vivian Giang su fastcompany.com ridere fa bene al proprio benessere e anche alla carriera.

Ridere infatti riduce notevolmente lo stress del nostro corpo e, questa forse la vera sorpresa, non deve trattarsi per forza di una vera risata: potete anche fingere di ridere e il risultato prodotto sarà lo stesso.

Ma ridere non porta solo benefici interiori, ma fa bene anche al nostro corpo. Secondo la Penn State University infatti le persone che sorridono appaiono più attraenti, gentili e competenti. Questo dunque è il motivo principale per il quale sorridere ad ogni persona con cui volete potenzialmente fare affari insieme.

La risata è contagiosa. Mai parole furono più vere. Il dipartimento di ricerca dell’Università di Uppsala in Svezia ha infatti rivelato che se una persona comincia a sorridere in una stanza e tutti sorridono, ognuno diventa un po’ più felice. Provate a guardare qualcuno che sorride sforzandovi di non sorridere a vostra volta: sarà impossibile, perché sarete contagiati dal suo sorriso e dalla sua allegria.

giornata-mondiale-del-sorriso-sorridere-ridere-sorriso-internettualeMa perché il sorriso ha questo grande potere? Perché sorridere cambia di fatto il nostro cervello.

Quando sorridete il vostro cervello conosce esattamente ogni attività e ne tiene conto. Non c’è nulla di casuale. Più si sorride e più si romperà lo schema nel cervello di pensare a cose negative. Se si sorride abbastanza frequentemente si “programmerà” il nostro cervello a considerare più frequentemente i pensieri positivi molto più di quelli negativi.

Lo scrittore Shawn Achor, nel suo libro “The Happiness Advantage”, i vantaggi della felicità, dice che “il cervello per scansionare le cose belle nella vita – per aiutarci a vedere più possibilità, per sentire più energia, e arrivare a livelli più alti.

Achor dice infatti che “la felicità è un’etica del lavoro… è qualcosa che deve formare il nostro cervello proprio come un atleta che deve allenarsi”.

Quanto più ci alleniamo dunque più diventa facile pensare positivo, chiudere fuori la negatività e, a sua volta, aumentare la produttività e la creatività, che consente di essere migliori sul posto di lavoro e della vita.

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