INTERNATTUALE

In un mondo di robot, che fine faranno i rapporti umani?

Quando nella tua carriera di studente credi di averle viste più o meno tutte, devi ricrederti. C’è sempre qualcosa, un cambiamento, una innovazione, una piccola grande rivoluzione che, a dispetto dei tempi che cambiano e dello stare “a passo”, ti fa sempre esclamare “stavamo meglio quando stavamo peggio!”. È successo pagando il MAV delle tasse universitarie.

Negli anni siamo passati dalla spedizione delle tasse a domicilio a doversele stampare praticamente da soli, con notevole risparmio da parte dell’Istituto Universitario di stampa e spedizioni di plichi alti dieci fogli contenenti tutte le fasce di contribuzione per ogni singolo studente. Un bel risparmio? Certo, almeno per la carta, i cui fogli in eccesso risparmiati potranno così liberamente diventare pagine di libri di Barbara D’Urso. Gli studenti invece al danno di doversi produrre i MAV da pagare in Banca, hanno visto aggiungersi la beffa di una tassa, quella regionale, più che raddoppiata, passando dagli originali 60 € di qualche anno fa agli attuali 140: alla faccia del diritto allo studio!
Ma questa ormai è storia vecchia. Tuttavia dev’essere entrata nel mood risparmio anche Banca Intesa, ex Banco di Napoli e di altre città che, unite adesso sotto un’unica denominazione, hanno deciso di risparmiare in toto anche il costo dei propri dipendenti.

banca-intesa-casse-automatiche-internettualeA quanto pare infatti, in una primordiale ottica sperimentale, la Banca ha pensato bene di fare degli ignari studenti cavie per il suo nuovo progetto: macchine automatizzate all’interno dei suoi uffici al posto degli sportellisti. Roba che non avrebbe immaginato nemmeno il Dottor Emmett L. Brown in Ritorno al Futuro.

Attraverso quella che in gergo viene chiamata “interfaccia”, abbastanza intuitiva, e un ormai familiare schermo touch è possibile selezionare l’operazione richiesta. Nel nostro caso, quello del pagamento di una tassa, uno scanner ottico leggerà il modello cartaceo identificandolo, nel 99% dei casi in modo errato, così lo studente o chi per lui, si ritroverà o a non poter pagare o a pagare erroneamente per qualcun altro se il codice identificativo della propria tassa non è letto in modo in esatto. Problemi, questi, che si possono evitare con un po’ di accortezza, con una semplice correzione manuale, ma immaginate di aver dato per caso la tassa a vostra madre, che su WhatsApp scrive ancora come parla Lapo, o che per caso una persona agée non avvezza alle nuove tecnologie si ritrova davanti questa sorta di televisore LCD che non parla nemmeno.

Un momentaneo guasto della macchina e venti minuti dopo, ero ancora in fila per sole due persone.

Nel mio caso ho avuto la simpatica assistenza di un uomo che, in modo del tutto galante, ha elegantemente flirtato con una laureanda che mi precedeva in fila. E proprio questo, mentre inserivo il mio MAV, e correggevo il codice puntualmente inesatto, e imparavo a cavarmela da solo, mi ha portato a chiedermi: che fine faranno un giorno i rapporti umani se tutto diventasse robotico? Che fine farà la verve e la simpatia di quest’uomo che con garbo mi spiega cosa fare. Dove andranno a finire i rassicuranti sorrisi e la gentilezza?

D’accordo, Banca Intesa è tra le poche banche italiane più grandi al mondo, e di certo, come raccontava quell’uomo, potrebbe anche permettersi di fare a meno anche dei propri dipendenti. Ma in un mondo completamente automatizzato da freddi macchinari, che fine faranno le interazioni tra gli esseri umani?

Senza contare i potenziali posti occupazionali che tendono a diminuire, con annessa ricollocazione all’interno dell’azienda per chi sportellista lo è già.

Viviamo in un mondo, quello dei social, in cui l’amicizia, è soltanto uno scambio di like e commenti, dove misuriamo l’autostima con i cuori che riceviamo su instagram, e i tweet hanno preso il posto delle chiacchiere al Bar. In un’Era già abbastanza virtuale, con casse amiche al supermercato, distributori di benzina automatici, mini-market senza dipendenti, computer e molto altro, c’è proprio bisogno di altra automazione?

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