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Alla scoperta della bellissima Villa Necchi Campiglio a Milano

È una visita che inizia con il sentore degli aranci, quella di Villa Necchi Campiglio a Milano, location d’eccezione del film Io sono l’Amore di Luca Guadagnino del 2009.
tilda-swinton-io-sono-lamore-villa-necchi-campiglio-set-internettualeÈ il profumo delle marmellate del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che ha ereditato la villa nel 2001, che raccoglie fondi a favore del patrimonio italiano vendendo prodotti squisitamente tipici del nostro Paese.
Varcata la soglia della biglietteria, vero bazar di prelibatezze e volumi d’arte, è lo sgorgare dell’acqua che accoglie me e chi come me scopre questo luogo per la prima volta, attoniti da tanta equilibrata bellezza. Sì, perché è questa la prima cosa che viene in mente osservando la villa la cui costruzione affonda le radici nel razionalismo degli anni ’30: un deciso, simmetrico, ordinato equilibrio di forme.
villa-necchi-scale-portaluppi-internettualeNessun rifacimento a stili architettonici del passato, nessuna volontà di ricreare atmosfere di epoche lontane. Villa Necchi Campiglio, che prende il nome dalle sue proprietarie, le sorelle Nedda Necchi e Gigina Necchi in Campiglio, è uguale a nessun altra costruzione milanese. Il merito non poteva che essere del noto architetto lombardo, Piero Portaluppi, che ha avuto libera fantasia di agire lungo i 4000 metri quadri della proprietà con giardino, disegnando e arredando ogni singola, dando adito a tutto il suo estro creativo.
Le due sorelle, industriali tessili di Pavia, stanche della vita di provincia, decisero di farsi costruire una casa nel cuore di Milano, affidandosi completamente al Portaluppi, che si occupò di ogni dettaglio della casa, mobilia inclusa.
I soffitti, la bellissima balaustra in legno dell’ingresso principale, le porte, gli stessi mobili, rimandano l’uno all’altro come in un gioco di specchi, in cui ognuno riprende e riflette, a volte distorcendo altre volte fedelmente, i dettagli dell’altro.
villa-necchi-soggiorno-internettualePreziosi i materiali utilizzati, che vanno dai variegati legni: il palissandro, il rovere, la radica di noce, il pioppo, la quercia, il castagno fondono le sfumature dei loro colori e le nervature dei corpi legnosi per ricreare quel retrogusto marino che si respira nei tondeggianti finestroni-oblò dei bagni, nel parquet dell’ingresso che, come un foyer precede i palcoscenici soggiorni che si aprono ai lati, percorre tutto il piano come il ponte di una nave.
Rombi, spirali svasticheggianti di memoria greca, cerchi si ripetono lungo le pareti della casa senza stancare il visitatore, che continua ad ammirare questo architettonico scrigno di design di avanguardia.
Suggestioni, queste, arricchite da soffitti che ricreano cieli stellati, in richiami astronomici e astrologici che fondono scienza e superstizione.
villa-necchi-bagno-moda-di-carta-2016-internettualeTante le innovazioni dell’epoca, a cominciare dalla piscina riscaldata all’aperto, la prima privata a Milano, o i riscaldamenti della villa, ancora oggi in funzione, proseguendo con le porte scorrevoli a scomparsa totale, per culminare con quelle in zinco rinforzate, ma elegantemente disegnate, della veranda che, all’occorrenza, può completamente aprirsi sul giardino.
Quasi impercettibile la musealizzazione, che ha lasciato gli ambienti e gli arredi per lo più intatti. Come il soggiorno, i cui divani di un giallo ocra contrastano con il severo camino in marmo anch’esso opera del Portaluppi.
Ci sono voluti più di quindici anni prima che le sorelle decidessero di dare nuovo brio allo stile forse troppo lineare del Portaluppi, affidandosi tra il ’48 e il ’55 all’architetto Tomaso Buzzi, che portò una nuova linfa vitale all’opera del collega, con tocchi baroccheggianti.
villa-necchi-ingresso-portaluppi-internettualeSpeculare la casa al piano superiore, che come uno specchio riflette gli appartamenti privati delle due sorelle: quello di Gigina, sposata con Angelo Campiglio, la cui camera da letto matrimoniale è arricchita da tende e stoffe preziose, e quella di Nedda Necchi, nubile, che racconta di una donna sola, ma bella, profondamente devota, ma non per questo estranea al richiamo del lusso e del mondo della moda di Hermes, Chanel, Céline e Gucci che ancora si affacciano dalle grucce del suo imponente armadio.
Entrambe le camere sono corredate da meravigliose camere da bagno identiche, con marmi preziosi, doppio lavabo, com’era d’obbligo ai tempi, e suppellettili che sono ancora lì a raccontarci questa quotidianità.
Un gusto che si ripete persino nella camera della governante, il cui bagno, al pari dei padroni, riprende questo tema da crociera cui il Portaluppi aveva votato questa sua costruzione.
Uno stile italiano non scevro però di influenze francesi, come quelle degli orologi parigini, dalle porcellane cinesi e persino “cineserie”.
Villa Necchi si trasforma in un museo nel museo, se si pensa agli arazzi, ai Sironi, ai Tiepolo, ai Canaletto che adornano le pareti della casa.
villa-necchi-moda-di-carta-isabelle-de-borchgrave-soggiorno-internettualeLe stanze della casa sono abitate dagli abiti di carta dell’artista Isabelle De Borchgrave, la cui personale, Moda di Carta, sarà visibile, negli ambienti di Villa Necchi fino al prossimo 31 Dicembre 2016. Abiti che ripercorrono l’evoluzione dell’abbigliamento femminile, dialogando perfettamente con gli ambienti della casa, facendo rivivere una quotidianità non molto lontana. È facile immaginare delle donne di alto rango che conversano in salotto prendendo il tè o che passeggiano per i saloni, guardando i coloratissimi modelli dell’artista, il cui laboratorio di stoffe-carta è dischiuso, come una sorpresa alla fine del percorso di visita guidato che culmina nel sottotetto.
E si arricchirà ulteriormente la villa il prossimo week-end, quello del 5 e 6 novembre, che ospiterà Manualmente 2016. Carta. Mostra mercato degli artisti artigiani della carta a cura di Angelica Guicciardini, che per questa quinta edizione vedrà protagonista il mondo della carta con creazioni di venti artisti-artigiani selezionati tra le eccellenze italiane. Un’occasione unica per scoprire, insieme ad un luogo dalla suggestione unica, la straordinaria duttilità della carta e i suoi molteplici usi attraverso tecniche semplici e raffinate.

Per maggiori informazioni:
www.faiperme.it
fainecchi@fondoambiente.it
www.modadicarta.it

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