INTERNATTUALE

Il referendum costituzionale è come un quesito alla cieca di “Tira e Molla” con Bonolis

Vent’anni fa Paolo Bonolis conduceva sulle reti Mediaset il programma “Tira e Molla”, che andava in onda nel preserale di Canale 5 prima della messa in onda del TG. Quelli della mia generazione lo ricorderanno bene: il game show del Biscione nella fase finale a premi prevedeva che i concorrenti rispondessero a turno a delle domande che gli sottoponeva il conduttore, il quale offriva o sottraeva loro premi, mentre loro però ascoltavano musica a volume alto in cuffia. Alla fine del quesito una luce intermittente diceva gli diceva quando gridare a squarcia gola il “Sì” o il “NO” con cui, inconsapevolmente, si accettava o rifiutava il premio o l’inganno.

Una questione di pura fortuna, in cui talento, intuito e conoscenza non c’entravano assolutamente nulla, con grande divertimento degli italiani a casa che si divertivano a guardare fortune e sventure degli ignari concorrenti della serata.

Oggi quei concorrenti al buio siamo tutti noi. Sì, perché sul referendum costituzionale di domenica 4 dicembre2016, siamo completamente disinformati, se non attraverso quei politici che girano di trasmissione in trasmissione e, come sorridenti tele-imbonitori, spiegano soltanto i benefici e le qualità del “prodotto-referendario” che vogliono cercare di vendere al popolo italiano, come un medicinale miracoloso che non ha alcuna controindicazione, senza nemmeno quella vocina che, a velocità accelerata, ci raccomanda alla fine di ogni spot farmaceutico di leggere attentamente il foglietto illustrativo perché può provocare effetti indesiderati.

Se siete correttamente informati e pienamente consapevoli di quali e quanti cambiamenti potrebbe apportare questo referendum alla Carta Costituzionale Italiana, allora, con tutta la mia ammirazione, e anche un po’ di invidia per aver perfettamente compreso un testo così complesso, allora potrete votare a cuor leggero. Ma se il vostro è un voto di puro appoggio al partito per cui simpatizzate, poiché vi fidate di un politico piuttosto che dell’altro, l’esperienza mi insegna che, come nei contratti, è proprio nelle clausole scritte in piccolo e poco sponsorizzate che si nasconde l’inganno, e se non avete letto con i vostri occhi un corpo legislativo delicato quanto importante, allora è molto meglio non approvare.

Pretendere di conoscere cosa comporterà questo referendum per il nostro Paese soltanto attraverso il racconto “fantastico” che ne fanno i politici che l’hanno ideato, è come illudersi di conoscere Lev Tolstoj soltanto per aver visto le trasposizioni cinematografico-televisive delle sue opere letterarie.

referendum-costituzionale-4-dicembre-2016-internettualeÈ ridicolo informare i cittadini su di un referendum che potremmo definire storico per l’Italia, solo poche settimane prima della data del voto, con dibattiti di approfondimento che spesso sfociano nella lite, atti a generare soltanto ulteriore confusione, senza una reale informazioni su TUTTI i cambiamenti che l’approvazione referendaria comporterebbe se vincesse il Sì.

Tra i falsi miti propinati come promotori per l’approvazione di questo referendum, c’è quello di rendere l’iter legislativo più snello e veloce. Molte delle leggi dello stato italiano sono state approvate in media in due settimane, a dispetto del bicameralismo che questo referendum dice di abolire, e di fatto invece camufferà non soltanto con un senato che non sarà più elettivo, e dunque su cui i cittadini non avranno alcuna voce in capitolo, ma con un ristretto gruppo di senatori che continuerà a mantenere questo meccanismo bicamerale su alcune imprecisate e non sponsorizzate leggi.

La Costituzione Italiana, il cui titolo V in materia di autonomia regionale era già stato sottoposto a revisione costituzionale senza successo nel 2001, è stata scritta dai padri fondatori per delineare i principi fondamentali di tutela dei diritti dell’uomo e, in particolare, del cittadino italiano. Principi che dal 1947 nella loro generica forma si sono perfettamente adattati ai tempi che cambiano, e continuano a rappresentare, ancora oggi, per il popolo italiano, a quasi settant’anni dalla sua stesura, una fondamentale garanzia inalienabile.

Tutto questo clamore referendario, i dibattiti in TV, le opinioni sui giornali di chi aborra o approva, gli endorsement di chi è vicino all’uno o all’altro, non sono altro che quella musica in cuffia a volume alto con cui i politici ci tengono di fatto lontano dalla lettura diretta del testo da approvare.

Approvare qualcosa che di fatto non si conosce, non ci rende meno ingenui di quei concorrenti divertenti e divertiti che nel 1996 gridavano “Sì” o “No” all’offerta di Bonolis senza conoscerne la domanda.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...