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Il mistero del Cristo Risorto di Piero Della Francesca

Nelle sue avventurose trame Dan Brown immagina sempre misteri intorno a note opere d’arte. Qualche volta però la realtà può superare di gran lunga la fantasia, e anche un dipinto come quello di Piero Della Francesca, a oltre cinque secoli dalla sua creazione, può riservare ancora sorprese.

Se credevamo di sapere tutto sulla Resurrezione, che troneggia su di una parete del Sala dei Conservatori della Residenza, antico palazzo del governo e oggi sede del Museo Civico di Sansepolcro, oggi invece dobbiamo decisamente ricrederci.

Il Cristo che risorge dalla Tomba in tutta la sua gloria sarebbe stato dipinto altrove.

A darne notizia Cecilia Frosinini, direttore del settore Conservazione Dipinti Murali dell’Opificio Pietre Dure di Firenze e responsabile del progetto di restauro, la quale dalle pagine ANSA spiega che si tratterebbe “di un trasporto a massello, probabilmente il primo in età moderna, realizzato peraltro con una tecnica diversa da quella che conoscevamo e che poi impiegò il Vasari”.

Se lo stacco sembra certo, ancora oscura resta invece l’originaria collocazione dell’affresco.

Avviato due anni fa grazie ai fondi del comune di Sansepolcro, e ai finanziamenti privati di Aldo Osti, ex dirigente della Buitoni oggi in pensione, che ha donato ben 100.000 euro per il recupero dell’opera, il restauro ha riportato alla luce un’altra pagina di storia dell’arte ancora da scrivere.

Il recupero dell’opera di restauro però ben lungi dall’essere finito. Se i colori hanno già ritrovato la loro originaria brillantezza raccontata dal Vasari, grazie agli interventi di Paola Ilaria Mariotti e Umberto Senserini, il restauro si concluderà soltanto entro il 2017.

piero-della-francesca-resurrection-resurrezione-mistero-giallo-2016-restauro-internettualeIn una scena contemporanea all’artista, si eleva Cristo con una bandiera. Nel dipinto compare anche un ritratto dello stesso Piero, che si raffigura dormiente ai piedi del sepolcro immaginato come una tomba medievale in pietra, connesso direttamente alla divinità proprio dall’asta che regge. Con lui altri tre uomini addormentati, simbolo di una umanità sopita in attesa della resurrezione del Signore.

Curioso il paesaggio alle spalle di Gesù, che nella parte sinistra si presenta in una versione invernale, in quello a destra invece florido e rigoglioso, a simboleggiare il passaggio dalla morte, l’inverno, alla vita, l’estate, il momento in cui la natura è al massimo del suo splendore.

Quella della collocazione però non è la sola scoperta fatta. Grazie a questo intervento infatti si può oggi affermare che non si tratta di un affresco, bensì di tecnica mista, molto particolare, in cui l’artista alternava la cosiddetta tecnica “a fresco” con l’utilizzo di colori secchi sulla parete. Secondo gli esperti, Piero Della Francesca, grande sperimentatore del suo tempo, sarebbe ricorso a questo espediente per ottenere un effetto pittorico più vicino alla tavola.

Nel frattempo gli studiosi stanno scandagliando gli archivi e le fonti bibliografiche alla ricerca di qualche informazione che possa risolvere questo nuovo giallo di storia dell’arte.

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