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A Palazzo Altemps a Roma il vero volto di Antinoo

antinoo-ritratto-in-due-parti-palazzo-altemps-roma-2016-2017-ludovisi-internettualeIcona dell’antichità giunta fino ai giorni nostri, l’immagine di Antinoo è giunta fino a noi come archetipo di bellezza e di erotismo. Il giovane amato dall’Imperatore Adriano, annegato a soli diciannove anni nelle acque del Nilo, e trasformatosi, per volontà dell’Imperatore romano, in vera e propria divinità venerata da ben tre paesi per altrettante culture e iconografie. Il mito rivive oggi nella mostra Antinoo, ritratto in due parti a Roma.

Ad Antinoo infatti Adriano tributerà un’intera città, Antinopoli, sorta laddove il giovane incontrò la morte.

La sua figura è ritratta come dio egizio, giovane bacco o atleta virile, attraversando stili, epoche, culture.

Tra le opere più celebri che hanno riportato la sua immagine fino ai giorni nostri, l’Antinoo Ludovisi, conservato al Palazzo Altemps del Museo Nazionale Romano è probabilmente tra le più note: folti capelli ricci, carnose labbra imbronciate, occhi incavati, pelle liscissima. Il volto di Antinoo, giovane di origine orientale, ha insolitamente fattezze occidentali.

Deve essere stata questa in parte la scintilla che ha portato gli studiosi dell’Art Institute di Chicago a domandarsi se il busto conservato nel museo romano non corrispondesse in realtà ad un volto che è invece custodito presso il loro museo.

È grazie alla tecnica della scannerizzazione 3D che si è così potuto ottenere un primo confronto virtuale tra le due parti. Un’emozione, che ha portato l’entusiasmo degli studiosi alla stampa 3D dei due pezzi, che gli ha consentito di unirli fisicamente, completando le parti del volto ancora mancanti, con un algoritmo che ha presumibilmente ricostruito il volto per ciò che doveva essere davvero, e non dunque per la versione idealizzata e un po’ posticcia de busto Ludovisi.

antinoo-ritratto-in-due-parti-palazzo-altemps-roma-2016-2017-internettualeNe viene fuori una figura diversa, più orientaleggiante, con il naso vagamente schiacciato e la bocca grande. Lontana da quell’immagine “occidentale” che il ritratto romano ci aveva finora dato. Il confronto, tra le singole parti, quella romana e quella statunitense, e la ricostruzione, visibile in sala, di questo percorso di studi, è una vera emozione per il visitatore. Ci si sente ad un passo dalla storia entrando nella piccola sala del Museo Nazionale Romano, dove questo progetto resterà fino al prossimo 15 gennaio.

Si dice che la mente guardi soltanto ciò che conosce, e allora eccola lì la cicatrice sul volto del Ludovisi, la frattura che segna il punto in cui al busto Altemps è stato incollato il volto con le fattezze di un altro Antinoo, vero e proprio mito nell’antichità e nell’era rinascimentale.

Un’icona che si mostra al pubblico senza la sua maschera idealizzata, né quel canone idealizzato dall’immaginario degli artisti.

Due pezzi, una sola ricostruzione, tante colonne di marmo. È semplice e forse un po’ austero l’allestimento della mostra, eppure efficace, perché ci guida, sul fondo della sala alla scoperta del vero Antinoo, di quel busto ricostruito e strappato alla realtà per circostanza di cose, di quel puzzle, che almeno virtualmente è stato ricostruito e che finalmente i visitatori possono ammirare così come doveva apparire in origine.

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