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Le grandi mostre del 2017

Sono tanti gli eventi culturali che animeranno il 2017 a cominciare da Colosseo, Un’icona. Dal 23 febbraio fino al 7 gennaio 2018, italiani e visitatori avranno quasi un anno di tempo per poter (ri)scoprire l’Anfiteatro Flavio, meglio noto come Colosseo.

Dal 523 d.C. hanno luogo in questo suggestivo sito archeologico i giochi gladiatori. Nel tempo l’anfiteatro comincia a deteriorarsi, eppure non viene abbandonato.

La mostra ripercorre tutta la vita del sito, attraverso dipinti, acquerelli e disegni del Basso Medioevo che ripropongono l’originaria immagine del monumento e del “paesaggio” che ne ha fatto da sfondo cambiando ed evolvendosi negli anni, ispirando, dal Rinascimento in poi, tanti artisti.

All’ora come oggi il Colosseo infatti era una delle mete del Grand Tour, tappa obbligata per coloro che venivano a fare un viaggio in Italia e già ai tempi souvenir per coloro che volevano portare a casa un ricordo e un pezzo di Roma.

La mostra è curata dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale di Roma. Dopo un intervento di restauro, il Colosseo è ritornato da qualche anno alla luce in tutto il suo splendore e, benché negli anni è stato depredato di marmi e decorazioni, il suo mito invece è rimasto intatto.

Anche il Museo di Capodimonte a Napoli si appresta ad entrare tra i grandi protagonisti di questo 2017 appena iniziato. Dopo La Suonatrice di Liuto di Vermeer, il direttore Sylvain Bellenger, insieme a Luigi Gallo e Emilia Philippot, porta nel Museo del Real Bosco di Capodimonte PICASSO\PARADE 1917. In occasione del centenario del viaggio in Italia del maestro spagnolo avvenuto proprio nel febbraio del 1917, probabilmente il più importante fuori dai confini francesi e spagnoli.

Picasso infatti giunse in Italia insieme all’amico Jean Cocteau, il quale preparava il balletto Parade, da qui il titolo della rassegna che celebra questo viaggio e questo incontro di discipline artistiche.

Durante questo soggiorno italiano Picasso visiterà Napoli ben due volte. Per celebrare la ricorrenza la Soprintendenza di Pompei e il Museo di Capodimonte insieme al Teatro dell’Opera di Roma promuovono un evento che avrà luogo non soltanto nel museo napoletano, ma anche all’interno degli Scavi Archeologici di Pompei.

Nelle sale del Museo troverà posto, per la prima volta a Napoli, il sipario, conservato nel Centro Pompidou di Parigi, preparato proprio per il balletto Parade, che idealmente si aprirà su alcune opere dell’artista spagnolo, in questo originale connubio di arti pittoriche e balletto.

Nell’Antiquarium di Pompei invece saranno esposti i costumi originali del balletto disegnati per l’occasione da Picasso, che potranno così dialogare con gli originali bozzetti preparatori dell’artista, ma anche una serie di maschere africane che hanno fortemente influenzato il lavoro di Picasso.

I prestiti in mostra provengono da diversi musei e collezioni private fra le quali il Musée National d’Art Moderne, Centre Georges Pompidou, il Musée Picasso Paris, il Museu Picasso Barcellona, la Fondation Pierre Bergé-Yves Saint Laurent, la Bibliothèque Historique de la Ville de Paris, la Maison Jean Cocteau, Milly la Forêt.

Quanto ci ha influenzato la PopArt statunitense? A questa domanda prova a rispondere La Riscoperta dell’America Gli Stati Uniti nell’Arte Italiana alle Gallerie d’Italia di Milano dal 12 aprile fino al prossimo 17 settembre 2017.

La mostra indaga come gli artisti italiani sono stati influenzati dagli artisti della scena statunitense. Lucio Fontana, Giorgio De Chirico, Fortunato Depero, Gastone Novelli, Toti Scialoja, Mimmo Rotella e Ugo Mulas sono soltanto alcuni dei nomi che ritroviamo in questa interessante retrospettiva d’arte contemporanea.

Formula che vince non cambia. Dopo il successo della mostra in più parti Egitto a Pompei, che da Torino a Napoli passando per gli Scavi Archeologici di Pompei si è dislocata in ben tre sedi espositive, un’altra mostra si fa in qualche modo itinerante, e vede questa volta la cittadina alle pendici del Vesuvio dialogare con l’Antica Grecia: Pompei e la Grecia Un piccolo Mediterraneo. Questo il titolo completo dell’evento che animerà la Palestra Grande di Pompei dall’11 aprile fino al prossimo 27 novembre 2017. Se lo scorso anno si indagava il rapporto con l’Antico Egitto, adesso invece sono i rapporti con la Grecia quelli che si vogliono mostrare. Pompei, piccola cittadina Romana, ha risentito come molte altre dei rapporti con i greci, a cominciare dalla battaglia con Cuma nel 474 a.C. che influenzerà sugli equilibri di quello che sarà il Golfo di Napoli.

Ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici provenienti dalle antiche cittadine di origine greca come Poseidonia, Metaponto, Cuma, Capua.

Opere provenienti da Pompei e dai più importanti musei nazionali ed europei.

Un racconto storico tuttavia non lineare, che si mostrerà al pubblico dell’Antica cittadina all’ombra del Vesuvio.

Dal prossimo giugno fino a ottobre 2017 invece al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, quasi in contemporanea con l’altra, avremo invece Pompei e la Grecia la metamorfosi del mito. Una mostra che indaga soprattutto la mitologia e la sua trasformazione nell’ambito locale. Attingendo ampiamente dal materiale ovidiano, la mostra indaga l’iconografia delle immagini di trasformazione a Pompei, con opere cui saranno affiancate didascalie che illustreranno l’origine del mito e la sua trasformazione in fase antica e moderna. Pitture parietali, mosaici, arredi, gemme e oggetti di oreficeria. Sono questi i reperti che mostreranno come il mito era recepito e raccontato.

E infine sul Palatino a Roma ci sarà la mostra ALT Arte Contemporanea sul Palatino, un evento a cura della Soprintendenza romana che riapre da maggio a settembre 2017 lo Stadio Palatino e il peristilio inferiore della Domus Augustana che faranno da sfondo ad un inedito evento di arte contemporanea che ospiterà artisti del calibro di Marina Abramovic e tantissimi altri, con uno straordinario dialogo tra la sacralità e monumentalità dei luoghi antichi e l’arte contemporanea.

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