CINEMA

A cinquant’anni dalla morte, 10 film per ricordare Totò

C’è una ricorrenza molto importante per i napoletani che ricorre quest’anno, e per l’esattezza, il prossimo 15 aprile. È quella del cinquantenario dalla morte di Antonio De Curtis, per tutti semplicemente Totò, scomparso nel 1967 all’età di sessantanove anni.

Credo non esista napoletano al mondo che non lo conosca e non lo ami.

Totò

Attore, sceneggiatore, ma anche compositore, ha recitato in oltre cento film, collaborando tra gli altri con Luigi Comencini e Eduardo De Filippo. Noto a tutti come “il principe della risata”, per la vena ironica delle sue commedie, nascondeva dentro di sé grandi malinconie, come dimostra l’intenso brano che ha scritto nel 1951, Malafemmina, entrato di diritto nella canzone classica napoletana e dedicato all’abbandono di sua moglie Diana.

Uomo di grande sensibilità, ha composto anche poesie in dialetto che oggi sono ben radicate nella cultura napoletana. Una su tutte ‘A livella, perfetta incarnazione di una ricorrenza, quella del 2 novembre, molto sentita nella natia Napoli.

Non si può non parlare di Totò senza fare accenno al suo cuore straordinario. Mi piace ricordare un aneddoto molto bello, che anche i napoletani un po’ si tramandano con orgoglio: pur essendosi trasferito da anni a Roma, Totò si faceva accompagnare dal suo autista nel Rione Sanità, quartiere d’origine dell’attore, dove metteva delle buste con del denaro sotto le porte dei bassi. Sono tantissime le opere di beneficenza che faceva l’attore, soprattutto negli ultimi anni della sua vita, che fa comprendere la vera grandezza dell’Uomo prima dell’artista che tutti noi abbiamo imparato a conoscere sul grande schermo.

Da napoletano, e da fan sfegatato, è difficile scegliere, in una filmografia vasta come la sua, le pellicole che sono maggiormente rappresentative. Tuttavia per quelli che vogliono conoscerlo, e per chi invece vuole celebrare questo mezzo secolo senza di lui, stilo questo elenco di film che non mi stancherei e non mi stancherò mai di vedere:

  1. 47 morto che parla, regia di Carlo Ludovico Bragaglia (1950): Totò interpreta un irresisistibile quanto tirchio Barone Antonio Peletti, che si crede anima vagante per un tiro che gli fanno i suoi compaesani per spingerlo ad un atto di generosità. Memorabile la sua battuta: “…e io pago!”.
  2. Un turco napoletano, regia di Mario Mattioli (1953): prima di una trilogia di trasposizioni cinematografiche delle omonime commedie teatrali di Eduardo Scarpetta. Qui Totò interpreta un donnaiolo che per circostanze di cose si finge turco, e quindi erroneamente è creduto eunuco, e viene messo a guardia della moglie e della figlia del suo datore di lavoro.
  3. Miseria e Nobiltà, regia di Mario Mattioli (1954): altra commedia di Scarpetta. Forse la più famosa e amata tra tutte. Totò qui è il poverissimo scrivano Felice Sciosciammocca, che con l’amico Pasquale Catone si fingono i nobili parenti del giovane marchesino Eugenio, che vuole così chiedere la mano della fidanzata, considerata indegna dalla vera famiglia di origine. Nel cast c’è anche una giovanissima Sophia Loren, tante le battute celebri, ma la scena più famosa è quella in cui un affamatissimo Totò mangia degli spaghetti con le mai.

    Totò con Mike Bongiorno in una scena del film “Lascia o raddoppia?”
  4. Totò lascia o raddoppia?, regia di Camillo Mastrocinque (1956): forte del successo dell’omonimo programma televisivo, Totò qui è il Duca Gagliardo della Forcoletta, esperto di ippica, che prende parte alla nota trasmissione rai. Nel film anche Mike Bongiorno, che all’epoca presentava il programma, dove interpreta se stesso. Accanto a Totò l’immancabile Carlo Croccolo nei panni del fedele maggiordomo.
  5. Totò, Peppino e la… malafemmina, regia di Camillo Mastrocinque (1956): film che dà inizio alla fortunata coppia Totò e Peppino (con un Peppino De Filippo “spalla”-protagonista). Qui i due sono i fratelli Capone, contadini del sud, che mandano il loro nipote Gianni a studiare medicina a Roma e lo raggiungono a Milano dove temono si sia perso con una donna di malaffare. Memorabile la scena della lettera, vero caposaldo della commedia italiana. Nel cast anche Teddy Reno nei panni di Gianni, dove canta il brano Malafemmina che dà il titolo al film.
  6. Totò, Peppino e i fuorilegge, regia di Camillo Mastrocinque (1956): alla già collaudata coppia Totò-Peppino si aggiunge in questo film anche Titina De Filippo che qui è la moglie tiranna e tirchia di Totò. Per sottrarle del denaro, i due fingono un rapimento, fuggendo con la somma del riscatto per una settimana di bagordi a Roma.
  7. Signori si nasce, regia di Mario Mattioli (1960): è uno dei miei film preferiti in assoluto. Età giolittiana. Qui Totò è il Barone Pio Degli Ulivi, nobile squattrinato che dilapida tutto il suo patrimonio in compagnia delle donne di una compagnia di teatro che frequenta. Un ruolo che è agli antipodi di quello del 1950, ma che è altrettanto esilarante.

    Totò nella celebre scena della Fontana di Trevi nel film Totòtruffa 62
  8. Totòtruffa ’62, regia di Camillo Mastrocinque (1961): in coppia questa volta con un bravissimo Nino Taranto, sono una coppia di ex trasformisti di teatro, che si ritrovano invece a far truffe per vivere. Famosissima la scena in cui Totò cerca di vendere la Fontana di Trevi a Roma ad un turista di passaggio.
  9. Che fine ha fatto Totò Baby?, regia di Ottavio Alessi (1964): chiaro il riferimento, fin dal titolo, al noto film con Bette Davis, Che fine ha fatto Baby Jane?. Qui Totò è in coppia con Pietro De Vico, che interpreta suo fratello che, così come Joan Crawford nel film originale, è del tutto vittima della follia (qui omicida) di suo fratello maggiore. Il film si concluderà nello stesso identico modo: riproponendo una folle danza con dei gelati in mano su di una spiaggia. Precursore di quello che sarà lo humor nero.
  10. Totò d’Arabia, regia di José Antonio de la Loma proprio con Totò. Anche qui, come suggerisce il titolo, è chiaro il riferimento al film Lawrence d’Arabia. Di tutti quelli elencati, questo è probabilmente l’unico a colori. Qui Totò è un domestico a servizio dell’Intelligence britannico, che viene fortuitamente ingaggiato come agente 00-sbarrato-8. Quello zero in più, richiamo al noto 007, Totò si arroga il diritto di avere la licenza di uccidere, rubare, truffare. La missione lo porterà tra le roventi sabbie del Kuwait.

Da non perdere inoltre tre pellicole in cui Totò interpreta solo un cameo: Arrangiatevi!, pellicola sulle case chiuse, in cui è lui a fare da “spalla” a Peppino De Filippo; Napoli Milionaria, che interpretò senza compenso in virtù della profonda amicizia con Eduardo De Filippo; e infine (uno dei miei preferiti) Operazione San Gennaro di Dino Risi, dove Totò è un boss che comanda la malavita locae anche dal carcere di Poggioreale, in un piccolo ma significativo ruolo, con un grandissimo Nino Manfredi e una bellissima Senta Berger.

Mi auguro di aver trasmesso, con questo piccolissimo omaggio, la curiosità di scoprirlo o di riscoprirlo per quanti già conoscono un vero artista sulla scena e un grandissimo maestro di vita vera.

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2 thoughts on “A cinquant’anni dalla morte, 10 film per ricordare Totò”

  1. Un vero appassionato dei film di Totò non avtebbe scritto clamorose inesattezze …e poi mancano diversi film che non è possibile wscludere dai una inutile e ridurtiva lista !
    Saluti

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    1. Gentile Raffaele,
      è evidente che non ha letto con attenzione l’articolo, in quanto ho doverosamente premesso che è letteralmente impossibile ridurre la vasta filmografia di Totò a soli dieci inutili, come le li definisce, film, che vogliono essere solo uno spunto per il lettore affinché si avvicini, o si riavvicini alla figura attoriale di Totò in vista del suo cinquantenario. Un articolo dunque che si propone semplicemente di celebrarlo, senza la pretesa di sostituirsi a fonti ufficiali e ben più approfondite che senza dubbio più di me sapranno rendere la figura e l’arte di Totò.
      Ad ogni modo può, in un suo commento, dirmi quali sono le inesattezze e, se lo desidera, può illuminare me e i miei lettori, indicando le informazioni che a suo dire invece sono esatte.

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