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Il Museo Archeologico di Napoli riapre la Sezione Epigrafica

Lo scorso 30 maggio il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha inaugurato la Sezione Epigrafica, frutto di una attenta selezione, punta dell’iceberg di un patrimonio museale ben più ricco, ha ritrovato finalmente nuova dignità espositiva.

Una sezione non facile, questa, se si considera che i reperti qui esposti sono spesso appannaggio dei soli studiosi, citati già tradotti in volumi e ricerche scientifiche.

Dal marmo al tufo, dalla pietra al bronzo, le epigrafi esposte, antiche iscrizioni in latino e greco, osco, raccontano di leggi o di una quotidianità che qui si fa curiosità postuma.Scenografico l’allestimento che unisce ai faretti, supporti in ferro e acciaio, che colmano il vuoto dei frammenti, riproponendone altezze e misure così come dovevano apparire in origine.

Leggerle tutte sarebbe impossibile, così come leggerne le approfondite didascalie a corredo che talvolta traducono altre invece spiegano più ampiamente il significato.

Fregi di templi, iscrizioni funerarie, ma anche affreschi provenienti da Pompei. La storia, ma anche tante storie, scorrono davanti ai miei occhi nella sala sotterranea, estensione naturale della bellissima sezione egizia inaugurata lo scorso anno, cui è collegata attraverso una passerella.

Dalla lingua greca ai popoli italici, passando per Roma e la romanizzazione. Un percorso lungo secoli, che arriva fino a Pompei e che va ad arricchire e completare la già preziosa offerta del noto museo napoletano.

Continua dunque il processo di trasformazione che sta portando il museo nel nuovo millennio, mutandolo in agguerrito competitor dei più grandi e blasonati musei europei, e che ne fa un punto di riferimento su scala globale per il mondo greco-romano.

Un allestimento che si propone di avvicinare cittadini e visitatori a questo patrimonio unico al mondo, che trova la sua carta vincente nei preziosi reperti provenienti dall’antica cittadina romana all’ombra del Vesuvio.

Un percorso che – come ricorda Carmela Capaldi, docente dell’Università Federico II che ha collaborato alla realizzazione di questa nuova sezione – era già stato inaugurato nel 1994, completato in parte nel 2000 e che trova oggi il suo ideale e più ragionato compimento.Ordinata cronologicamente, la sezione parte dall’arrivo dei greci sulle coste campane, dal loro alfabeto mutuato dai fenici fino alle popolazioni italiche.

All’ingresso della sala una moderna carta geografica che ripercorre questo percorso, mostrando visivamente il processo di colonizzazione che ha portato alla nascita della scrittura, di queste testimonianze senza tempo, della storia stessa della nostra civiltà.

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