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Monet intimo e inedito, da ottobre al Vittoriano di Roma

C’è un Monet intimo, privato, quello che i visitatori potranno vedere alla mostra omonima, MONET, che dal 19 ottobre fino al prossimo 28 gennaio sarà al Vittoriano a Roma. Scorci di Parigi, la sua Parigi, che si riflette malinconicamente nella Senna, Salici dai contorni indefiniti che si confondono con le cascate dei glicini su di un ponte giapponese, fino alle monumentali Ninfee, avvolte in un pulviscolo violetto. Sono i quadri che il grande maestro dell’impressionismo francese aveva nel salotto della sua amata casa a Giverny, l’ultima.

Opere che Claude Monet non aveva concepito per il pubblico, ma che “ha guardato per tutta la vita, appesi nella sua ultima, amatissima, casa” dice Marianne Mathieu, curatrice dell’evento.

Sono oltre 60 le opere che troveranno posto in quella che si preannuncia una mostra monumentale e, soprattutto, inedita. Sì, perché i dipinti, provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi, sono per lo più sconosciuti nel nostro paese. La collezione del museo parigino è la più grande al mondo ed è cresciuta ulteriormente negli anni grazie alle donazioni dei collezionisti dell’epoca, tra cui quella dello stesso figlio dell’artista, Michel Monet, che alla morte del padre non volle lasciare nulla allo Stato, “reo”, a suo dire, di non aver sostenuto il maestro negli ultimi anni di vita.

Mission del museo, dice la Mathueu all’ANSA, è quella di portare Monet là dove è ancora poco nota la sua opera. Dopo Taiwan, questa importante rassegna arriva per la prima volta nel vecchio continente, facendo tappa prima a Roma e successivamente anche a Bologna e a Bordeaux.

Weeping Willow, 1918-19 (oil on canvas) Monet, Claude (1840-1926) MUSEE MARMOTTAN MONET, PARIS

Questa mostra, anticipa la curatrice, rappresenta un viaggio nella vita dell’artista, nella sua idea del giardino, tanto cara alla sua poetica artistica, neelle sue amate vedute di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville. Dalle prime opere della metà del XIX secolo, quelli che donarono a Monet i primi soldi e la fama a Le Havre fino ai noti paesaggi dei luoghi che aveva visto e vissuto.

Durante la sua vita, Monet giunse anche nel nostro paese, insieme all’amico Renoir. Per celebrare questo viaggio con l’amico pittore, in occasione della mostra arriverà anche Le chateau de Dolceacqua opera del 1884, in cui l’artista dipinse quel ponte oggi rimasto uguale, su di una tela che rappresenta un souvenir dei suoi giorni trascorsi in Liguria: «Luoghi fondamentali – aggiunge la curatrice – per la scoperta di una luce e colori così diversi da quelli di Parigi, dove era nato, e dalla Normandia dove era cresciuto».

Michel Monet (1878-1966) as a Baby, 1878-79 (oil on canvas) Monet

Dipinti intimi, a cominciare dal ritratto di suo figlio, Michel Monet, bambino, ma anche Les RosesLondresIl parlamento riflesso sul Tamigi, chiudendo un percorso con un’esperienza emozionale, le sue gigantesche ninfee astratte.

Quando Monet dipinse queste opere aveva 75 anni, era un uomo ricco, e non aveva più la necessità di dipingere per vivere. Per questo motivo nessuno le ha mai viste fino alla sua morte e non sono mai state vendute.

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