LIFESTYLE

Edenlandia riapre al pubblico. Ritorna a Napoli “la gioia di giornate spensierate”

L’ultima volta che sono stato all’Edenlandia Janet Jackson cantava All for you. Sono trascorsi un po’ di anni da quando trascorsi quell’ultimo, bellissimo, giorno nel famoso parco di divertimenti napoletano in compagnia di amici.

Mi ritorna alla mente le volte in cui mi portava mio padre, in macchina, ed io capivo quando eravamo quasi arrivati oltrepassando la galleria che porta nel quartiere di Fuorigrotta a Napoli.

Aperto al pubblico dal 1965, ha avuto alterne fortune, passando dai successi degli anni ’90, ad un primo tentativo di rinnovarsi cambiando le modalità di accesso con l’ingresso forfettario con il bracciale, fino alla decadenza nel primo decennio degli anni 2000.

Edenlandia prendeva ispirazione dall’omologo parco Californiano di Disneyland che aveva aperto nella periferia di Los Angeles un decennio prima, e a questo si ispira anche il logo del parco, con un castello ed un carattere che molto ricordano quello disneyano.

Il castello vero e proprio arriverà qualche anno più tardi, con il Castello di Lord Sheidon.

Edenlandia, il Trenino (foto
del 1965 da wikipedia)

Ancora ricordo la musica, le risate, lo schiamazzo della gente con lo zucchero filato e le code per le giostre a tema: il trenino, il Far West e, il mio preferito, le cascate dei tronchi, tappa per me irrinunciabile.

Edenlandia diventa una vera e propria attrazione turistica con i suoi 38 mila metri quadri di divertimento, e sarà superata solo nella metà degli anni ’70, quando Gardaland, con i suoi 500 mila metri quadri di superficie e giochi, aprirà al pubblico.

Edenlandia, Cascata dei Tronchi (foto del 1965 da wikipedia)

Nei primi anni 2000 arriveranno nuovi giochi, quelli da brivido, con cadute libere e sfide alla forza di gravità. Ma l’epoca dei parchi divertimento sembra ormai superata, e con essa quella spensierata aria di divertimento. Le giostre si fanno tristi, la folla sembra diradarsi, e il parco sembra meta solo dei giovanissimi. Complice l’età adulta, che cambia la concezione del divertimento, ma anche, forse, la rapida diffusione dell’home-gaming con la PlayStation, dei Tomb Raider, dei Resident Evil, dei Gran Turismo che ci facevano vivere avventure, paura e brivido con un realismo all’ora inimmaginabile, che preludeva ad una chiusura nelle mura domestiche, ad un isolamento, e ad un divertimento fatto di joystick, pad e primi giochi in 3D.

La società che se ne occupava dal 2003, Park and Leisure, dichiarerà fallimento nel 2011.

Da questo momento si parlerà più volte di ristrutturazioni e riaperture, senza mai arrivare ad una conclusione vera e propria.

Nel 2015, sotto il nome di New Edenlandia S.p.A. un gruppo di imprenditori rileva la proprietà, facendo ufficialmente partire i lavori nel dicembre dello stesso anno.

Oggi, a quasi tre anni dai lavori, il parco sembra finalmente pronto per riaprire i suoi cancelli al pubblico di grandi e piccoli. Non c’è ancora una data ufficiale, ma, pare, che il nastro d’inaugurazione possa essere tagliato già ad aprile.

Tante le novità, che traghettano Edenlandia nel 2018 e che, alle 15 attrazioni “storiche” vedrà l’affiancamento di 13 nuove attrazioni, per un totale di 38 attrazioni, quindici punti ristoro, il teatro dei piccoli e un PalaEden con 600 posti a sedere, più aree commerciali e di intrattenimento. Un investimento di oltre 8 milioni di euro che si propone, con questa apertura, di riqualificare l’area occidentale di Napoli e restituire ai suoi abitanti e non solo “la gioia di giornate spensierate”: «Edenlandia – ha detto Gianluca Vorzillo, della GCR Outsider, società che lo scorso agosto ha acquisito la maggioranza della New Edenlandia spa – non sarà solo un parco giochi, ma un vero parco di intrattenimento con giostre, aree spettacoli e un’ampia zona food con la presenza di marchi nazionali e internazionali».

Le immagini che vi ho proposto sono quelle del 1965 pubblicate da wikipedia, a mio avviso bellissime.

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