CINEMA

Andate al cinema a vedere Mary Poppins per continuare a sognare

Vera e propria tradizione per molti, il primo gennaio anch’io ho deciso di inaugurare il nuovo anno con un bel film. Ho così passato la serata al cinema guardando Mary Poppins, o per meglio dire il suo ritorno. Sì, perché per me, come molti della mia generazione, Mary Poppins ha, o aveva, un solo volto, quello severo e dolce di Julie Andrews, e una sola voce, quella di Tina Centi, storica doppiatrice di tante principesse Disney.

In Mary Poppins Returns il volto è quello di Emily Blunt, e la voce, quella italiana, è dell’attrice e cantante partenopea Serena Rossi.

Sin dai titoli di testa, il film ti cala in una atmosfera festosa e felice, con musiche orchestrali da sogno e le bellissime atmosfere della Londra degli anni ’30.

Sono gli anni della Grande Depressione, Jane e Michael Banks sono adesso cresciuti e, con questo film, tante domande trovano risposta, le stesse che probabilmente ci siamo fatti quando alla fine del primo film del 1964 Mary Poppins volava via con il suo ombrello e il vento che era cambiato.

I due ragazzini sono adesso adulti, Michael è vedovo con tre figli a carico, e vive ancora nella casa di famiglia al numero 17 di Viale dei Ciliegi. Ma molte cose sono cambiate: i genitori sono morti, Jane è una giovane attivista sindacale, e Bert ha adesso il volto dell’ispanico di Lin-Manuel Miranda, che ne prende idealmente il posto, interpretando il giovane lampionaio Jack.

Bellissime le musiche orchestrali del film di Marc Shaiman, cui va forse il rimprovero di esser ricorso poco alle musiche originali dei fratelli Sherman, rompendo quella continuità che ci si aspetta da un sequel.

Straordinarie anche le canzoni di Mary Poppins che, benché avranno bisogno ancora di qualche anno e diversi passaggi televisivi per diventare classici, ti entrano comunque in testa e ti ritrovi inavvertitamente a canticchiarle, a cominciare da Che stupendosa idea! o L’abito non fa il monaco.

Forte l’impronta di Rob Marhall, già regista di musical come Chicago, di cui probabilmente questo ritorno sente un po’ l’influenza nelle coreografie, nelle luci e persino nelle acconciature di Mary Poppins, che tanto mutua dalla bella Velma Kelly.

I plausi maggiori vanno probabilmente al messaggio che questo film rappresenta, e che incita gli spettatori a credere in se stessi, a non arrendersi mai o a guardare il mondo e le sue difficoltà da un’altra prospettiva. Come nel cameo, riuscitissimo, di Meryl Streep, che interpreta Toopsy, cugina di Mary Poppins, alla quale ogni secondo mercoledì del mese il mondo letteralmente si capovolge e che grazie a Mary si trasforma in un’occasione per guardare le cose da un altro punto di vista.

E chissà che la Blunt non possa vincere questa sera il Golden Globes come miglior attrice in una commedia musicale, proprio come fu per Julie Andrews nel 1965 con il primo film.

Molto belli i camei in chiusura di Dick Van Dyke, che interpreta sig. Dawes Jr., così come cinquant’anni prima ne interpretò il padre nel primo film, e Angela Lansbury, che con il suo cameo della signora dei palloncini si concede persino un brano in chiusura.

Se siete dei sognatori, allora guardate assolutamente questo film, perché Mary Poppins è ancora praticamente perfetta sotto ogni aspetto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.