CINEMA

C’è molta Napoli nei 21 italiani in corsa agli Oscar 2019. Eccoli:

Mancano ancora cinque mesi alla notte degli Oscar, quando il prossimo 24 febbraio 2019 l’Academy Awards premierà i migliori film, ma nel frattempo in Italia si respira già la magica atmosfera hollywoodiana.

Entro il prossimo 25 settembre infatti l’ANICA, l’Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive, sarà chiamata a scegliere la pellicola che rappresenterà il nostro Paese come miglior film straniero, ovvero non doppiato.

Sono 21 i film che ambiscono alla statuetta. C’è molta Napoli tra questi, a cominciare da A casa tutti bene di Gabriele Muccino, film corale interamente ambientato sull’isola di Ischia; CAINA, opera prima del regista Stefano Amatucci (manco a dirlo, napoletano) che affronta il delicato tema dell’immigrazione. E poi c’è Dogman, di Matteo Garrone, romano, che di Napoli e a Napoli ha lavorato e ne ha parlato tanto, a cominciare dal film Gomorra.

E poi c’è il regista di Torre del Greco Ciro Formisano, che candida invece L’esodo, pellicola con Daniela Poggi che affronta il tema degli esodati.

E poi c’è Napoli Velata, thriller di Ferzan Ozpetek con l’attrice napoletana Giovanna Mezzogiorno, in cui mistero, esoterismo, arte e vedute notturne di Napoli si mescola per dare vita ad una storia che in qualche modo cattura l’essenza di Napoli. Bellissima, in chiusura, la cover Vaseme di Arisa (inutile dirvi, a questo punto, qual è il film che spero sia candidato nella short list).

C’è anche Toni Servillo, attore feticcio di Paolo Sorrentino e già vincitore di un Oscar con La grande bellezza, nel film di Donato Carrisi che prova adesso a conquistare un posto nella cinquina: La ragazza nella nebbia, tratto dall’omonimo romanzo dello stesso Carrisi.

Roberto Andò, reduce dal successo di Venezia 75, candida il pluripremiato Sulla mia pelle, con Alessandro Borghi, film duro che indaga gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, morto in seguito a delle lesioni e percosse in carcere.

Paolo Genovese ci prova invece con il suo The Place, che vede tra gli altri anche la partecipazione di Sabrina Ferilli (anche lei nel cast de La grande bellezza), indagando fino a che punto l’uomo è disposto a superare i propri limiti e, talvolta, la propria morale per ottenere ciò che desidera.

C’è molta immigrazione e periferia nei film proposti all’ANICA, da Come un gatto in tangenziale (con Paola Cortellesi e un simpatico cameo di Franca Leosini), a La terra dell’abbastanza di Damiano e Fabio D’Innocenzo.

Poca commedia e molto dramma, è questo il cinema italiano che corre verso l’Oscar, proponendo, in tempi di scandalo Weinstein, film tosti come Nome di donna, con Cristiana Capotondi, di Marco Tullio Giordana, e Dove non ho mai abitato.

In un periodo storico di difficoltà e grande instabilità, il cinema sembra riflettere la realtà e sulla realtà, proponendo punti di vista, a volte inediti, ma genuinamente in puro stile italiano.

Chi ci rappresenterà? Per saperlo dovremo aspettare ancora qualche giorno.

Qui la lista completa in ordine alfabetico:

A CASA TUTTI BENE di Gabriele Muccino

CAINA di Stefano Amatucci

COME UN GATTO IN TANGENZIALE di Riccardo Milani

DOGMAN di Matteo Garrone

DOVE NON HO MAI ABITATO di Paolo Franchi

L’ESODO di Ciro Formisano

L’ETA’ IMPERFETTA di Ulisse Lendaro

IL FIGLIO SOSPESO di Egidio Termine

LAZZARO FELICE di Alice Rohrwacher

MANUEL di Dario Albertini

NAPOLI VELATA di Ferzan Ozpetek

NOME DI DONNA di Marco Tullio Giordana

QUANTO BASTA di Francesco Falaschi

LA RAGAZZA NELLA NEBBIA di Donato Carrisi

RICCARDO VA ALL’INFERNO di Roberta Torre

SEMBRA MIO FIGLIO di Costanza Quatriglio

UNA STORIA SENZA NOME di Roberto Andò

SULLA MIA PELLE di Alessio Cremonini

LA TERRA DELL’ABBASTANZA di Damiano e Fabio D’Innocenzo

THE PLACE di Paolo Genovese

TITO E GLI ALIENI di Paola Randi

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CINEMA

Sulla mia pelle: Alessandro Borghi rivive gli ultimi sette giorni di Stefano Cucchi

Sulla mia pelle, film di Alessio Cremonini presentato nella sezione Orizzonti all’ultimo Festival del Cinema di Venezia, è la minuziosa cronaca del caso di Stefano Cucchi, arrestato nella notte con le accuse di detenzione e spaccio di stupefacenti, e che muore in circostanze sospette nel carcere di Regina Coeli. La sua morte assurge alle cronache nazionali per la diffusione delle sue foto post-mortem in cui sul volto e sul corpo sono presenti gravissimi ematomi, che gli sarebbero stati causati da lesioni e percosse opera di un gruppo di carabinieri al momento dell’arresto.

Una giustizia fredda, quella mostrata in questo film, che ha Venezia 75 ha ricevuto il Premio Pasinetti speciale al film e ai migliori attori e il Premio Brian UAAR. Una vicenda, questa, che mostra un corpo dell’arma con evidenti conflitti irrisolti e frustrazioni, che spesso sfociano in atti di violenza gratuita, taciuta dagli stessi indagati e detenuti per paura.

Un pregiudizio e una sete di giustizia che si trasformano in giustizialismo.

Sì, perché Stefano, era sì colpevole, ma di scelte sbagliate che si sono accatastate come tessere di un domino che è crollato con un fermo notturno, e che ha finito coll’arrestare quella voglia di riscatto e quel cammino che Stefano a fasi alterne stava tentando di intraprendere.

Stefano Cucchi muore dopo una settimana di atroci dolori, senza la possibilità di vedere il suo avvocato o la sua famiglia, chiusa fuori dal carcere in un labirinto di burocrazia che sa più di interdizione che di iter.

Una regia asciutta, quella di Cremonini, che racconta una vicenda che ancora riempie le pagine di cronaca e dei rotocalchi televisivi, e lo fa senza pietismi o giudizi, ma raccontando una logica cronaca di fatti, che lascia all’intelletto di chi guarda la possibilità di trarre le proprie conclusioni. Un film intellettualmente onesto, che non si avvale di colonne sonore o inquadrature per convincere lo spettatore ad entrare in sintonia, ma di una voce narrante che racconta “un caso”. Perché non c’è bisogno di convincere: Stefano Cucci siamo tutti noi quando subiamo un sopruso e ci sentiamo inermi dinanzi ad una giustizia o una amministrazione pubblica complessa e approssimativa, fatta di passaggi spesso spiegati con poca chiarezza e di campi e rapporti compilati con troppa fretta.

Stefano Cucchi era proprio lì, davanti a tutti, con il suo volto tumefatto, le vertebre lesionate, gli ematomi sul corpo. Davanti a giudici, forze dell’ordine, personale medico, volontari. Lì, con la sofferenza sul volto e la solitudine nel cuore. Lì, con i suoi sensi di colpa e la paura di non uscirne più. Eppure nessuno lo ha visto, ognuno ha preferito tacere o voltarsi dall’altra parte.

Jasmine Trinca and Alessandro Borghi in Sulla mia pelle (2018)

Un cast che ha saputo rendere la tensione emotiva. Bravo Max Tortora, che messi provvisoriamente da parte i ruoli brillanti si cala nei panni del papà preoccupato, brava Jasmine Trinca in quello della sorella di Cucchi, Ilaria.

Immenso Alessandro Borghi, che con questo ruolo complesso, ha dato corpo, anima, volto e voce a Stefano, il cui nome oggi è al 148esimo posto dei 172 casi di morti in carcere nel solo 2009.

In chiusura la vera voce di Cucchi, che conferma non soltanto il suo stato di salute dopo le botte, ma quanto Borghi abbia lavorato per renderlo fedelmente e portare in questa pellicola l’umana sofferenza di u ragazzo ingiustamente vessato.

Un plauso a Netflix e LuckyRed per aver distribuito il film di un caso che speriamo non si ripeta mai più.

CINEMA, TELEVISIONE

L’Amica Geniale, l’attesa serie di Saverio Costanzo al cinema in anteprima esclusiva

Dal set napoletano a Venezia 75. L’Amica Geniale, fiction in otto puntate tratta dall’omonima saga letteraria di Elena Ferrante, da 10 milioni di lettori, è sbarcata con grande successo al lido di Venezia. Molto soddisfatto il regista, Saverio Costanzo che, insieme alle protagoniste dello sceneggiato prodotto dalla RAI, HBO e TimVision, ha presentato la sua opera ai cineasti del festival.

Per vederla però dovremo aspettare, pare, almeno fino a novembre, quando Raiuno la trasmetterà in prima serata. Nel frattempo però, per chi proprio non ce la fa ad aspettare, i primi due episodi dello sceneggiato si trasformano in un evento speciale al cinema, grazie alla distribuzione di Nexo Digital, il prossimo 1, 2 e 3 ottobre.

Una produzione che ha del kolossal, quella che porterà questa serie in tutto il mondo con il titolo internazionale di The Neapolitan Novel, il romanzo napoletano. Grande protagonista silenziosa di questa saga popolare è una Napoli pericolosa ed affascinante degli anni ’50, dalla quale parte un racconto lungo sessant’anni che ripercorre la vita e l’amicizia di Raffaella detta Lila e della sua migliore amica Elena chiamata Lenuccia.

150 attori, 5000 comparse, un casting durato otto mesi che ha provinato 8000 bambini e 500 adulti e la ricostruzione di un intero quartiere, il Rione, ambientazione principale della troupe, con 20.000 metri quadrati di set realizzati in appena 100 giorni di lavoro, che hanno visto la costruzione di 14 palazzine, 5 set d’interni, una chiesa e un tunnel, e il dispiego di 1500 costumi tra le creazioni originali e quelle di repertorio.

La serie di Costanzo si preannuncia come la prima di quattro stagioni, ognuna da otto episodi, che si propone di trasporre in 32 puntate tutti e quattro i romanzi della quadrilogia della Ferrante: L’Amica Geniale, Storia del nuovo cognome, Storia di chi fugge e di chi resta, Storia della bambina perduta.

La storia inizia nell’era contemporanea, con la scomparsa di un’anziana Lila, per poi trasformarsi in un grande flashback raccontato in prima persona da Elena.

Prodotta dal regista premio Oscar Paolo Sorrentino e dalla sceneggiatrice e produttrice americana Jennifer Schuur, la serie è sceneggiata da Saverio Costanzo e dalla stessa Elena Ferrante, e vede la voce narrante dell’attrice Alba Rohrwacher, mentre sono affidati a quattro sconosciute i volti delle protagoniste bambine e delle adulte: Margherita Mazzucco e Gaia Girace saranno rispettivamente Elena e Raffaella adolescenti, mentre Elisa Del Genio e Ludovica Nasti sono le piccole Lila e Lenu’.

L’appuntamento è a novembre sulle reti rai e TimVision e, se proprio non ce la fate ad aspettare, qui la lista dei cinema che trasmetteranno in anteprima esclusiva l’evento.

 

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CINEMA, LIFESTYLE

10 documentari per comprendere meglio l’arte, la letteratura, la moda

La settimana scorsa ho parlato dei film estivi da vedere per sentirsi già in vacanza. Poi ho scoperto il sito streaming CHILI, che senza abbonamento, mi permette di vedere film e serie TV pagando il solo spettacolo. Un catalogo ricchissimo, con offerte che partono da 90 centesimi anche per film recenti. Sfogliando il catalogo mi sono appassionato alla sezione documentari, e così ho stilato un decalogo di dieci documentari da non perdere assolutamente per conoscere meglio il mondo dell’arte, della letteratura, della moda.

Primo fra tutti Così parlò De Crescenzo. Anno 2017, questo documentario è da vedere assolutamente, in vista dei 90 anni del filosofo, attore, fotografo e regista Luciano De Crescenzo, che negli anni ha sapientemente unito tutte le sue passioni, per raccontare l’essenza di Napoli e del popolo napoletano. Non mancano naturalmente riferimenti all’amata filosofia, ma anche all’arte, analizzata e talvolta dissacrata, e a quel modus vivendi squisitamente napoletano.

Ve ne ho parlato su instagram e anche qui fino allo sfinimento e, in vista della fiction rai che vedremo in autunno, non posso non suggerirvi Ferrante Fever, un documentario che vi porta ancora una volta nei vicoli di Napoli, in cui la misteriosa scrittrice partenopea, che si nasconde dietro lo pseudonimo di Elena Ferrante, ha ambientato la sua quadrilogia della serie L’Amica Geniale, di cui a breve vedremo i primi otto episodi. Un viaggio che vede tra le testimonianze di questo documentario personalità come Roberto Saviano, i registi Mario Martone e Roberto Faenza e molti altri.

Tra quelli che mi ha incuriosito di più c’è MaradoNapoli La città racconta il mito, in cui si ripercorre la vita, la storia calcistica e le gesta di un calciatore, Maradona, che a Napoli è venerato come un Dio vivente, e il cui ricordo, nel cuore dei napoletani, negli anni è rimasto immutato.

Chiusa la doverosa parentesi partenopea, sono tanti i documentari in catalogo che parlano anche di arte, a cominciare da Alla ricerca di Van Gogh, dove Zhao Xiaoyong, ex contadino cinese diventato un pittore, ci parla del mercato dell’arte in Cina, dove sono molto richieste e duplicate le opere del pittore olandese, e di cosa significa la poetica e l’iconografia di questo straordinario artista celebre in tutto il mondo.

Forse non molti sanno che il noto quanto misterioso artista Banksy è passato anche da Napoli, dove ha dipinto una Madonna con una pistola sui muri della città, che il popolo napoletano ha fatto proteggere apponendo un vetro affinché non se ne perdano le tracce. Ma il documentario che vi suggerisco, Banksy does New York, della HBO analizza il percorso artistico di questo artista che con le sue iconiche opere non soltanto ha segnato un’epoca, ma rappresenta una voce contro i poteri forti e la politica, parodiando spesso scelte, situazioni, persone e personaggi.

Per ultimo ma non ultimo, Il sale della Terra. Documentario che ho visto in prima tv sulla rete di stato RAI5, che ha ripercorso le fotografie e tutto il lavoro che c’è dietro del famoso fotografo naturalista Sebastião Salgado, che racconta in prima persona cosa vuol dire aspettare la luce e il momento giusto per raccontare quell’istante che poi farà la storia della fotografia. Una finestra sul suo mondo per apprezzare ulteriormente lo straordinario sforzo di raccontare paesaggi e panorami spesso sconosciuti ai più, che rappresentano non soltanto un momento alto per la fotografia, ma anche una preziosa testimonianza documentaristica.

La moda. Chi mi segue sui social sa che per me la moda è più un vettore culturale, che non un mero apprezzamento estetico in sé, e che bisogna conoscere anche la moda per capire meglio la storia dell’arte e i riferimenti da cui stilisti e addetti ai lavori traggono continuamente ispirazione. Per capire meglio questo mondo il mio primo consiglio è Franca chaos and creation, dedicato alla figura della compianta Franca Sozzani, leggendario direttore di Vogue Italia, che analizza le scelte editoriali e le copertine spesso controverse e provocatorie del noto magazine di moda italiano.

Dior and I (2014)

Il 1 luglio del 2012 Raf Simons ha debuttato come direttore creativo della maison di moda Dior. Il documentario Dior and I ripercorre le sette settimane di lavoro che hanno portato alla creazione della sua prima collezione di haute couture per la casa di moda francese. Uno straordinario spaccato per sbirciare nel backstage e nella parte preparatoria di una collezione, e quanto lavoro si nasconde dietro alla parola “lusso”.

About face. Se la moda è la vostra passione non potete non vedere questo documentario, che racconta la vita delle più famose modelle del Novecento. Tra le protagoniste la bellissima Carmen Dell’Orefice, una delle signore della moda, che all’età di 87 anni continua a calcare copertine e passerelle di tutto il mondo. Perché forse è vero ciò che diceva Coco Chanel “la moda passa, lo stile resta”.

E dopo questa tripletta di terzine tematiche, un suggerimento dettato dalla curiosità: Il naufragio dell’Andrea Doria – La verità tradita. Sono un amante dei disastri e delle teorie complottiste che spesso si nascondono dietro. L’Andrea Doria è di certo uno di quei casi che ha segnato tutta un’epoca, restando ancora oggi vivo nella memoria storica di noi italiani e delle cronache dei giornali. Questo documentario del 2006 prova a svelarci il perché di questo affondamento e quali furono le vere cause che hanno portato questa nave ad inabissarsi nelle acque.

Ma qualsiasi siano le vostre scelte, siate curiosi. Ma soprattutto siate.

ART NEWS, CINEMA

La magia del cinema sui tetti di Milano: dall’11 maggio ritorna il “Cinema Bianchini”

Arriva il caldo e ritornano i drive in e i cinema all’aperto, vero must delle serate estive. Se siete a Milano poi, quella che è quasi una tradizione della bella stagione non poteva che essere trendy e glamour, e mettere in relazione il cinema con l’architettura.

A partire dal prossimo 11 maggio ritorna, per la terza edizione, il Cinema Bianchini, rassegna cinematografica che porta sui tetti della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano capisaldi del cinema italiano e statunitense, in perfetta linea con il clima torrido dei mesi caldi.

Da Sabrina a Vacanze Romane, da Colazione da Tiffany a A Qualcuno piace Caldo, passando per Woody Allen e Sorrentino. Una retrospettiva, questa, che guarda ai classici e al cinema contemporaneo, proponendo commedie come Tutta colpa di Freud e Perfetti Sconosciuti, offrendo ampia visibilità al cinema italiano.

Ma quella del Cinema Bianchini non è mera visione di un film all’aperto, ma un’esperienza nel cuore di Milano. Un’occasione per ammirare il tramonto sui tetti del capoluogo lombardo, e trascorrere una serata in compagnia di chi si ama. Nell’attesa che il sole tramonti e abbia inizio la magia del cinema, si potranno gustare dolci amaretti Panarello, in un’atmosfera che un po’ sogno di una notte di mezza estate.

I film qui si fanno di pura sostanza onirica, e non deve essere un caso se ad inaugurare questa interessante rassegna, che accompagnerà i milanesi fino al prossimo 11 giugno, ci sia Miracolo a Milano, perché a giudicare dalla bellissima atmosfera il miracolo si è compiuto.

Per il programma completo, ecco il link.

CINEMA

L’ultimo ritratto di Oscar Wilde, il film che Rupert Everett ha girato a Napoli

Qualche giorno fa vi avevo parlato di tutte le produzioni che hanno interessato e interessano Napoli in queste settimane: spot pubblicitari, fiction, film. Tutti sembrano volere un pezzetto di questa città e della sua magica atmosfera.

Ultimo, solo in ordine cronologico, Rupert Everett, che esordisce alla regia con The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde, pellicola già presentata alla Berlinale, e che arriva finalmente domani, 12 aprile, al cinema.

L’attore di Sai che c’è di nuovo?, che tanto ha risentito dell’influenza dello scrittore inglese nella sua cinematografia, basti ricordare i bellissimi Un marito ideale e L’importanza di chiamarsi Ernest.

Con questo film l’attore oggi vuole proporre quasi un ritratto inedito del noto scrittore inglese, che ha fatto della libertà personale, al pari delle sue stesse opere letterarie, un vero e proprio manifesto.

Dichiaratamente omosessuale, Wilde è stato un personaggio sopra le righe per la società britannica del XIX secolo. Anche Napoli non sarà estranea alla sua prorompente personalità, al punto che, al suo arrivo nella città di Partenope (dove in parte Everett ha girato il suo film) la stessa Matilde Serao ne scriverà sul quotidiano Il Mattino.

Questo film vuole raccontare il periodo più cupo della vita dell’autore di Dorian Gray, compresa la sua prigionia per la sua omosessualità con l’accusa di gross public indecency.

Sono gli anni del De profundis, quelli in cui Wilde seguirà il suo amante, Alfred Douglas a Napoli, soggiornando con lui a Villa Del Giudice a Posillipo.

Come Wilde, anche Rupert Everett ha da tempo fatto il proprio coming out. Lui, che del film oltre che regista è anche interprete, incarna perfettamente lo spirito del noto aforista e giornalista inglese, e quella personalità eccentrica che lo ha reso famoso in tutto il mondo. La sua sembra quasi una catarsi, professionale e personale, attraverso la quale tenta probabilmente di riscattarsi artisticamente e assurgere a quel posto nell’Olimpo dorato che Hollywood finora non gli ha propriamente riconosciuto.

In un’epoca in cui ancora si combatte per il riconoscimento della parità dei diritti civili, o ancora si tenta di negarli, The Happy Prince, Il Principe Felice, è un film di grande spessore per la comunity LGBT, che mostra la difficoltà di essere se stessi.

Insieme a Everett un cast di attori straordinario: dal Premio Oscar Colin Firth, nel ruolo di Reggie Turner, a Emily Watson che interpreta Constance Wilde. A interpretare l’amante dello scrittore de Il fantasma di Canterville Alfred Bosie Douglas, l’attore britannico Colin Morgan, famoso in Italia per la serie televisiva Merlin.

La pellicola è distribuita in Italia da Vision Distribution. Girato in Baviera, in Francia, in Belgio e a Napoli, il film promette anche location suggestive e panorami mozzafiato a strapiombo sul mare, che aggiunti allo straordinario cast di attori, rappresenta senza dubbio un valore aggiunto e un motivo in più per riscoprire una storia e un autore straordinariamente contemporaneo.

CINEMA, INTERNATTUALE

Le prime immagini di “L’Amica Geniale”, la serie che Saverio Costanzo sta girando a Napoli

Sembrano quasi due scugnizze Lenù e Lila, le due protagoniste di L’Amica Geniale, serie tratta dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante, di cui stanno girando le prime esterne a Napoli proprio in queste ore.

Le ha presentate ufficialmente mamma RAI, che con HBO produce il serial che sarà distribuito anche negli States.

Sono Elisa Del Genio e Ludovica Nasti, che daranno il volto rispettivamente alle piccole Elena (detta appunto Lenù) e Raffaella (soprannominata Lila), che appariranno per la prima volta sullo schermo.

Un romanzo di formazione, quello della Ferrante, misteriosa autrice che continua a nascondersi dietro questo pseudonimo, che muove i primi passi dagli anni ’50, e giunge quasi agli anni ’90 ritrovando le due protagoniste adulte.

A dare il volto all’adolescenza di Lila e Lenù saranno invece Gaia Girace e Margherita Mazzucco.

La serie traspone in otto puntate il primo romanzo della quadrilogia della Ferrante edita in Italia da e/o, per la regia di Saverio Costanzo, che ha diretto tra l’altro PrivateLa solitudine dei numeri primiHungry Hearts.

Un kolossal, questo, da 150 attori e 5000 comparse. Molto lungo anche il periodo di casting, per una produzione particolarmente sentita, che ha visto impegnati gli addetti ai lavori per circa 8 mesi, durante i quali hanno provinato 9000 bambini e 500 adulti in tutta la Campania.

A giudicare dalle automobili d’epoca (che ho più volte postato sul mio canale instagram, se vi va seguitemi) i costi e la produzione è di altissimo livello, che ha visto un dispiego di tecnici e addetti ai lavori di 150 persone, che hanno ricreato ben 20.000 metri quadri di set in appena cento giorni di lavoro. Un lavoro che ha ricostruito 14 palazzine, 5 set di interni, una chiesa e un tunnel, e l’intero quartiere Luzzatti dove è ambientata la prima stagione.

Fedele al romanzo, la storia ruota intorno alla scomparsa di Raffaella Cerullo, la cui migliore amica, Elena Greco, una signora anziana immersa in una casa piena di libri, scrive al computer la storia di una vita e di un’amicizia. Le due si conoscono in prima elementare nel 1950.

Napoli qui è vista come una città pericolosa, caratterizzata da un humus di criminalità, diffidenza e omertà, ma appare anche affascinante e borghese.

Pagina dopo pagina, Elena ripercorre gli ultimi sessant’anni della sua vita, raccontando di Lila, la sua amica geniale, ma anche la sua peggior nemica.

Sono invece 1500 i costumi, che si suddividono tra creazioni originali e quelle di repertorio.

Oltre alle già citate HBO e RAI, il progetto vede coinvolta anche TIMVISION.

Prodotta da Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Wildside e da Domenico Procacci per Fandango in co-produzione con Umedia Production, la serie sarà è stata sceneggiata dall’autrice del libro, Elena Ferrante, insieme a Francesco PiccoloLaura Paolucci e lo stesso regista Saverio Costanzo.

Produttore esecutivo, Jennifer Schuur.

Un progetto di ampio respiro, che porterà Napoli nel mondo, grazie alla distribuzione internazionale ad opera di FremantleMedia International, che ci porterà in tutto il mondo una Napoli d’altri tempi.

CINEMA

Saverio Costanzo gira a Napoli “L’Amica Geniale” di Elena Ferrante

Altro set, altra fiction. Sono partite oggi, 12 marzo, le riprese della prima stagione di The Neapolitan Novels, titolo internazionale della mini-serie co-prodotta da Rai e HBO, tratta dalla teatralogia di Elena Ferrante. La prima serie porterà sul piccolo schermo le pagine di L’Amica Geniale, primo romanzo della serie della misteriosa scrittrice napoletana, la cui identità resta ancora un segreto. E come il suo vero nome anche della serie nulla o poco si sa.

Ho letto il primo romanzo proprio questa estate e posso anticiparvi che, se il serial sarà fedele al libro, le location (salvo ricostruzioni negli studi) dovrebbero aggirarsi oltre che nel centro storico, dove in queste ore sono state riprese le prime esterne, anche in Via Filangieri, Via Toledo, il Gambrinus, e molti luoghi-manifesto della città di Napoli, come Piazza dei Martiri, la Biblioteca Nazionale, il Lungomare e Posillipo.

Le prime riprese, pare, hanno visto protagonista la Galleria Principe di Napoli, da qualche tempo oggetto di recupero strutturale e funzionale, e il Palazzo Gravina, sede della Facoltà di Architettura, trasformato per l’occasione nella scuola anni ’50 frequentata da una delle due protagoniste, Elena Greco detta Lenù.

La storia infatti parla dell’amicizia tra le piccole Lenù e Lila, che pagina dopo pagina diventano ragazze e donne che affrontano i primi amori e la dura vita in un difficile quartiere della periferia di Napoli, Gianturco.

Alla stesura della produzione televisiva ha preso parte la stessa Ferrante, mentre la regia è stata affidata a Saverio Costanzo, che sposterà verso l’estate le riprese sull’Isola di Ischia, dove la giovane protagonista trascorre proprio le vacanze estive.

I primi ciak si sono svolti nel casertano, dove è stato ricostruito il quartiere delle due ragazze, nell’ex area industriale Saint Gobain, a Marcianise, trasformata in studios cinematografici con tanto di strade, edifici, chiese.

l’attrice Valentina Acca

Mistero anche sul cast. Non è dato sapere chi interpreterà le due protagoniste da ragazzine né da adulte. Secondo alcune indiscrezioni, riportate oggi da Repubblica Napoli, potrebbero esserci (il condizionale è d’obbligo) Valentina Acca, presumibilmente nel ruolo di Lila (seguendo la descrizione che la Ferrante ne fa nel suo romanzo) e Imma Villa, presumo, per esclusione, nel ruolo di Lenù.

l’attrice Imma Villa

La serie di quattro romanzi della Ferrante vedrà una trasposizione di altrettante stagioni da otto episodi ciascuna, per un totale di trentadue puntate, che porteranno nel mondo non solo la storia di queste due donne che crescono, ma di una città, Napoli, che cambia con loro.

Non resta che aspettare le prossime settimane di riprese e le prime indiscrezioni che trapeleranno dal set.

CINEMA

Le prime immagini di LORO, il nuovo film del premio Oscar napoletano Paolo Sorrentino

I parti in piscina, i trofei sportivi in bella vista, Roma. Sulla falsariga de La grande bellezza, è stato diffuso qualche ora fa il primo teaser trailer di LORO, nuovo attesissimo film del premio Oscar Paolo Sorrentino, che ritorna in coppia con Toni Servillo per dare vita ad una biografia, assolutamente non autorizzata, di Silvio Berlusconi.

Una Veronica Lario triste e c’è persino il cane, Dudù, assurto agli onori delle cronache per aver giocato, a Palazzo Grazioli, con Vladimir Putin.

Insomma promette bene il nuovo film del regista napoletano, che racconta il suo Silvio Berlusconi.

Toni Servillo nel film LORO di Paolo Sorrentino

Il film è stato girato tra il Lazio, la Toscana e la Sardegna, vanta un cast ricchissimo che, oltre al protagonista di La Grande Bellezza, vede recitare anche Riccardo Scamarcio nel ruolo di Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore barese che portava da Patrizia D’Addario ad altre ragazze, Elena Sofia Ricci nel ruolo di una Lario particolarmente triste, alla cantante Chiara Iezzi, ex del duo Paola & Chiara, che prosegue il suo percorso attoriale e qui interpreta una speaker.

Ma vedremo anche Ricky Memphis, che interpreta l’imprenditore Stefano Ricucci, ma dovrebbe vedere anche la partecipazione di Fabrizio Bentivoglio e dell’ex letterina Alessia Fabiani.

Prodotto da Indigo FilmPathé e France 2 Cinéma, sarà distribuito da Universal Pictures, ma poco o nulla ci dice il teaser, che non svela nemmeno quando potremo andare a vederlo nelle sale.

ART NEWS, CINEMA

Viaggio in Italia: Roberto Rossellini racconta Napoli

Non so voi, ma io sono sempre alla ricerca di nuove suggestioni e ispirazioni, e così, spinto da questo entusiasmo, ieri sera ho visto Viaggio in Italia, film di Roberto Rossellini del 1954.

Una conquista fatta in età adulta, per me che non avevo mai visto questo film in bianco e nero con Ingrid Bergman e George Sanders, che mi ha piacevolmente sorpreso. Si tratta di una delle prime pellicole con le quali Rossellini suggella un sodalizio artistico prima, e amoroso poi, con l’attrice di origine svedese.

Cimitero delle Fontanelle, da una scena di Viaggio in Italia

Tre volte premio Oscar, la Bergman ha voluto lavorare con Rossellini dopo essere rimasta folgorata dal suo Roma città aperta. Da qui nascerà una collaborazione con il regista italiano non propriamente proficua, che porta alla realizzazione di pellicole per lo più ignorate da grande schermo. Tra queste proprio Viaggio in Italia.

Ambientata prevalentemente a Napoli, guardando la pellicola comprendo come mai il pubblico ai tempi ne ha preso le distanze. Il film parla della crisi di una coppia di inglesi, giunti in Italia per un lascito. Da qui un gioco, che ai posteri ricorderà il più recente Napoli Velata, che pone al centro l’archeologia e l’arte italiana come metafora di sentimenti e sensazioni.

E come nel film di Ferzan Ozpetek, per il personaggio di Katherine Joyce, interpretato dalla Bergman, il viaggio, e l’arte, si fa pretesto per una introspezione personale attraverso i luoghi che visita come turista alla ricerca della bellezza e di sé stessa.

il Museo Archeologico Nazionale di Napoli in una scena del film

Non manca, e non poteva mancare, in entrambe le pellicole, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, tempio dell’archeologia nel nostro Paese, che con la sua bellissima collezione farnese, celebrata da Ozpetek e da Rossellini, offre uno straordinario spaccato dell’arte romana.

Restaurato nel 1995, il film del regista italiano è oggi un prezioso documento che restituisce una Napoli post-bellica, fiera e povera, che sfoggia vestige barocche e la miseria più nera. Ma quali sono i luoghi che Rossellini ci fa scoprire attraverso gli occhi di Inrgid?

Antro della Sibilla, scena del film Viaggio in Italia
Ingrid Bergman, Tempio di Apollo (Cuma) – da Viaggio in Italia

Durante il suo soggiorno italiano Katherine farà visita alla grotta della Sibilla, e al Tempio di Apollo, poco distante. È un sito, quello di Cuma, tra i più suggestivi e forse non perfettamente collegati con tempi di attesa molto lunghi per i bus (soprattutto d’estate), ma che, nonostante tutto, vale assolutamente la pena vedere.

Siti archeologici, ma anche naturalistici. In questo viaggio italiano, Rossellini ci mostra anche la Solfatara, campo fumarolico di origine vulcanica, che si trova nei pressi di Pozzuoli. Un sito, questo, noto soprattutto per le sue emissioni di vapori e gas e la forte componente sulfurea.

Ve ne ho parlato di recente, le ho ritrovate anche qui. Ingrid Bergman nei suoi “pellegrinaggi” fa visita anche al Cimitero delle Fontanelle, ed è affascinata dalla storia dei teschi senza nome adottati dai cittadini napoletani.

Un piccolo Grand Tour, che porta la coppia a far tappa anche nel Parco Archeologico di Pompei. Ed è una vera e propria testimonianza archeologica la scena in cui un gruppo di archeologi riempie la terra con del gesso per riportare alla luce i calchi delle vittime della furia del Vesuvio del 79 d.C. Una tecnica nata dalla geniale intuizione di uno dei direttori dell’area, Fiorelli, più di mezzo secolo prima, e che ha restituito la fotografia esatta degli abitanti dell’antica cittadina romana al momento dell’eruzione.

Scavi di Pompei, da Viaggio in Italia (1953)

Nel film è possibile scorgere lo stato degli Scavi, iniziati per volere di Carlo III di Borbone nella seconda metà del XVIII secolo.

Ma il film di Rossellini non disdegna qualche riferimento all’architettura e all’arte. Tra le citazioni l’Hotel Excelsior sul lungomare di Napoli, tra i complessi alberghieri di lusso della città.

Tra i monumenti riconoscibili, la Fontana del Gigante in Via Partenope, opera di Pietro Bernini (padre del più famoso Gian Lorenzo).

Per George Sanders invece il viaggio si fa digressione, che lo porterà sull’isola di Capri alla ricerca del piacere e di quella voglia di sedurre.

Fontana del Gigante, Viaggio in Italia

Un Mangia Prega Ama ante litteram, Viaggio in Italia di Roberto Rossellini oggi è un film cult, una pietra miliare del cinema neorealista italiano, e la perfetta fonte di ispirazione per scoprire una città fatta di arte e bellezza ora come allora.