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L’Arpa di Nöel, domenica 17 dicembre concerto d’arpa al Pausylipon di Napoli

Si intitola L’Arpa di Nöel il concerto che, con una simpatica assonanza di parole, si aprirà domenica 17 dicembre alle ore 11.00 al Parco Archeologico di Pausylipon. Un’atmosfera magica, rarefatta, sospesa tra il mare della città e il cielo, quella che ricrea l’arpista Stella Gifuni, che reinterpreterà tutti i brani della tradizione del Natale, da Silent Night a Tu scendi dalle stelle, passando per Quanno nascette ninno e Feliz Navidad, ma anche brani pastorali tipici.

Il concerto rientra nella manifestazione Natale a Napoli, promossa dal Comune di Napoli Assessorato alla Cultura e Turismo.

Suggestiva la location alla quale si accede dall’imponente Grotta di Seiano (Discesa Coroglio, 36), nella bellezza secolare dell’antico Odeion, restaurato da poco.

Ho scoperto questo luogo suggestivo una mattina di primavera, dove ho avuto il piacere di degustare delle squisite sfogliatelle, godendo di una vista mozzafiato e dell’aria salina del mare che ti inebria.

Pausylipon significa letteralmente “sollievo dal dolore”, ed è solo visitando questi luoghi dal sapore antico, che si percepisce già un senso di benessere diffondersi nell’anima.

Oltre al piccolo Odeion, i resti di alcune camere di rappresentanza, che lasciano percepire la magnificenza di questi posti, in cui la storia sembra quasi sospesa, tra il fascino naturalistico e l’architettura che si fa archeologia.

Un complesso che tutti, appassionati d’arte e studenti di archeologia, dovrebbero visitare almeno una volta nella vita, e (ri)scoprire quelle radici partenopee che affondano nell’ozio romano, inteso come cura di sé e piena armonia con il mondo.

Organizzatori e promotori dell’evento il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, d’accordo con la Soprintendenza Archeologica di Napoli, che da tempo si occupano della tutela e della salvaguardia non solo del sito archeologico naturalistico del Pausylipon, ma anche della sottostante area marina protetta della Gaiola, che comprende i resti di una imponente Villa marittima del I sec. d.C. di Publio Vedio Pollione, che divenne residenza imperiale di Ottaviano Augusto.

Per maggiori informazioni:

Contributo: €10

Durata: 2,5 ore

Info e prenotazioni:

0812403235 – 3285947790

info@gaiola.orgwww.gaiola.org

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La “rivoluzionaria” prima di Andrea Chénier alla Scala il 7 dicembre a Milano

Dopo il Duomo, il secondo simbolo di Milano è senza dubbio il Teatro Alla Scala. Inaugurato il 3 agosto del 1778, ha preso il nome dalla Chiesa di Santa Maria Alla Scala che fu demolita per far posto a quello che divenne il Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala.

È impossibile andare a Milano e non passare davanti a questo teatro, sognando di vedere un’opera o, ancor di più, di andare alla prima il 7 dicembre, giorno in cui il capoluogo lombardo festeggia Sant’Ambrogio, inaugurando la nuova stagione.

Ho già parlato qui della stagione teatrale 2017/2018, ma la prima di quest’anno si preannuncia già “rivoluzionaria”. Rivoluzionaria innanzitutto per l’opera che è stata scelta per aprire la stagione operistica, l’Andrea Chénier di Umberto Giordano, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia di Mario Martone, che racconta gli anni della rivoluzione francese e del terrore.

la soprano Anna Netrebko e il tenore Yusif Eyvazov

Ad interpretare i protagonisti Maddalena di Coigny e Andrea Chénier ci sono Anna Netrebko e il marito Yusif Eyvazov, che ben sapranno imprimere il loro amore e la loro passione nei personaggi che interpretano e cui daranno corpo e voce. È la prima volta che una coppia nella vita recita anche sul palcoscenico.

Se per Anna Netrebko è la prima volta in coppia con suo marito, questa non è la sua prima scaligera, e ritorna sul palcoscenico del famoso teatro milanese dopo il grande successo del 7 dicembre del 2015 con Giovanna D’Arco.

Per Yusif Eyvazof invece è la prima “prima” alla Scala: «Grande emozione, grande responsabilità. Paura tanta! Per me ancora più emozionante è recitare e cantare con mia moglie. C’è più complicità, l’amore è vero, il bacio è vero. Più di così?» ha detto in merito a questo suo debutto.

Le scene di Margherita Palli, i costumi di Ursula Parzak, le luci di Pasquale Mari, la coreografia di Daniela Schiavone.

Tra le curiosità di questa messa in opera la ghigliottina, usata già dal regista Martone nel film Noi Credevamo.

Rivoluzionaria è considerata anche l’opera di Giordano, presentata per la prima volta nel 1896 con un linguaggio assolutamente innovativo ai tempi che tanto si rifà anche ai nostri Verdi e Puccini.

Andrea Chénier alla Scala, foto dalle prove

Un’altra rivoluzione quest’anno è quella della RAI. La TV di Stato, dopo il successo dello scorso anno con Madama Butterfly vista in media da 2milioni 650 mila spettatori, ha deciso di trasmettere la prima su RAI1 a cura di Rai Cultura della Rete 1. La messa in onda vedrà la conduzione di Milly Carlucci e Antonio Di Bella, grazie ad una diretta che vedrà il dispiego di ben 12 telecamere in alta definizione, 40 microfoni tra la buca dell’orchestra e il palcoscenico, 20 radiomicrofoni per i solisti e il coro. Imponente lo staff di oltre 50 persone, tra cameramen, microfonisti e tecnici per le tre ore di trasmissione.

Ma queste non sono le sole rivoluzioni. Per espressa volontà di Chailly non ci saranno né interruzioni, né applausi al termine delle sei arie dell’opera: «Ma non perché l’ho voluto io – dice il Maestro – Io sono solo portatore della volontà di Giordano. E ho chiesto che l’opera venga eseguita come tale, per sottolineare la bellezza di una continuità assoluta».

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“Colazione da Tiffany”, adesso è davvero possibile farlo

Se anche voi avete sognato tante volte di fare colazione da Tiffany, insieme a Holly Golightly, guardando l’omonimo film del 1961 con Audrey Hepburn, sappiate che da oggi questo sogno può diventare realtà. Non occorrerà più infatti passeggiare con cappuccino e cornetto in mano sul marciapiede della quinta strada per ammirare le vetrine della nota gioielleria di New York. All’interno del noto flagship store apre da domani infatti Blue Box Cafè, assolutamente il primo nel suo genere.

Le aspiranti (e gli aspiranti) Holly Golightly potranno infatti ammirare l’inizio di Central Park dall’alto del quarto piano della nota boutique di New York. Come i suoi noti gioielli di design, anche la boulangerie non poteva essere da meno: un caffè e un croissant, in perfetto stile Hepburn, costerà ben 29 dollari, con un’ampia scelta di avocado toast, uova tartufate e salmone affumicato con burro.

Situato al quarto piano di 727 Fifth Avenue, il luxury caffè si trova in un rinnovato spazio che offrirà anche la visione di un’ampia collezione di accessori per la casa e collezioni di lusso. Capo creativo di questo nuovo interessante progetto, che consente una vera colazione con Stile, è Reed Krakoff, direttore artistico della maison dallo scorso gennaio.

Il piano del caffè offre uno sguardo sulla collezione quotidiana di oggetti di Krakoff, tra cui racchette da ping-pong in noce con impugnatura in pelle blu e rossa, e le “tazzine di carta” rese in finissima porcellana cinese.

Un piano che si propone di attrarre un pubblico fondamentalmente giovane, forse già attratto da Tiffany ma forse allontanato dall’alto costo di pregiatissimi oggetti che, come Holly, può ammirare soltanto dalle sue vetrine, e che si propone adesso di attirare quel nitrito pubblico di instagrammer e fashion blogger che con i loro scatti possano restituire pubblicità alla famosa gioielleria.

«È un nuovo motivo per visitare e scoprire il quarto piano della nostra gioielleria di New York – ha detto a Vanity Fair il vicepresidente Richard Moore, cui si deve la gestione della boutique e il design delle sue famosissime vetrine – ci auguriamo che attiri clienti che possano così scoprire la quotidianità di una casa completamente allestita dalla nuova collezione di arredo e accessori di lusso firmati Tiffany».

In perfetto stile Tiffany, nel caffè dominano i colori che hanno reso celebre la gioielleria nel mondo, come il suo verde, e finissime porcellane rigorosamente Krakoff.

La sensazione sarà quella di pranzare all’interno di una delle famosissime scatoline di Tiffany: «Il design di questo spazio – continua Moore –  nasce dall’idea di una full-immersion nel mondo di Tiffany. Non solo la sensazione di ritrovarsi in una confezione Tiffany, ma circondati anche dall’ospitalità di Tiffany».

Gli ospiti della gioielleria potranno così avere una visione esclusiva sul noto parco newyorkese e poi sentirsi completamente avvolti dal lussuoso mondo della maison.

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Il raffinato lusso di un wood watches by JORD

In questo periodo dell’anno siamo tutti alla ricerca di un regalo, per noi stessi, per premiarci di un anno di lavoro, o per gli altri in vista di occasioni speciali e festività. Qualcosa che rappresenti i nostri sentimenti e sia, al tempo stesso, unico e speciale.

Le idee migliori, come da qualche tempo a questa parte, arrivano dai social, da instagram in particolare, dove è possibile carpire, ben prima di media e magazine, quali sono i nuovi trend del momento.

Se come me, utilizzate il vostro profilo (questo il mio) anche per scoprire le nuove tendenze, vi sarete accorti che il must del momento è l’orologio in legno.

Vi ho già parlato di questo materiale come tendenza anche per gli accessori della telefonia mobile, ma sono tante le sue applicazioni nel fashion, che vanno dagli occhiali da sole ai papillon.

Tra i brand più raffinati del momento c’è senza dubbio Wood Watches by JORD, marchio leader nel settore del luxury artigianale dell’orologeria.

Da JORD non misurano la vita in minuti, ma in momenti. I suoi orologi infatti non sono soltanto per chi ama il lusso e ha un posto dove essere, ma sono fatti soprattutto per chi ha un luogo dove andare e una storia da raccontare.

Realizzati tutti in legno naturale, gli orologi JORD sono fatti nel pieno rispetto della natura, dalla quale sono generati quasi come il distacco di una biblica costola. È altissima la qualità dei legni pregiati di questi orologi che trovano la forza dell’acciaio che si fondono insieme per dare vita ad oggetti dal design esclusivo e alla moda.

Dietro JORD non ci sono soltanto dei designer e un certosino lavoro di ricerca, ma artigiani e veri e propri artisti che investono la loro manualità e maestria.

Ricevere un orologio JORD ti fa sentire come un bambino la mattina di Natale. È davvero un’emozione che non è possibile rendere con le parole, ma quando stringi il raffinato cofanetto, anch’esso in legno, tra le tue mani, capisci subito che quello che stai stringendo è un oggetto esclusivo. Perché il vero lusso si nasconde nei dettagli. Nella scatola, il cui cassetto segreto, quasi invisibile, contiene un certificato di garanzia e le maglie dell’orologio qualora come me decidiate di farlo pervenire già su misura; il lusso si nasconde nel wooden tag legato al cinturino, il lusso si nasconde nella corona marchiata JORD, in quel design che non è solo moda, ma eleganza esclusiva, che distinguerà il vostro orologio da qualsiasi altro.

Un orologio JORD è un accessorio indispensabile da sfoggiare, ma, al contrario di qualsiasi altro omologo in acciaio, è leggero, e lascia al polso quella sensazione di agilità.

È vastissima la collezione JORD, che va dai quadranti chiari a quelli trasparenti che lasciano intravedere gli ingranaggi, passando a quelli colorati. È su questo che ricade la mia scelta: ho prediletto il blue, come i colori del mare della mia città.

Un’esperienza sensoriale, che mi lascia l’emozione di indossare un accessorio fine, che mi distingue dagli altri con una sobria eleganza, in cui lusso non è ostentazione, ma possesso. Così come il tempo che non è scandito dallo ticchettio del mio orologio, ma dai battiti del mio cuore quando l’ho indossato.

E voi, quale modello sceglierete?

Per il mio crono in foto ecco il link

Wood Watches by JORD sito ufficiale

Se volete uno sconto esclusivo invece ecco il link

Luxury Wooden Watch
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Le fragranze ispirate dai profumi della costiera amalfitana

Un momento magico per la costiera amalfitana, fucina di set cinematografici internazionali, e fonte di ispirazione per stilisti italiani e non. Se Dolce&Gabbana si concentrano sul folclore napoletano, Tom Ford si sposta un po’ più a sud, e sceglie i sentori fruttati della costiera per la sua nuova fragranza, Mandarino di Amalfi. La nuova fragranza si propone di catturare l’essenza delle ville imbiancate che caratterizzano la costa. Gli agrumi riproducono i profumi che durante il giorno inebriano i visitatori di Amalfi, con un retrogusto che ricorda invece le fragranze delle fioriture notturne, che si uniscono ad un fresco mix di menta e timo e fiori di campo.

Ma l’elegante Tom Ford non è il solo stilista che si è ispirato alla Costiera Amalfitana. Nel 2010 anche Giorgio Armani decise di lanciare Acqua di Gioia, corrispettivo femminile della sua famosa Acqua di Giò, vede tra i suoi sentori predominanti proprio il limone di Amalfi e la menta, che qui vengono ad amalgamarsi con le note di gelsomino, pepe rosa e peonia. Base di questo profumo il Labdano Francese, Cedro della Virginia e Zucchero.

Se preferite la linea italiana Acqua di Parma, la vostra scelta allora ricadrà su Blu Mediterraneo Arancia di Capri, una fragranza caratterizzata da note fresche e frizzanti dell’arancio e del mandarino, con i sentori freschi dei limoni di Sorrento e del pompelmo. Un profumo che si fa tropicale nell’aroma delle foglie di matè e del profumo fresco e deciso del cardamomo. Un’altra base dolce, composta dal caramello che qui trova le note più sensuali del muschio.

Li ho citati in apertura del mio post e non posso non menzionare, in questa breve lista di profumi ispirati alla mia terra, il noto Light Blue di Dolce & Gabbana. Il duo italiano della moda, infatti, non ha solo scelto i faraglioni dell’isola azzurra quale ambientazione del noto spot televisivo, ma ad essa si è ispirata per questo profumo che mescola sapientemente l’Arancio amaro alla buccia del cedro e al bergamotto, che inebriano l’olfatto insieme al profumo dolce del Neroli e l’Accordo Marino. Ma, a differenza degli altri, qui non abbiamo una base dolce. Ad accompagnare questi ingredienti c’è il legno di cedro e il vetiver, che fanno di questa fragranza maschile un classico intramontabile, che racchiude nell’ormai iconica tondeggiante bottiglia l’essenza di Capri.

Ma non si può parlare dei profumi ispirati alla nostra terra e ai suoi profumi, senza menzionare ancora Carthusia, oggi noto brand partenopeo, le cui radici affondano nel 1380. Secondo la leggenda infatti il padre priore della Certosa di San Giacomo, colto alla sprovvista dalla notizia dell’arrivo sull’isola di Capri di Giovanna D’Angiò, preparò dei fiori che rimasero in acqua per tre giorni. L’acqua era profumata, e il priore allora si rivolse al religioso erudito alchemico che individuò quel profumo nel garofilium silvestre caprese. Fu il primo, forse involontario, dei profumi che ebbero una prima produzione a cominciare dal 1948, quando nella stessa certosa furono rinvenute delle antiche formule di profumi che, su licenza del Papa, furono svelate ad un chimico di origine piemontese, che diede vita al piccolo laboratorio denominato Carthusia, ovvero Certosa.

Oggi sono tantissimi i profumi di questa linea, che qui voglio rappresentare parlando di Aria di Capri, che ho avuto il piacere di annusare, essendo una fragranza femminile, durante uno dei miei soggiorni sull’isola.

Una fragranza che vuole racchiudere l’essenza della fresca brezza marina dell’isola, e che trova il profumo un po’ aspro della mimosa al giaggiolo, che si uniscono, anch’essi come gli altri profumi, al limone e l’arancio, che si addolciscono nel profumo della pesca.

Fragranze che sono particolarmente adatte per le vacanze o per l’estate o per chi, anche d’inverno, vuole ricordarsi della bella stagione, come una griffata madeleine di proustiana memoria.

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Phone-Case in legno, elegante accessorio di tendenza e di qualità

Chi ama la moda lo sa bene, il mondo del fashion non è fatto soltanto di stili, fantasie e colori, ma anche di materiali, e uno dei trend maggiori degli ultimi anni è sicuramente il legno. Occhiali da sole, orologi, bracciali, ma anche cover per telefoni. Sì, ci fanno letteralmente di tutto, ed anche io mi sono fatto prendere da questa wood-mania che sta spopolando.

Ho scelto così una cover per il mio iPhone, fedele compagno di viaggio e strumento indispensabile per i miei racconti sul web.

Mi piaceva l’idea del legno perché credo sia un materiale resistente, raffinato, che rappresentasse una elegante protezione per il mio telefono.

Ho navigato per un’ora circa il sito woodnstuffonline.com, letteralmente ammaliato dalle diverse tipologie di scocca per il mobile, e dai tanti accessori glamour del loro catalogo virtuale.

Alla fine la mia scelta è ricaduta su di una cover TITIKATA in legno di palissandro. Una basic, non particolarmente lavorata o rifinita come altre, che dà soprattutto risalto alle venature nerastre di questo prezioso legno di origine brasiliana.


Perfettamente integra nel suo involucro di polistirolo, la cover è arrivata dopo appena qualche giorno con un pacco ordinario da firmare, una vera garanzia per chi come me è sempre in giro e non ha il portiere, perché rappresenta la certezza di ricevere o rintracciare comunque il proprio pacco e, a limite, andare a ritirarlo.

È stato il perfetto regalo di bentornato dopo il mio viaggio a Milano. Chi mi segue su instagram lo sa già, sono stato nella capitale lombarda per qualche giorno, alla scoperta delle ultime tendenze culturali e non solo, e dopo aver visto tendenze e stravaganze post-fashion-week sono felice di pubblicare un post su di un accessorio come questo phone-case, che è assolutamente bello da vedere, al punto che la mia nuova tentazione è quella di poggiare al contrario il telefono sulla mia scrivania, ma è anche molto piacevole al tatto. Liscio, resistente, che si adatta perfettamente alle forme del mio smartphone, e che non ostruisce in alcun modo i tasti laterali di funzionamento, quello di accensione o fori vitali come quelli di carica e cuffia, spesso ostacolati o parzialmente coperti da cover di scarsa qualità o farlocche.

Alta qualità e basso costo, è soprattutto questo il binomio di woodnstuffonline.com che presenta una grande varietà di modelli, per gli amanti di Samsung o della mela di Cupertino, ma anche per tutti coloro che non rinunciano a seguire la moda senza per questo dover spendere tanto o troppo.

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Milano Fashion Week: Donatella Versace fa la storia ricordando il fratello Gianni

È una sfilata celebrativa quella della maison Versace, conclusasi poche ore fa durante la Milano Fashion Week. Non solo e non tanto per la voce di Donatella Versace che ha accompagnato i capi della stagione SS2018, ripetendo in loop “Gianni, this is for you”, Gianni, questo è per te, tra trance-track e musica techno durante il catwalk per ricordare il fratello scomparso, ma anche e soprattutto per una collezione, quella primavera/estate del prossimo anno, che ha saputo declinare in chiave moderna i capi cult della casa della Medusa, quelli creati negli anni tra gli anni ’80 e ’90 dall’estro di Gianni Versace, capostipite della fortunata casa di moda. I modelli sono qui riproposti in un mix di continuità e innovazione che non annoia e che, in tempi di revival televisivi e reboot cinematografici, non invecchia, ma cavalca sapientemente l’onda della nostalgia degli anni ’90.

Dal mitico chiodo borchiato, il giacchetto di pelle nera con le effigi della maison italiana, alle famosissime stampe technicolor, dalle fantasie barocche e animalier allo stile un po’ pop-art con la testa di Marilyn e James Dean, forse i modelli a mio avviso meno riusciti, finendo con i giubbetti in denim.

Una collezione dove i bianchi e i neri sono accostati a colori vivaci, a tratti fluo, ma anche tanto oro, riuscendo a cogliere l’essenza di un ventennio fa della casa di moda italiana, riportando in passerella lo spirito dell’amato e compianto Gianni Versace, morto prematuramente a cinquant’anni, assassinato il 15 luglio del 1997 nella sua villa a Miami.

Bella Hadid, sulla passerella per Versace

Versace riscopre così le sue radici, puntando su modelli iconici e su tessuti che hanno contribuito a portare lo stile italiano nel mondo, permettendo alla maison di affermarsi a livello globale nell’industria del fashion.

Kaia Gerber, figlia di Cindy Crawford sulla passerella per Versace

Ma la sfilata è stata anche un ideale passaggio di testimone dalle vecchie alle nuove generazione della passerella, che trovano affermazione sulle riviste di moda. Tra le modelle infatti i volti noti, anzi famosissimi, di alcune delle top del momento, come Gigi Hadid figlia della top model Yolanda Hadid, tra le più attese a questa settimana della moda milanese, ma anche la bellissima e giovanissima Kaia Gerber, figlia (quasi clone) di Cindy Crawford.

E a chiudere quella che è stata una sfilata pressoché perfetta, destinata ad entrare negli annali della storia, c’era proprio lei, mamma Cindy, insieme alle sue colleghe super top degli anni ’90, Claudia Schiffer, Naomi Campbell, Helena Christensen e Carla Bruni, vere e proprie divinità nell’olimpo della moda, fasciate come dee in abiti di maglia metallica dorata, capo cult della maison, che con Donatella hanno chiuso questo quadro moda che fa la storia, celebrando degnamente la figura di un indimenticato Gianni.

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Thor of Sweden, l’Ancora dal design minimal svedese

Oggi è iniziata la Milano Fashion Week, la settimana della moda che porta nella capitale lombarda, fino a lunedì 25, l’haute couture che vedremo nella prossima stagione.

Due maxischermi in città, uno in Piazza San Babila e l’altro in Piazza Gae Aulenti, per seguire un evento che porta quest’anno ben 63 sfilate e 159 collezioni, per trovare tra le nuove proposte il proprio stile personale senza però rischiare di apparire demodé e antiquati.

Mentre ci toccherà aspettare ancora qualche giorno prima che magazine patinati e riviste di settore ci suggeriscano le tendenze migliori da indossare, ecco un accessorio di cui fashion blogger e fashionisti, non possono più fare a meno, e lo abbinano frequentemente alle loro mise quotidiane e agli outfit che propongono sui loro social network.

Chi gira su instagram come me lo sa bene, i bracciali con le Ancore sono già da qualche anno ormai un vero e proprio must per gli amanti del fashion. Questo accessorio è diventato nel giro di poche stagioni un classico intramontabile, che ognuno, soprattutto nella bella stagione, vuole sfoggiare al polso per sentirsi alla moda.

Sono tanti i falsi e le imitazioni da cui guardarsi. Se volete un oggetto di design, ma soprattutto di alta qualità, allora dovreste preferire lo stile minimal-chic del brand svedese di Thor of Sweden.

bracciale Thor of Sweden, instagram @marianocervone

Ho ricevuto questo bellissimo bracciale questa mattina e subito sono stato preso dalla smania di parlarvene.

Non appena l’ho indossato ho subito percepito quella piacevole sensazione di accessorio esclusivo, un oggetto di lusso, ma non per questo proibitivo.

Questo marchio produce nel suo studio e nella sua fonderia di Stoccolma una vasta linea di bracciali unisex accomunati dal tipico design dell’ancora stilizzata riconoscibile anche sul celebre logo.

Il disegno scandinavo coniuga perfettamente l’eleganza alla modernità, realizzando un gioiello classico senza tempo.

Come il celebre martello della divinità teutonica Thor, questi bracciali si propongono di incarnare la forza, la potenza, l’autostima, il successo e la determinazione per chi li indossa, e sono pensati per chi vuole un design sofisticato e innovativo al tempo stesso, esternando quella forza interiore che si trova in ognuno, sviluppando e migliorando la propria attrazione.

Materiali di grande durezza e resistenza, che vanno dall’oro 18 carati all’argento, passando per il rodio dando vita ad una collezione che si declina perfettamente con ogni stile.

Tante le combinazioni di colori e rifiniture, dall’oro rosato al grigio chiaro, dal bianco al nero per adattarsi perfettamente a qualsiasi genere, età, abbinamento.

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L’eyewear alla moda e di qualità con sconti fino al 70%. Ecco dove:

Nice to see you, dice così la mia confezione che mi è stata appena recapitata per posta, piacere di vederti. Un gioco di parole che mi anticipa già il contenuto dell’involucro. È così che si presenta GlassesUSA.com ai suoi clienti che ordinano occhiali, da vista e da sole, attraverso l’omonimo sito web.

Un ampio catalogo virtuale, che offre decine di brand tra cui scegliere e centinaia di modelli, tra i quali riuscirete a trovare sicuramente il vostro stile, ottenendo sconti che arrivano fino al 70% su prezzi al dettaglio, e per i nuovi clienti che vogliono ricevere sconti e promozioni possono ricevere coupon e promo sottoscrivendo la newsletter dal sito.

Un paio di occhiali da vista, con montatura e lenti, costa appena 48 $, con la prescrizione gratuita delle lenti inclusa con ogni montatura.

io indosso gli occhiali MUSE, seguite la mia pagina instagram: @marianocervone

Ray-Ban, Oakley, Armani, Gucci, Persol, Prada sono soltanto alcune delle griffe che è possibile trovare navigando le pagine del sito internet. Una selezione vastissima con oltre 2500 stili diversi. Modelli classici, iconici, che hanno fatto la storia dell’eyewear, e che continuiamo inconsciamente ad ammirare nei film della vecchia Hollywood, sulle copertine dei rotocalchi d’epoca, sulle riviste patinate. Ma anche montature dal taglio moderno, contemporaneo, quasi futuristico, per chi invece è alla ricerca di un accessorio stiloso, fashion, particolare.

Ma GlassesUSA.com è un sito completo per l’eyeglasses, che affianca agli occhiali una vasta scelta di lenti, trattando con i principali produttori. Da Acuvue a Biomedics, da Avaira a Air Optix. Per chi vuole vedere con chiarezza, ma con discrezione, o chi per sfizio, noia o gioia vuole cambiare il colore dei propri occhi.

Lenti fatte da ottici professionisti presso i laboratori della casa. Standard, bifocali, progressive. Ce n’è per tutti i gusti e le esigenze.

uno dei tanti modelli che potete trovare su GlassesUSA.com

Ai più grandi e blasonati marchi, c’è tutta una serie di produzioni proprie di GlassesUSA.com come Ottoto, MUSE, Amelia E. Due linee con due stili molto diversi: la prima è l’ideale per chi vuole un design che omaggia la nostra Italia, le sue forme, la sua moda. Occhiali da vista, con lenti di qualità, ma anche da sole per il mare, la città, il tempo libero. In metallo o in plastica, squadrati o tondeggianti, per vestire l’essenza del tricolore e di quell’allure italiano senza tempo.

MUSE invece è per chi ama quello stile vintage, un po’ retro, a metà tra James Dean e Lana Del Rey. Occhiali che solcano un modo di essere come un bambino ricalca un disegno, e lo fa proprio, rivisitandolo con la sua personalità.

Chi mi conosce sa bene che non poteva che ricadere su questa seconda linea la mia scelta, optando per un modello che mi ricorda quelli anni ’60 di John Fitzgerald Kennedy.

È palpabile la qualità di questa montatura, che già al tatto sento robusta, forte, ed è letteralmente visibile la qualità delle lenti attraverso le quali vedo un’immagine nitida, pulita, non distorta, ma allo stesso tempo mi sento schermato e protetto dai raggi UV.

i miei nuovi occhiali MUSE, da GlassesUSA.com

Un colpo di fulmine. Questi occhiali da sole sono resistenti e leggeri. È una sensazione bellissima quella di passeggiare per le vie della mia città, con un paio di occhiali confortevole, che mi fa sentire bene con me stesso, mi fa sentire a mio agio con il mio volto, donandomi quella sicurezza di indossare un accessorio che riesce a trasmettere quella sensazione da cui nasce il vero benessere. Quella che ti fa sentire a proprio agio, più protetto e, soprattutto, anche più alla moda.

Il sito offre inoltre un simpatico quanto utile strumento, quello dello specchio virtuale, attraverso il quale caricare una propria fotografia e provare virtualmente ogni montatura, per scegliere quella più adatta al proprio viso.

Se siete ancora titubanti sugli acquisti on-line, sappiate che questi sono acquisti a zero rischi: il trasporto e la restituzione sono gratuiti, garantendo il rimborso totale della spesa al 100% entro 14 giorni dalla consegna, senza dover motivare il reso.

Chiudo la scatola, e mi accorgo che sotto c’è scritto see you next time, ci vediamo la prossima volta. Sì, sono sicuro che questa non sarà l’ultima. Arrivederci, GlassesUSA.com.

Sfogliate il catalogo e comprate gli occhiali dei vostri sogni risparmiando fino al 70%.

Ecco il link!

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Aroundly, l’app gratuita che trasforma lo smartphone in guida turistica virtuale personalizzata

È la storia di un sogno, di un’amicizia e di riscatto del Sud, quella di Aroundly, applicazione mobile che sta rapidamente scalando le classifiche di download negli store digitali, che permette di trasformare un viaggio in un percorso esperienziale e, al tempo stesso, social. Un nuovo modo di scoprire la propria città grazie a chi la conosce meglio o scoprirne di nuove attraverso gli occhi di chi le conosce meglio, e che trasformerà la propria visita in un’esperienza da condividere.

Disponibile per iOS e Android dallo scorso dicembre, Aroundly è un fenomeno anche virale che si sta rapidamente diffondendo sui profili instagram dei travelblogger di tutta Italia, ed io, in quanto viaggiatore novizio che si appropinqua a scoprire le bellezze della nostra penisola, non potevo esimermi dall’intervistare il suo creatore, Vito Santarcangelo.

Ingegnere informatico di 30 anni e PhD Student in Computer Vision presso l’Università di Catania, Vito decide nel 2014 di fondare la iInformatica S.r.l.s. insieme al suo migliore amico Giuseppe Oddo, conosciuto nelle aule del politecnico di Bari. Oggi la società è composta da un team di ragazzi provenienti dal Sud (tra cui un napoletano) e si propone come obiettivo quello di realizzare esperienze digitali, che hanno una particolar vocazione per l’innovazione. Ad aiutarli nell’impresa tutto un team di programmatori.

Partiamo dall’inizio: che cos’è Aroundly?

«È un esperimento scientifico e sociologico innovativo di guida turistica virtuale personalizzata».

Negli store si legge che Aroundly consente di scoprire percorsi inediti: come funziona esattamente?

«Il progetto brevettato dalla iInformatica è un sistema di navigazione personalizzato sulle caratteristiche del singolo viaggiatore, considerando anche sesso, età, compagnia, stile di viaggio e tempo a disposizione. E dà la possibilità di condividere il proprio tour con altre persone in un’ottica di “leader-followers”».

Perché un viaggiatore, o traveller come si definiscono oggi, dovrebbe scaricarla?

«Aroundly ha una base di conoscenza costruita da esperti del posto. In ogni città sono stati coinvolti ragazzi esperti del proprio territorio. L’applicazione, infatti, annovera molti brillanti giovani delle varie accademie delle belle arti italiane. Non è la classica app con un elenco o mappa di monumenti da visitare, ma rappresenta una esperienza egocentrica costruita su misura che accompagna il viaggiatore come un amico del posto».

Come nasce l’idea di quest’app?

«L’idea è ben rappresentata dalla frase del video di lancio, realizzato dal regista Nicolò Montesano: “buon istante a tutti i viaggiatori”. L’obiettivo dell’app è quello di valorizzare ogni istante del proprio viaggio e regalare emozioni in una esperienza digitale completamente nuova».

Qual è il concept che c’è dietro?

«In un mondo caratterizzato da una forte attenzione alla singola persona (basti pensare ad instagram, social network egocentrico per antonomasia), abbiamo pensato di voler rendere unica l’esperienza del viaggio, cercando di fornire contenuti utili anziché generici che caratterizzano la maggior parte delle app turistiche e i siti on-line. Il tutto finalizzato ad una valida promozione e valorizzazione del nostro territorio, in cui spesso il turista, straniero e non, si trova disorientato».

L’app è per ora disponibile per alcune città del Sud Italia: quali sono le prossime città in cui sarà possibile utilizzarla?

«L’app annovera dieci città del sud e un solo esperimento al nord, con Trieste. Sbarcherà a giorni in Puglia con il lancio di Alberobello e Lecce. Per la Basilicata ci sarà il lancio di Maratea. È anche previsto un esperimento all’estero, nella città bulgara di Plovdiv, che sarà capitale europea della cultura del 2019 insieme alla mia Matera. Stiamo raccogliendo numerosissime proposte di molti ragazzi per l’estensione di Aroundly in altre città, e ciò ci rende notevolmente orgogliosi e fiduciosi sul futuro dell’app».

Non solo travel, ma anche, se vogliamo, “social”…

«Conoscere nuova gente e condividere l’esperienza sono gli ingredienti vincenti per vivere al meglio il proprio viaggio».

Quanto impegno richiede oggi sviluppare un’applicazione?

«Aroundly ha richiesto uno sviluppo di oltre un anno. App più semplici come iPlaya, una delle nostre prime app, realizzata per la gestione degli stabilimenti balneari e prenotazione degli ombrelloni, ha richiesto quattro mesi».

Chi sono gli sviluppatori?

«L’app ha visto la firma dei nostri brillanti dipendenti Michele Di Lecce e Vincenzo Ribaudo. Alcune delle nuove funzionalità sono state sviluppate da Alberto Tuzzi e Diego Sinitò. Tutta la grafica invece è stata realizzata da Antonio Ruoto».

Quanto è difficile fare impresa al Sud oggi?

«È uno scenario complesso, ma dalla sua complessità nascono sfide altamente motivanti. Il team tutto made in Sud, siciliani, campani, sardi e lucani, è sicuramente il nostro punto di forza oltre che motivo di orgoglio».

Cosa speri per il futuro di questa app?

«Aroundly è un’iniziativa no-profit e mi auguro possa estendersi su tutto il territorio nazionale e possa diventare anche un punto di riferimento per i turisti oltre i confini della nostra nazione».

Cosa suggerisci a chi viaggia con Aroundly?

«Di raccontarsi ad Aroundly. È la cosa migliore per modellare un percorso personalizzato, grazie all’intelligenza artificiale della nostra app».

Un viaggio che ognuno dovrebbe fare nella vita…

«Consiglio a tutti un tour del Sud Italia. La nostra Italia meridionale regala sempre esperienze magiche grazie ai suoi posti unici, che raccontando di storia, culture e tradizioni restituiscono esperienze sensoriali fatte di immagini, suoni e profumi indimenticabili».

Per maggiori informazioni:

www.aroundly.it

www.iinformatica.it