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Visita virtuale alla Galleria Borbonica di Napoli

Quando si parla della Napoli sotterranea, molti immaginano il noto accesso in Via dei Tribunali a due passi da Piazza San Gaetano. Se questo sito è stato il primo ad offrire la possibilità di visitare le viscere della città, di certo negli anni non è stato l’unico, né può definirsi “l’originale”, considerando che si tratta di una parte di storia che accomuna a grandi linee tutto il sottosuolo del capoluogo partenopeo.

Tra gli accessi sotterranei più belli e suggestivi c’è infatti la Galleria Borbonica. Alle spalle di Piazza del Plebiscito a Napoli, offre la possibilità di percorrere un tratto che arriva fino al cuore della nota piazza napoletana.

L’ho scoperta soltanto qualche anno fa. Ne avevo sentito parlare, conoscevo già gli interessanti progetti di moda e teatrali che da qualche anno animano luogo, ma mi sono spinto soltanto a discendervi dopo aver visto la bellissima puntata di Ulisse che Alberto Angela ha in parte dedicato a questo sito, e al percorso che include addirittura una falda acquifera.

La novità che riguarda oggi la Galleria Borbonica è che sarà visitabile anche dal web. Un progetto che, grazie alla tecnologia 3D Voyager, ha ricreato un tour virtuale. Un lavoro durato circa due anni che ha visto l’impiego di oltre 24.000 fotografie, e che rende visitabile il tunnel attraverso smartphone, PC e tablet.

Il costo per fare tutto questo è di 3€, con i quali il visitatore (virtuale) acquista un ticket che gli darà un accesso di 7 giorni per percorrere cunicoli, gallerie e vasche sotterranee.

Una certosina ricostruzione tridimensionale che include un’audio guida che accompagnerà il visitatore, munito virtualmente di una torcia, nella visita di un sito che si vuole far conoscere in tutto il mondo.

Se volete farvi un’idea di ciò che la rete potrà offrire, ecco un video con la presentazione del progetto:

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Napoli, scoperto un nuovo tratto dell’Acquedotto del Serino

Se amate le escursioni e i percorsi sotterranei, c’è un nuovo tratto che potrete visitare a Napoli.

Qualche giorno fa infatti, l’associazione Celanapoli, che si occupa di studiare il sottosuolo nell’area a nord dell’antica Neapolis, ha annunciato una scoperta che va ad ampliare l’offerta di visite nel ventre della città.

È stato scoperto infatti un nuovo tratto dell’acquedotto Augusteo del Serino: «Un rinvenimento ed una identificazione – hanno detto in merito i responsabili dell’associazione dalle pagine ANSA – che arricchisce di un prezioso tassello il complesso paesaggio dell’area già caratterizzata dall’imponente necropoli ellenistica».

Il nuovo tratto dell’acquedotto Augusteo presentato dall’associazione Celanapoli (ANSA)

Si tratta di una grandiosa opera di ingegneria idraulica, che si ritrova a circa venti metri sotto l’attuale quota stradale, e lunga circa 220 metri.

Il tratto presenta ben sette pozzi di areazione. La sua presenza era già stata segnalata da diverse fonti tra il VI e il XIX secolo.

Questo percorso, che si trova tra la zona dei Ponti Rossi ed il Rione Sanità, era stato finora erroneamente identificato come un tratto del Carmignano, opera risalente al 1600.

Già noto durante il secondo conflitto bellico, veniva utilizzato come camminamento che collegava le diverse cavità sotterranee della città, che nel corso della Seconda Guerra Mondiale furono convertite come rifugi antiaerei.

Celanapoli consente ai suoi visitatori di vedere un itinerario alternativo dei più noti accessi al sottosuolo di Napoli, che va da Porta San Gennaro e attraversa il Borgo dei Vergini e il Rione Sanità.

La scoperta rappresenta senza dubbio una novità nel già variegato panorama partenopeo, ed è sicuramente interessante rivivere non soltanto le suggestioni della Napoli greco-romana, ma anche per conoscerne una più recente e particolareggiata storia del secondo ‘900.

Per maggiori informazioni, vi rimando al sito ufficiale:

www.celanapoli.it

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Il Corridoio Vasariano riapre al pubblico fino al prossimo 30 novembre

Riapre da oggi, fino al prossimo 30 novembre, Ponte Vecchio a Firenze. Il percorso, che unisce gli Uffizi con Palazzo Pitti, fu costruito per volere di Cosimo de’ Medici nel 1565 e realizzato dall’architetto Giorgio Vasari. Si tratta di un passaggio sopraelevato attraverso il quale i granduchi volevano raggiungere in totale privacy e sicurezza il palazzo del governo dalla loro residenza, incerti dell’appoggio del popolo al nuovo Duca e al nuovo sistema di governo, che abolì di fatto la Repubblica fiorentina.

Sul Ponte Vecchio si svolgeva il vecchio mercato della carne, spostato a vantaggio delle botteghe orafe, che ancora oggi occupano il ponte, per evitare che cattivi odori investissero i granduchi al loro passaggio.

corridoio-vasariano-firenze-aperto-2016-internettualeSopra il Ponte Vecchio si aprono una serie di ampie finestre che danno sull’Arno, in direzione Ponte Santa Maria Trinita. Negli anni ’40, esattamente nel 1938, in vista di una visita di Adolf Hitler, Mussolini ne fa realizzare altre due. Secondo la leggenda, il Führer sarebbe rimasto così colpito dalla vista, che fu probabilmente la ragione per cui il ponte, a differenza di tutti gli altri ponti della città, fu risparmiato dalla distruzione. Fu per questo motivo il solo punto di attraversamento nord-sud di Firenze.

Il lungo corridoio attraversa anche la facciata di Santa Felicita. Grazie ad un balcone, protetto da sguardi indiscreti da una fitta cancellata, i granduchi potevano assistere anche alla messa senza per questo doversi mescolare tra il popolo.

Il corridoio fa parte della Galleria degli Uffizi. Al suo interno trova posto la più ampia collezione di autoritratti del Seicento e del Settecento, culminando nel Giardino di Boboli presso la Grotta del Buontalenti.

A causa della sua ristrettezza, per preservare le opere ivi esposte, ma anche in vista di mancanza di uscite di sicurezza, la visita al corridoio sarà possibile solo seguendo una serie di tassativi, come il numero massimo di visitatori per gruppo non superiore a 22, accompagnatori esclusi, più due unità appositamente formate in casi di incendio, per un massimo di persone all’interno del corridoio che non superi le 88 persone incluse il personale. Per tali ragioni pare che l’accesso sia inibito a persone con difficoltà motorie.

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Al Lago d’Iseo si cammina sull’acqua con Christo

Diventato persino di tendenza su twitter, The Floating Piers è la nuova opera che l’artista bulgaro Christo ha ideato con la sua compianta compagna d’arte, Jeanne-Claude scomparsa nel 2009, già negli anni ‘70, e che oggi vede ufficialmente la luce, diventando la prima opera su larga scala dell’artista da The Gates del 2005. Una passerella galleggiante di colore giallo, lunga tre chilometri, che percorre tutto il lago Lago d’Iseo, dando ai visitatori, non soltanto la possibilità di interagire con l’opera camminando letteralmente sull’acqua, ma anche di raggiungere per la prima volta a piedi l’isolotto al centro dello specchio d’acqua bresciano. Il percorso infatti collega Sulzano con Monte Isola e l’Isola di San Paolo.

The Floating Piers project Christo - internettualeCostata 15 milioni di euro, non sono mancate le polemiche su di un budget così oneroso per quella che è un’opera d’arte contemporanea, alle quali, durante la presentazione lo stesso artista ha risposto: «Abbiamo usato i nostri soldi, né delle banche né di nessun altro. Soldi che arrivano dalla vendita di opere d’arte originali, che faccio con le mie mani, non ho assistenti. Tutto è fatto da me».

E alla stampa, accorsa a vedere questa colossale realizzazione ha subito suggerito: «La passerella non dovete guardarla in fotografia, bisogna camminarci sopra».

Nessun biglietto d’accesso. Passeggiare su questi 220.000 cubi di polietilene non costa nulla e da oggi, 18 giugno, fino al prossimo 3 luglio (tempo permettendo) lo si potrà fare 24 ore su 24, vivendo un’esperienza unica: «Non ci sono biglietti – dice l’artista – nessun orario di apertura, nessuna prenotazione o proprietario. The Floating Piers è un’estensione delle strade e appartiene a tutti».

Dopo questi sedici giorni di esposizione, durante i quali chiunque potrà accedervi, il materiale sarà rimosso e completamente riciclato.

Per l’artista non è la prima esperienza italiana questa: negli anni ’70, infatti, aveva ideato Wrapped Medieval Tower a Spoleto nel 1968, Wrapped Monuments a Milano nel 1970 e The Wall – Wrapped Roman Wall in Rome 1973-1974.The Floating Piers Lago d'Iseo Italia Christo Wolfang Volz - internettuale