ART NEWS

Gli orsi di Paola Pivi per l’Art Week alla Rinascente di Milano

Ha un retrogusto anni ’90 qualche lavoro del nuovo progetto site specific che Paola Pivi ha realizzato per LaRinascente a Milano. Un’opera insolita che, in occasione della Art Week e del Salone Internazionale del Mobile, allestirà le vetrine del noto department store che affacciano su Piazza Duomo.

I am tired of eating fish, questo il titolo del concept, a cura di Cloe Piccoli, che vede dei variopinti orsi, alla scrivania o danzare tra colorati sfondi di oggetti d’uso quotidiano, occupare le otto grandi vetrine dello store milanese.

Un universo surreale, quello della Pivi, che nel 1999 ha anche vinto un Orso d’Oro alla Biennale di Venezia, che proietterà i passanti in un mondo governato da leggi dell’assurdo, dove tutto è capovolto e dove ogni cosa può succedere.

Tanti i riferimenti al mondo dell’arte e, inevitabilmente, a quel design squisitamente italiano e milanese in particolare, ma anche al lifestyle e al tempo libero, passando per la natura e il mondo del business.

Il progetto trasforma le vetrine dei Grandi Magazzini Milanesi in vere e proprie gallerie d’arte pubbliche.

Too Late, 1,2, cha, cha, cha, I love my ZiziI and I must stand for artI am a professional bear, I am busy today, Bad Idea: ognuno degli orsi ha un nome che è il frammento di una storia sospesa in un contesto non specificato e in un tempo imprecisato.

Un evento di grande arte contemporanea, che entra di diritto tra gli appuntamenti da non perdere, e gratuiti per giunta, dei “fuori salone” milanesi, che porta l’arte, è proprio il caso di dirlo, tra la gente in piazza.

La Pivi è una acclamata artista italiana nel mondo, che ha esposto le sue opere tra l’altro al MoMA di New York, alla Tate Gallery di Londra, ma anche a Francoforte e Shangai, e arriva con questa rassegna per la prima volta nel capoluogo lombardo, portando i suoi amati orsi dell’artista, vero marchio di fabbrica della sua poetica.

Dalla performance alla fotografia, passando per la scultura, sono tante le tecniche attraverso le quali l’artista esprime se stessa.

Quotate tra i 120 e i 230mila euro, ha realizzato anche alcune opere per la Fondazione Trussardi ai Magazzini di Porta Genova a Milano.

Il progetto per la Rinascente invece si compone prevalentemente di sculture e installazioni, che originano un allucinante mondo onirico, sospeso tra riflessione e lucida follia.

LIBRI

Le storie segrete di cinquanta famosissimi capolavori dell’arte

Cosa sappiamo veramente delle opere d’arte più famose al mondo? La Gioconda, La ragazza con l’orecchino di perla, ma anche Notte Stellata, l’Urlo di Munch o il bacio di Klimt. Celebrati talvolta anche dall’arte contemporanea, sono quadri famosissimi al punto da tramutarsi in vere e proprie icone della cultura pop mondiale raffigurate in ogni dove: dai calendari alle agende, dalle cartoline ai gadget più disparati, passando per le cover degli smartphone e arrivando persino alle emojii di WhatsApp.

Capolavori della storia dell’arte la cui fama gli ha dato una vita propria, che trascende il nome dell’artista che le ha create e la propria epoca, acquisendo una modernità senza tempo.

Eviscerati da qualsiasi tecnologia, riprodotti su qualsiasi superficie e riproposti in ogni salsa, questi dipinti sono costantemente sotto gli occhi di tutti. Ma quanto ne sappiamo davvero a riguardo?

A questa domanda ha provato a rispondere Lauretta Colonnelli che arriva in libreria con Cinquanta Quadri – i dipinti che tutti conoscono. Davvero? Come suggerisce il sottotitolo, la giornalista del Corriere della sera si domanda e ci domanda se li conosciamo veramente, e presenta al pubblico una selezione di cinquanta tra i dipinti più “usurati”, raccontandone storia, aneddoti, curiosità, segreti e notizie su opere che tutti vediamo, ma che, molto probabilmente, pochi conoscono.

Un esempio su tutti i due angioletti “imbronciati”, spesso visti da soli, fanno in realtà parte della Madonna Sistina di Raffaello.

Erroneamente creduta una tela, la Gioconda è invece un olio su tavola (di pioppo), che lo stesso Leonardo Da Vinci portò con sé alla corte di Francesco I cui la vendette durante il suo soggiorno.

I noti volti dei due Duchi di Urbino (che di recente ho visto agli Uffizi), dipinti da Piero Della Francesca nascondono un segreto: sono stati ritratti di profilo in quanto il committente, Federico da Montefeltro, si sfigurò parte del viso durante un torneo, e aveva chiesto all’artista di ritrarlo soltanto dal profilo buono, il sinistro.

Spesso sfondo dei desktop dei nostri laptop, La Notte Stellata di Van Gogh fu dipinta dall’artista olandese all’interno del manicomio di Saint Remy in Provenza (Francia). Pennellate vigorose e violente, date probabilmente durante i suoi momenti di follia, che hanno reso immortale la campagna sottostante che l’artista vedeva dalle grate della finestra della sua stanza.

Ma sono davvero tante le opere che sono mostrate sotto una luce nuova, di una conoscenza che va al di là della mera percezione visiva.

Quadri che custodiscono in sé storie segrete che, con questo volume, vengono adesso rivelate. A tutti.

Il libro è edito da Edizioni Clichy. Per maggiori informazioni:

www.edizioniclichy.it

ART NEWS

Helmut Newton, tra moda e erotismo al PAN di Napoli fino al 18 giugno

È imprescindibile per un amante della fotografia o un semplice appassionato imparare dai grandi maestri che di quest’arte hanno fatto scuola e ne hanno fatto la storia. Uno fra tutti Helmut Newton, cui il Palazzo delle Arti di Napoli ha dedicato un’ampia retrospettiva, aperta al pubblico fino al prossimo 18 giugno.

FOTOGRAFIE White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, questo il titolo della rassegna, che in tre sezioni ripercorre le principali fasi della carriera del noto fotografo americano, ispirate ai primi tre volumi pubblicati da Newton tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80.

Helmut Newton, French Vogue, Melbourne 1973

Scatti glamour, che hanno catturato volti, sguardi, espressività di top model, attrici e artisti, da Charlotte Rampling a Andy Warhol.

Chi mi segue su instagram ha già visto qualche scatto, ma chi non ha visto questa mostra dal vivo ignora che ti immergi non solo in un’altra epoca, guardando le fotografie di Newton, ma in un altro mondo.

Lusso e bellezza. È con questo binomio che si potrebbe riassumere la fotografia di Newton, le cui immagini sono patinate, eleganti, vagamente erotiche e trasgressive, ma mai volgari.

Tre sezioni in cui, a dispetto dei numeri che contraddistinguono le opere, non c’è un vero e proprio percorso di visita, ma tutto è fluido, liquido, come l’acqua delle piscine spesso fotografate da Helmut. Sì, la piscina, che in Newton si fa totem irraggiungibile del lusso, un luogo misterioso, in cui avvengono incontri. Un elemento che è quasi un’ossessione per il fotografo tedesco naturalizzato statunitense.

In questi anni Newton osa, porta la fotografia di moda fuori dagli studi di posa e dalle fredde luci dei bank.

Giardini rinascimentali, dimore storiche, prati si trasformano in inconsapevoli scenari di pose plastiche e amori saffici. Ma anche uffici, suite, alberghi e sedi di grandi brand di moda.

a sinistra Helmut Newton, Elsa Peretti, 1970 a destra Ariana Grande 2016

È un mondo lezioso quello che racconta Newton, che lo documenta e lo eviscera fino a farne quasi fredda parodia di sé stesso. Un mondo a tratti fetish, che occhieggia al bondage con straordinaria modernità. Impressionante quanto l’eredità di Newton si faccia sentire ancora oggi. Basta guardare le immagini promozionali dell’album Dangerous Woman del 2016, della cantante Ariana Grande, per percepire una chiara impronta newtoniana.

Helmut Newton, Tied Up Torso, Ramatuelle 1980

Attrici, grandi metropoli statunitensi o scorci italiani. Da Parigi a Berlino, da Nizza al Senegal. La fotografia di Helmut ha girato tutto il mondo, rivoluzionando il mondo della moda.

Quasi imbarazzano lo spettatore i Big Nudes per la loro potenza. Donne completamente nude a grandezza naturale, i Big Nudes sono una serie fotografica ispirata ai manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF. Helmut ebbe l’idea di catturare dei nudi con una macchina fotografica di dimensione media con l’intento di farne delle gigantografie.

Dopo una grande rassegna su McCurry, il PAN ospita un altro grande nome del panorama fotografico mondiale.

sopra Helmut Newton, Bergstrom over Paris, 1976 sotto Velasquez, Venere allo specchio, 1648

Una fotografia colta, quella di Newton, i cui potenti nudi occhieggiano all’eroicità della nudità greca, affondando le radici nella storia dell’arte italiana con omaggi a tratti impercettibili, altre volte invece un chiaro riferimento a quei grandi maestri che hanno tracciato il percorso da dove ha avuto origine tutto.

Curata da curata da Matthias Harder e Denis Curti, l’idea nasce nel 2011 da June Newton, vedova del fotografo. Promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, la mostra è organizzata da Civita Mostre in collaborazione con la Helmut Newton Foundation, e accompagnata da una pubblicazione edita da Marsilio.

ART NEWS

Nicca Iovinella, tra arte contemporanea e classicità il 2 marzo al MANN

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è un museo in continua evoluzione. Prosegue infatti il connubio, felice direi, tra archeologia e arte contemporanea, alzando di volta in volta il livello della qualità. Se finora il MANN ha ospitato nelle sue sale opere contemporanee in dialogo con le collezioni archeologiche, il prossimo evento è una vera e propria performance, per vivere appieno l’arte e il contatto con l’artista.

nicca-iovinnella-iam-mann-museo-archeologico-di-napoli-2017-internettualeSuccederà il 2 Marzo alle 18.30, quando le sale del museo adiacenti al giardino delle camelie si trasformeranno nella scena teatrale di Ancient Freedom, antiche libertà, di (e con) Nicca Iovinella. Una performance che, come la divinità greca Giano, incarna due anime: classica e contemporanea, corporea e digitale, naturale e artificiosa, in perfetta linea con il fil rouge del museo napoletano.

afrodite-venere-mann-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-internettualeIl museo diventerà per l’occasione scenario bucolico dove l’artista indagherà temi cari alla sua poetica, come l’affermazione del sé, dell'”abitare”, delle “ferite” di un universo femminile più volte calpestato dalla volontà altrui. Un tema quanto mai attuale, e che diventa la perfetta occasione per festeggiare e celebrare degnamente in anticipo la festa della donna che ricade proprio a marzo.

La performance, che sarà ripresa in diretta, nasce in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e si trasformerà poi in una video-installazione, visibile fino al prossimo 2 aprile, attraverso un proiettore e schermi ad hoc.

Ad accompagnare la mostra un testo critico di Adriana Rispoli, che dice: «Come i grandi personaggi tragici femminili della mitologia – da Didone a Cleopatra, da Cassandra a Medea – Nicca interpreta (è) una donna dilaniata dallo sforzo di vivere e di affrontare le forti contraddizioni dell’animo umano. Indubbiamente Eros e Thanatos si fondono in quest’operazione polisemica, sintesi di un percorso di vita che diventa racconto universale».

La performance che Iovinella proporrà al pubblico dell’archeologico è, in un certo senso, la prosecuzione di I AM, esibizione tenuta dall’artista al Parco dei Camaldoli di Napoli nel 2014. Qui i sentieri di allora si fanno immaginari e immaginifici, i cui passi sono oggi scanditi da un nuovo ritmo, da una nuova consapevolezza, da quel vissuto, diverso da quello di ieri, che inevitabilmente continua ad influenzare il suo lavoro e la sua ricerca.

Una sola costante, due cappi: una corda appesa ad un ramo ed un secondo, invece, alato. Non ci sono particolari artifizi in scena, ma materiali semplici offerti dalla natura: foglie e rami.

Nicca penderà dalla corda, un gesto simbolico che disorienta lo spettatore, lasciandolo sospeso con lei in un groviglio sensoriale tra leggerezza e riflessione.

Durante la performance saranno proiettate su Nicca, vestita completamente di bianco, le figure di alcune delle Veneri acefale conservate all’interno del MANN: un omaggio alla scultura classica del museo, certo, ma anche un tentativo di storicizzare questa performance, che riecheggerà delle sofferenze delle donne, delle loro conquiste nel tempo, della sofferenza che si perpetua ancora dall’Antica Grecia ad oggi.

ART NEWS

Nasce JACK, la TV dell’arte contemporanea

Da qualche anno gli appassionati d’Arte riescono a soddisfare la propria voglia di cultura con canali di qualità come Sky Arte HD, sulla piattaforma a pagamento di Murdoch, e RAI5, rete gratuita del digitale terrestre della tv di stato che trasmette contenuti di qualità come prime teatrali, documentari, film d’essai. Da oggi quel pubblico ha una nuova rete televisiva e una nuova piattaforma. Si chiama Jack Contemporary Art TV ed è un nuovo canale streaming web che si occupa, come suggerisce il nome, di arte contemporanea.

Una web-tv dal taglio internazionale, che vede tra le quattordici istituzioni, nazionali e internazionali, la partecipazione del Museo MADRE di Napoli.

museo_madre_cortile_ridottoL’idea è del MAXXI di Roma, il quale si è avvalso della partnership tecnologica di Engineering.

Il nome, JACK, familiare, immediato, comune, è quello che rimanda ad un collegamento elettrico, ad una carta da gioco, ma anche ad un nome qualsiasi che appartiene all’immaginario di tutti.

jack-jackarts-tv-webtv-internettuale
l’home page http://www.jackarts.tv

A partire da oggi, mercoledì 25 gennaio, sul sito www.jackarts.tv i telespettatori potranno vedere contenuti esclusivi dedicati all’arte contemporanea e ai suoi protagonisti, mettendo in relazione centri internazionali riconosciuti per l’impegno e la qualità della loro ricerca nell’ambito della sperimentazione e produzione artistico-culturale.

Oltre ai contenuti esclusivi pensati appositamente per la piattaforma, gli utenti-visitatori potranno vedere delle dirette streaming, commenti degli utenti e contenuti di art blogger.

Architettura, arte, cinema, design, ma anche fashion, performing arts e fotografia. Sono tante le sezioni del sito web, facile ed intuitivo, che indaga il mondo della creatività a trecentosessanta gradi, con interviste, reading, documentari, backstage e persino tutorial.

Da Roma ad Amsterdam, da Istanbul a Lisbona, passando per Napoli, JACK unisce tante e diverse esperienze, punti di vista, ma anche culture, per raccontare l’universale linguaggio dell’arte a chiunque sia pronto a farsene ispirare e a voler contribuire a questa risorsa di pensiero e di azione.

JACK contribuirà così alla diffusione dell’arte contemporanea, supportando i musei che la promuovono. Mission di questa tv infatti è soprattutto quello di avvicinare il pubblico all’arte contemporanea.

ART NEWS

L’arte contemporanea alla Farnesina, l’ultimo venerdì del mese

Per molti semplicemente sede del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la Farnesina sarà anche sede espositiva di una ricca collezione d’arte contemporanea. Da Pistoletto a Dorazio, da Kounellis a Vedova passando per Mauri, Merz, Rotella, Fioroni sono davvero tantissimi i nomi degli artisti che fanno parte di questa raccolta nata agli inizi degli anni 2000 su iniziativa dell’allora Segretario Generale Ambasciatore Umberto Vattani. La collezione, nata per sottolineare l’impegno del Ministero nella ricerca (e adesso anche nella promozione) dell’arte contemporanea, e deputata negli anni ad ambito di intervento strategico della politica culturale del ministero italiano, è oggi restituita al pubblico italiano e non solo che desidera visitarla, entrando, al contempo, in contatto con gli ambienti di palazzo ministeriale.

È giusto che collezioni come questa siano rese fruibili, poiché parte della storia dell’arte italiana, ma anche e forse soprattutto, parte del tessuto cittadino cui, di fatto, appartiene.

Gli orari di apertura al pubblico saranno dalle 9.00 alle 16.00; ogni visita va prenotata su www.collezionefarnesina.esteri.it

Da venerdì 27 gennaio, ad accogliere i visitatori ogni ultimo venerdì del mese, ci saranno i Volontari per il Patrimonio Culturale del Touring Club Italiano, che approda ora alla Farnesina dopo il Palazzo del Quirinale: «Siamo molto orgogliosi della collaborazione con il Ministero per l’apertura alle visite del Palazzo della Farnesina – ha detto Franco Iseppi, Presidente del Touring Club Italiano – un incarico di grande prestigio che ci è stato affidato, dopo quello per l’apertura alle visite del Palazzo del Quirinale, e che ci permette di restituire agli italiani e ai turisti una parte significativa del nostro patrimonio artistico».

ART NEWS

Da Caravaggio a Haring, le grandi mostre di Milano del 2017

Sarà un anno importante, questo 2017, per la città di Milano dal punto di vista artistico, che vede tra i suoi protagonisti Palazzo Reale, sede per eccellenza di prestigiose mostre che animeranno la città nei prossimi 365 giorni.

A Palazzo Marino infatti è stato presentato oggi un programma di mostre che interesserà il capoluogo lombardo a partire dal prossimo febbraio fino agli inizi dell’anno venturo.

keith_haring-milano-2017-internettualeSi comincia con l’arte contemporanea e un po’ naif di Keith Haring, che sarà alla GAM dal 21 febbraio fino al 18 aprile.

Il calendario dei grandi eventi prosegue con gli impressionisti d’inizio secolo. Manet e la Parigi moderna è la rassegna che occuperà le sale di Palazzo Reale dall’8 marzo al 2 luglio, con la prestigiosa collaborazione del Musèe d’Orsay.

Ancora arte contemporanea al MUDEC che dal 15 marzo fino al prossimo 9 luglio ospiterà invece il russo Kandinskij.

Ma la città della Madonnina si appresta a celebrare anche la visita di Papa Francesco che avverrà il prossimo 25 marzo, giorno in cui sarà inaugurata a Palazzo Reale la mostra Arte e spiritualità in Italia, che indaga il legame tra l’arte e il divino.

L’evento più atteso è senza dubbio rappresentato da una grande antologica, Dentro Caravaggio, che dal 28 settembre porterà in Italia ben venti capolavori del maestro lombardo provenienti da tutto il mondo, che troveranno ospitalità a Palazzo Reale fino al 29 gennaio 2018: «Una mostra affascinante perché coniuga la ricerca scientifica di altissimo livello con una forte attitudine divulgativa» ha commentato entusiasta l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

A chiudere questo ricco ciclo di appuntamenti sarà Toulouse-Lautrec, ancora nelle sale di Palazzo Reale, con Mondo fluttuante, in esposizione a partire dal prossimo ottobre.

ART NEWS

Gli indefiniti volti del potere di Galliano fino al 30 novembre alla NEA di Napoli

daniele-galliano-spazionea-napoli-were-gonna-a-real-good-time-together-internettualeSono poche le opere capaci di diventare un simbolo in così poco tempo. Tra queste c’è We’re gonna have a real good time together di Daniele Galliano, alla galleria Nea in Via Costantinopoli a Napoli.

Incuriosito dalle foto che continuavo a vedere su instagram, sono stato ieri allo spazio NEA ignaro che l’esposizione fosse soltanto fino al 30 ottobre. Per mia fortuna però il grande successo di pubblico, che avevo già percepito sui social, ne ha permesso la proroga fino al prossimo 30 novembre, così mi sono ritrovato anche io di fronte ai tanti volti indefiniti dell’artista piemontese.

A curare la mostra per la galleria napoletana di Luigi Solito è Graziano Menolascina.

In un mondo, quello odierno, fatto soprattutto di immagine, di fotografia, di social, Galliano priva i suoi ritratti delle fattezze volto, dell’identità, di quei tratti somatici che consentirebbero all’osservatore di distinguere gli uni dagli altri. E invece eccoli lì, tutti uguali in quelle giacche e cravatte che indossano come maschere o come armature, ma sempre per fingersi ciò che nemmeno lontanamente sono o saranno.

Sono i politici, i bancari, gli affaristi, gli uomini di potere che da secoli governano il mondo, mentendo, simulando, dissimulando. Volto e anima scivolano via, lasciando lineamenti indefiniti. È il momento della loro dissoluzione, che l’artista cattura come grido di protesta sociale.

Un’indagine, quella di Galliano, non soltanto artistica, ma sociologica, che va a colpire proprio quei punti della strategia comunicativa su cui ogni uomo di potere, e dunque di immagine, si finge altro da sé innalzandosi a modello per la società: identificazione, individuazione, imitazione e interiorizzazione.

Con la prima l’uomo fa riferimento a figure e modelli rispetto ai quali si sentirà uguale, creando un “noi”, che possa essere inteso come famiglia, patria, come gruppo di pari, via via ad arrivare all’intera umanità.

L’individuazione invece è quel processo con cui il soggetto fa riferimento alle caratteristiche che invece lo distinguono dagli altri, lo rendono unico, interponendo una barriera tra sé e il mondo. Attraverso il processo dell’imitazione, intesa come riproduzione conscia e inconscia di modelli comportamentali, l’individuo si muove in maniera differente in uno specifico contesto sociale. Infine l’interiorizzazione è quella fase in cui l’individuo fa suoi questi modelli, questi comportamenti, questi meccanismi sociali creando una ben precisa immagine di sé stesso, come prodotto finale di un processo, quello dell’identità, che è contestuale e relazionale.

Privando gli individui del loro volto, di questa identità costruita su di una precisa strategia, Galliano depaupera i suoi uomini del loro potere di manipolazione della società, della loro capacità di finzione per ottenere voti, denaro, tornaconti personali.

I 70 ritratti dell’artista, oli su carta che vengono a comporre un’opera unica, si amalgamano tra loro per l’armonia delle forme e dei colori, dando la sensazione allo spettatore di osservare una moltitudine in lontananza, senza una reale percezione e capacità identificativa, quasi a lasciare implicitamente intendere che ognuno di questi uomini, come in un sottile gioco di specchi e riflessioni, potrebbe essere, nel suo piccolo contesto societario, ognuno di noi.

Per maggiori informazioni:

www.spazionea.it

ART NEWS

“BOOM 60!”, al Museo del Novecento di Milano dal 18 ottobre, l’arte della beat generation

28-a-vuole-specchiarsi-in-10-ritratti-internettuale
VUOLE SPECCHIARSI IN 10 RITRATTI, in “Tempo”, XVII, 10, 10 marzo 1955, pp. 34

Film, musica, moda. Quella degli anni ’60 è un’epoca che non è mai veramente passata, e alla quale il nostro Paese, memore di quel boom economico che diede vita ad uno stile, quello italiano, continua ad ispirarsi. Auto dalle linee retrò, elettrodomestici dalle forme vintage, mobili dall’attuale design demodé.

È da queste (ancora) attuali atmosfere che nasce BOOM 60! Era arte moderna la mostra, al Museo del Novecento di Milano dal 18 ottobre fino al prossimo 12 marzo 2017.

Una rassegna che si rivolge a chi della beat generation ne ha fatto parte e a quanti invece desiderano riscoprirla, attraverso le copertine dei settimanali e dei mensili, segno tangibile di un boom non soltanto economico e di costume. Epoca, il Tempo, Le Ore, Oggi, Gente, Panorama sono soltanto alcune delle testate che con le loro fotografie e i personali stili di raccontare tendenze e personaggi hanno rappresentato un modo di comunicare che non era soltanto mero strumento di intrattenimento, ma vera e propria arte contemporanea, nonché specchio fedele della mentalità e delle aspirazioni collettive.

Sono circa centocinquanta le opere dislocate lungo un percorso di visita, allestito dall’Atelier Mendini, tra pittura, scultura e grafica, selezionate per il grande impatto mediatico, che dialogano in quattro sezioni: Grandi mostre e polemiche, Artisti in rotocalco, Artisti e divi, Mercato e collezionismo. A corredo le più diffuse illustrazioni fotografiche e televisive delle opere stesse e dei loro autori.

2-stracci-e-chiodi-sulla-laguna-gente-1960
“Gente”, col suo tipico formato del fototesto – un racconto fotografico con didascalie – interpreta il punto di vista del suo lettore ideale, sorpreso e perplesso, attraverso modelle in posa fotografate alla Biennale del 1960.

La mostra mette insieme dipinti e sculture di valore civico, provenienti da collezioni pubbliche e private, tra cui alcuni pezzi dell’ampia, quanto unica, collezione Boschi-Di Stefano, valore aggiunto di questo evento culturale.

Una mostra che ruota intorno alla città che la ospita, Milano, città, ancora oggi, della grande editoria e di quella nuova ricerca e corrente artistica che emergeva attraverso i suoi settimanali.

34-germana-marucelli-abito-da-cocktail-tipologia-boutique
Germana Marucelli, ABITO DA COCKTAIL, TIPOLOGIA BOUTIQUE “LA MARUCELLIANA”, 1961, Collezione 1962

Boom 60 è curata da Mariella Milan e Desdemona Ventroni con Maria Grazia Messina e Antonello Negri, e inaugura i nuovi spazi espositivi con un percorso articolato tra Arengario e Piazzetta Reale, ed è promossa dal Comune di Milano.

Un percorso all’interno della concezione della cultura visiva italiana, che immergeva l’arte nella cultura di massa screditandola forse agli occhi della critica colta, ma dal grande valore espressivo di un’epoca.

ART NEWS

Gli appuntamenti da non perdere con le grandi mostre Electa di questo autunno

Un calendario molto ricco, quello della stagione autunnale di grandi mostre Electa, che fino al prossimo dicembre saranno via via inaugurate, accompagnandoci fino alla prima parte del 2017. Una lunga serie di appuntamenti per tutti i palati, artistici s’intende, che hanno sete di iniziative culturali: dall’archeologia all’arte contemporanea sono tante le mostre di cui sentiremo parlare nei prossimi mesi. Ecco un compendio per non farsi cogliere di sorpresa:

Antinoo. Un ritratto in due parti. Partita da qualche giorno, il 15 settembre, la mostra, al Museo Nazionale Romano in Palazzo Altemps a Roma, sarà aperta al pubblico fino al prossimo 15 gennaio 2017. La rassegna ruota intorno alla figura, o meglio al busto, del giovanissimo amante dell’Imperatore Adriano, Antinoo, il cui busto è separato, da qui il titolo, in due parti, l’una all’ l’Art Institute di Chicago l’altra nel museo romano, ripercorrendo gli studi che hanno portato alla loro identificazione e a questo ricongiungimento delle due parti.

Sempre a Roma, ma questa volta nei grandi spazi delle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano, dal 30 settembre al 15 gennaio arriva l’arte contemporanea di Jean Arp, a cinquant’anni esatti dalla morte dell’artista. Un’ampia retrospettiva che ripercorre le principali fasi della carriera dello scultore francese, maestro nelle avanguardie, tra i fondatori del movimento Dada.

Al Castello di San Giorgio a Mantova, dall’8 ottobre all’8 gennaio 2017 ci sarà invece Albrecht Dürer. “Come avrò freddo dopo tutto quel sole…”, mostra che mette in relazione la figura di Dürer con l’arte italiana e in particolare delle incisioni del Mantegna. Tanti i prestiti per questo importante evento, per il quale le sale del castello riaprono in tutto il loro (restaurato) splendore, dopo il sisma del 2012.

Giunge al termine il percorso artistico che ha animato gran parte del 2016, la mostra Egitto Pompei, dislocata e in collaborazione di ben due dei musei più importanti d’Italia, il Museo Egizio di Torino, il Museo Archeologico di Napoli e la Sovrintendenza dei Beni Archeologici di Pompei, dove ha fatto tappa, per ritrovare dall’8 ottobre la degna conclusione nella riapertura della sezione egizia all’interno del museo napoletano. Una restituzione, questa, molto attesa dai cittadini napoletani che potranno finalmente riscoprire, in nuove e più moderne sale, le prestigiose raccolte Borgia e Picchianti, che con i loro oltre 1200 oggetti rappresentano una delle raccolte di maggior importanza, il cui nucleo vede l’origine in età napoleonica con le prime spedizioni. Il percorso di visita sarà suddiviso in sezioni: Uomini e Faraoni, La Tomba e il Corredo Funerario, La Mummificazione, Il Mondo magico e religioso, La Scrittura, i Mestieri e l’Egitto in Campania, che saranno arricchite da supporti multimediali e uno speciale percorso per bambini.

Ci spostiamo a Milano dove il Museo del Novecento dal 18 ottobre al 12 marzo 2017 dedicherà una rassegna all’arte dei primi anni Sessanta con BOOM! 60 Era arte moderna. Una interessante retrospettiva che fotografa perfettamente il momento del boom economico, con le sue riviste ai massimi delle loro tirature, le trasmissioni televisive, il cinema, le auto e la suggestione di tutta un’epoca il cui fascino e design sono più attuali che mai.

Al Museo dell’Ara Pacis di Roma, dal 14 ottobre al 19 febbraio 2017 troveremo Picasso Images. L’insolita rassegna raccoglie oltre 170 fotografie dell’artista che, insieme ad alcune opere provenienti dal Musée national Picasso-Paris, restituiscono un’inedita figura dell’artista innanzitutto, oltre che del suo percorso artistico.

Omaggio a Umberto Boccioni a Rovereto. Al MART arriva Umberto Boccioni. Genio e Memoria dal 4 novembre 2016 al 19 febbraio 2017, in occasione del primo centenario della morte dell’artista. La mostra fa eco al grande evento a Palazzo Reale di Milano.

Proseguono le grandi iniziative del Museo MADRE di Napoli che portano in città grandi nomi dell’arte contemporanea. Dal 26 novembre fino al 6 marzo 2017, arriva a Palazzo Donna Regina Fabio Mauri Retrospettiva a luce solida. Mauri è uno dei maggiori esponenti delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo, la cui ricerca artistica si è spesso concentrata sull’esplorazione dei meccanismi dell’ideologia e dei linguaggi della propaganda, come dell’immaginario collettivo e delle strutture delle narrazioni mediatiche, in particolare cinematografica. Un percorso espositivo appositamente concepito, che dislocherà nelle sale del museo napoletano oltre cento tra opere, installazioni, azioni e documenti e si propone come la più importante e completa rassegna dedicata all’artista mai concepita dal 1994.

A complemento della stessa ci sarà un’altra mostra a Bergamo alla GAMeC-Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, dal 7 ottobre al 15 gennaio 2017.

A Roma, da dicembre 2016 ad aprile 2017, a Palazzo Massimo ci sarà invece Archaeology & me, mostra che nasce da un concorso pubblico inserito nel Progetto Europeo NEARCH, finanziato dalla Commissione Europea. Il concorso europeo “You(r) Archaeology – Archeologia secondo me”, coordinato da IBC, si rivolgeva ai cittadini europei chiedendo di esprimere la loro idea dell’archeologia. Una selezione delle centinaia di opere pervenute sarà esposta a Palazzo Massimo, presentando i molteplici aspetti di un’archeologia vissuta non solo come feticcio turistico o oggetto da museo, ma come ponte fra passato e presente, richiamo a memorie personali, fonte di ispirazione artistica, legame armonioso col tempo e la natura. Una riflessione sulla disciplina archeologica e il suo ruolo nella società contemporanea in un momento storico particolare, quale è quello che l’Europa sta vivendo oggi.

Si chiude, di nuovo al Museo MADRE di Napoli, questo primo ciclo di appuntamenti Electa. Dal 17 dicembre al 20 marzo 2017, al Museo D’arte contemporanea Donna Regina ci sarà Gian Maria Tosatti Sette Stagioni dello Spirito, a cura di Eugenio Viola. La rassegna è sospesa tra arte contemporanea e spiritualità, e muove i primi passi da un libro, Il castello interiore (del 1577), in cui Santa Teresa d’Avila suddivide l’animo umano in sette stanze, trasfigurate dall’artista in altrettante installazioni monumentali ambientali. La mostra vuole restituire la memoria di questa esperienza e al tempo stesso è una sorta di backstage, che permette al pubblico di coglierne i più intimi aspetti di preparazione e studio dell’artista, con i disegni del progetto, gli schizzi preparatori, i documenti e i resti di un’officina creativa che diventano il materiale diario di Tosatti.

Dal 2013 al 2016 infatti l’intera città di Napoli è stata coinvolta nell’imponente progetto pluriennale Sette Stagioni dello Spirito di Gian Maria Tosatti (Roma, 1980), e trova adesso la sua ideale conclusione con questo evento promosso e organizzato da Fondazione Morra con il sostegno di Galleria Lia Rumma, in collaborazione con vari enti istituzionali e, per ogni sua tappa, con il MATRONATO della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.