ART NEWS, LIFESTYLE

Artigianato e Palazzo, aristocratico viaggio nella bellezza. A Firenze fino al 20 maggio

Inglese. Sono anglofone le prime parole che sento, mentre varco i cancelli di Giardino Corsini a Firenze, e subito respiro un’aria da british da campagna inglese. È qui che si svolge Artigianato e Palazzo, è qui che da 24 anni, si riscopre quella squisita manualità che è passione, che si fa arte. In questo luogo la bellezza trova casa nella bellissimo Casino Cinquecentesco dei Principi Corsini, promotori e custodi di quel l’arte fiorentina da proteggere e promuovere.

È proprio il volto sorridente della Principessa Giorgiana Corsini, quello che vedo per primo. La Signora Giorgiana parla al telefono in un fluente francese, mentre saluta gli ospiti che dal 17 maggio fino a domenica 20 invadono la sua bellissima tenuta con stand pelli pregiate, stoffe preziose, gioielli e vetri molati, come in una grandiosa wunderkammer che si apre a tutti i visitatori.

È solo partecipando ad un evento come questo, che è possibile apprezzare e osservare con i propri occhi il lavoro certosino, preparatorio e di ricerca, che si nasconde dietro ogni oggetto. I materiali assumono forma e consistenza, mentre le storie si intrecciano proprio come le fibre di Capim d’Oro di Martina Levis, che lavora il Capim Dourado, una rara fibra vegetale di origine brasiliana, dal colore naturale dell’oro: «Tutto è iniziato da un regalo di Natale – ci spiega emozionata Martina – che mi ha fatto conoscere questa fibra, che raggiunge il massimo della lucentezza dorata a settembre». Gioielli, borse, accessori. Gli oggetti creati da Martina brillano di luce propria, come grano nelle messi d’estate.

E poi c’è Tiki Taka, che ricrea un mondo incantato che mescola sapientemente teatro, poesia e meccanica e che dal 2016 produce oggetti che sembrano raccontarti una storia. Vecchie sedie in legno e altri oggetti ritrovano, letteralmente, una nuova vita diventando scenario di piccole barche a vela o battelli che si muovono in mari in tempesta tra gabbiani e altri elementi naturali.

Sono 10 e tutti under 35, questi bravissimi ragazzi che con creatività e coraggio realizzano i loro sogni e ci fanno sognare. Ma ci sono anche tanti altri artigiani/artisti, che realizzano delle vere e proprie opere d’arte, come Artea Legno, che ha esordito quest’anno vincendo il premio come migliore allestimento, dove Silvia e Rosalia trasformano vecchie tavole di legno, pavimenti di barche e costruzioni abbandonate rinvenute nella laguna di Venezia.

C’è anche un po’ di Napoli in questa edizione, Dea Sandals Capri, infatti nell’isola Azzurra produce sandali personalizzati coniugando il concetto di haute couture a quello di prêt-à-porter, offrendo la possibile di avere, in poco tempo e sotto i propri occhi, un sandalo completamente personalizzato.

Ma ci sono anche i giovanissimi Alessandro e Riccardo di Penko, bottega orafa di Firenze, che porta avanti una straordinaria tradizione di famiglia, o le macchine da scrivere di Qzerty, che ha messo insieme iconici modelli della dattilografia: dalla Wander-Werke Continental del 1924 alla famosa Lettera 22 di Olivetti.

Tra i momenti più belli della rassegna, Ricette di Famiglia, cooking show inaugurato in questa edizione da Madame Drusilla Foer, che ha condiviso con i presenti ricordi e risate, con l’elegantissima Annamaria Tossani, mentre la chef prediletta di Desinare, Michela Starita ha rielaborato per i presenti la ricetta del Chapati.

Ricette di FamigliaLa rassegna di quest’anno è all’insegna di Richard-Ginori, storico marchio che dal 1735 è vero vanto non solo Toscano, ma italiano, con una eccezionale produzione ceramica. Lungo il percorso infatti è stato allestito un Donamat, un “bancomat al contrario” così come l’ha definito la Signora Corsini, con cui è possibile fare anche piccolissime donazioni e aiutare l’associazione gli Amici di Doccia a riaprire il Museo di Sesto Fiorentino, recentemente acquistato da Mibact, dove sono custoditi alcuni dei pezzi più belli di questo storico brand.

Artigianato e Palazzo è un viaggio, è pura emozione, è una aristocratica esperienza che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita, per scoprire l’eccellenza e la vera essenza di una intramontabile bellezza.

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ART NEWS

Storia del Museo Ginori: ascesa, caduta e rinascita del museo di Sesto fiorentino

Se la bellezza è una necessità, allora nutrila con stile. È così che recita il sito web ufficiale di Richard-Ginori, storico marchio di produzione ceramica, che ha fatto di una squisita ricerca estetica la propria vocazione, sin dal lontano 1735, votando il proprio nome ad un’Arte diventata già icona.

Sinonimo di eccellenza italiana, oggi il brand, Richard-Ginori, è noto ed apprezzato in tutto il mondo. Fondato dal marchese Carlo Ginori, è suo il merito di aver dato origine alla Manifattura della porcellana di Doccia.

Sin dai primi anni di attività, Ginori decise di destinare alcuni locali al pianterreno della Villa Ginori di Doccia alla raccolta di modelli, ceramiche e terre formatesi nel primo periodo di vita della fabbrica.

Ben consapevole dell’alta qualità delle proprie porcellane e del loro significato artistico, già nel 1754 Ginori dimostrò la precisa volontà di una loro musealizzazione, creando un’apposita Galleria in cui esporre queste opere.

A poco più di un secolo dalla sua fondazione, la Ginori fu acquisita dalla milanese Soc. Ceramica Richard, diventando il marchio che oggi tutti conosciamo. L’originario nucleo delle raccolte storiche restò nei depositi della Villa di Doccia, cui negli anni si aggiunsero nuovi oggetti di proprietà Richard-Ginori.

Il progetto dell’attuale museo è dell’architetto toscano Pier Niccolò Berardi e Fabio Rossi. Le collezioni comprendevano l’originario lascito Ginori che si arricchì dei pezzi realizzati dopo la fusione con la Richard.

Richard-Ginori 1735 lottatori ceramica porcellana biscuit Museo Doccia Sesto fiorentino Vaso ad orcino Gio Ponti, Prospettica - internettuali
Giò Ponti

Inaugurato nel 1965 ha tristemente chiuso le sue porte al pubblico nel maggio del 2014, mentre la fabbrica delle pregiate porcellane era già stata acquistata all’asta nel 2013 dalla maison di moda Gucci.

Di grande valore la collezione del museo, che comprende statue e statuine di pregevole fattura di ispirazione michelangiolesca, con corpi vigorosi e nudi eroici, o rinascimentale, riproducendo opere come il Ratto delle Sabine del Giambologna, o ottocentesche, impresse nella porcellana lucida e finissima o l’elegante e opaca biscuit.

La Richard-Ginori vede tra le sue collezioni delle sue ultime creazioni anche le decorazioni del designer milanese Giò Ponti, che caratterizzò i primi anni ’20, rileggendo alla propria maniera l’Art Déco.

Lo scorso 27 novembre il museo è stato finalmente comprato dallo Stato Italiano, attraverso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con conseguente lascito della collezione che è stata così utilizzata per il pagamento delle tasse attraverso opere d’arte.

Ed è proprio da questa acquisizione che parte la ventiquattresima edizione di Artigianato e Palazzo, cui parteciperò e di cui vi parlerò, nella quale è stata allestita la Mostra Principe dedicata proprio alla Richard-Ginori. Durante i quattro giorni della rassegna, che si terranno al Giardino Corsini a Firenze, saranno infatti raccolti fondi per la riapertura del museo, identitario dell’arte e della pregiata manifattura fiorentina.

LIFESTYLE

E. Marinella lancia “Archivio”, la nuova collezione di cravatte vintage

Nato nel 1914 da Eugenio Marinella a Napoli, l’omonimo brand di cravatte artigianali, E. Marinella, si è trasformato in breve tempo in un vero e proprio must per i gentiluomini dell’aristocrazia partenopea, esportando il proprio stile in tutto il mondo dalla bottega in Piazza Vittoria a Napoli. Oggi allo storico negozio nella città del sole, si affiancano altri cinque monomarca nel mondo, da Milano a Londra, da Lugano a Tokyo, e con reparti in store che varcano l’oceano, fino ad arrivare negli Stati Uniti, attraversando tutto il vecchio continente.

Lo stile di Marinella era fortemente influenzato dalle tendenze della moda uomo britannica. Nel tempo però l’assunzione di artigiani camiciai parigini, ha permesso al marchio di insegnare le proprie tecniche di produzione del suo modello.

Dal 1999 è Maurizio Marinella a tenere il timone di un’azienda che oggi è un vero marchio di lusso della moda uomo mondiale, che vede il suo centro operativo ancora oggi sorgere sulla Riviera di Chiaia di Napoli.

e-marinella-cravatte-collezione-archivio-2016-internettualeSono tanti i politici e gli uomini illustri e regnanti che hanno indossato e indossano creazioni Marinella: dall’ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton a Silvio Berlusconi, da Gianni Agnelli alle teste coronate come Carlo d’Inghilterra, il Re Juan Carlos di Spagna o il Principe Alberto di Monaco.

Non solo cravatte. Oggi la linea-uomo Marinella comprenda borse, orologi, colonia, accessori e gemelli per vestire un uomo che esige la qualità dell’artigianato che si evolve senza dimenticare le proprie origini, e aggiungendo, ad un universo popolato solo da uomini, accessori, profumi, sciarpe e borse anche per la donna che, al pari del suo uomo, sogna di indossare lo stile, squisitamente napoletano, di un’opera d’arte che si fa moda senza tempo.

Oggi Marinella riscopre le proprie origini, lanciando una nuova linea di cravatte realizzata con fantasie vintage che vanno dagli anni ’30 al 1980, rinvenute nell’archivio di Napoli. È da qui che nasce la collezione ARCHIVIO, che è indaga il recupero dei materiali dell’antica boutique napoletana, realizzando veri e propri oggetti di culto da indossare e collezionare.

Marinella lancia questa nuova collezione con uno spot su YouTube che è un vero inno alle proprie origini, al barocco e ad una città, Napoli, che ha portato con orgoglio nel mondo.

Stampate su seta lavorata a mano, le fantasie sono state rinvenute da Maurizio Marinella in uno dei suoi viaggi in Inghilterra, dove suo nonno Eugenio e poi suo padre Luigi si recavano personalmente per scegliere fantasie e tessuti con cui erano realizzate camicie e cravatte: «È stato commovente trovare questo tesoro nascosto, una testimonianza tangibile della nostra lunga tradizione – ha raccontato Maurizio – non ho potuto fare altro che utilizzare queste fantasie per dar vita ad una collezione unica ed irripetibile, un vero must per gli amanti della moda e del vintage».